Incidenti sul lavoro. Inail: aumentano quelli mortali, 599 nei primi mesi del 2019. Anche oggi due operai hanno perso la vita

Incidenti sul lavoro. Inail: aumentano quelli mortali, 599 nei primi mesi del 2019. Anche oggi due operai hanno perso la vita

Aumentano nei primi sette mesi gli incidenti mortali sul lavoro. L’Inail comunica che tra gennaio e luglio gli infortuni sono stati 378.671, in flessione dello 0,02% rispetto allo stesso periodo del 2018, ma sono 599 quelli con esito mortale, in crescita del 2%. In particolare, spiega l’istituto, a livello nazionale, i dati rilevati al 31 luglio di ciascun anno evidenziano 18 denunce in più per i casi mortali avvenuti in occasione di lavoro, passati da 414 a 432, e sei in meno per quelli nei trasferimenti da casa a lavoro, da 173 a 167. Sempre restando ai casi mortali, l’agricoltura ha registrato un aumento di 22 denunce, da 56 a 78, a fronte di 10 casi in meno nell’Industria e servizi, da 522 a 512.

Dall’analisi territoriale dell’Inail emerge un aumento dei casi mortali solo nell’Italia centrale e meridionale. Sono infatti 10 in più al Centro, dove si è passati da 110 a 120, 15 in più al Sud, da 119 a 134, e 12 in più nelle Isole, da 46 a 58. Nel Settentrione si rileva, invece, una diminuzione di due casi nel Nord-Ovest, dove sono scesi da 155 a 153, e di 23 casi nel Nord-Est, da 157 a 134. A livello regionale spiccano i 16 casi mortali in più denunciati in Puglia e i 17 in meno del Veneto. L’analisi di genere mostra, nel confronto tra i primi sette mesi del 2019 e del 2018, un andamento opposto tra i due sessi. Sono 21 i casi mortali in più per gli uomini, da 527 a 548, e nove quelli in meno per le donne, da 60 a 51. Infine sono in aumento le denunce di infortunio con esito mortale per i lavoratori comunitari, da 29 a 40, ed extracomunitari, da 64 a 71, mentre tra gli italiani si registrano sei casi in meno, da 494 a 488. L’Inail rileva inoltre le patologie di origine professionale. Ne sono state denunciate 38.501, pari a un incremento del 2,7%.

“Bisogna arrivare all’adozione di linee guida per le modalità e le azioni coordinate da mettere in campo, affinché vengano garantiti i massimi livelli di sicurezza di chi opera su strada in presenza di traffico veicolare”. Lo chiedono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità, a seguito della morte, dopo 25 giorni di agonia, del lavoratore di Autostrade, rimasto gravemente ferito lo scorso 4 agosto, dopo essere stato travolto in galleria da un mezzo pesante, sulla A12, durante lo svolgimento del proprio lavoro. “La nostra vicinanza e il nostro cordoglio – proseguono le organizzazioni sindacali – va ai familiari, agli amici e ai colleghi della vittima. Sin da ora ci impegniamo a mettere in campo tutte le iniziative che possano contrastare gli eventi drammatici avvenuti nell’ultimo mese sulle nostre strade ed autostrade”. “Le dinamiche degli ultimi incidenti sul lavoro – spiegano infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità – evidenziano che in materia di salute e sicurezza non è più sufficiente affidarsi esclusivamente ad una legislazione avanzata, ma che occorre attivare con urgenza un confronto tra tutti i soggetti coinvolti: istituzioni, gestori della viabilità, pubblici e privati, datori di lavoro, committenti ed imprese appaltatrici, e sindacati”.

Intanto, un altro lavoratore è morto. Poco dopo l’arrivo in ospedale un operaio di 39 anni questo pomeriggio è rimasto incastrato tra due rulli industriali, in un macchinario di un’azienda di lavorazioni plastiche a Gorla Minore (Varese). Nonostante il tentativo dei medici di salvargli la vita, a causa di un grave schiacciamento toracico riportato, l’uomo è deceduto. Sulla dinamica dell’incidente indagano i carabinieri.

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