Calcio. Serie A. Una prima di campionato all’insegna delle conferme, delle squadre di vertice (tranne il Milan) e dei campioni (come Insigne)

Calcio. Serie A. Una prima di campionato all’insegna delle conferme, delle squadre di vertice (tranne il Milan) e dei campioni (come Insigne)

Misteri, rifiuti, polemiche, sorprese, tanti gol. Cominciamo bene. Le polemiche sono il sale del calcio e quelle sugli arbitraggi erano scontate, dopo il cambio delle regole e la sicumera generale sull’uso della VAR, panacea di tutti i mali. A Firenze, Udine, Cagliari e altrove ci sono state lamentele. Il “risultato tecnologico”, evocato per magnificare le certezze della VAR, è di là dall’essere accettato con serenità. L’unica verità è che chi perde, non ci sta. Si è partiti con due pareggi (Verona-Bologna e Roma-Genoa) e molte emozioni. Una delle risultanze della prima giornata, in attesa delle ultime novità del mercato, è stata la conferma di una certa leadership (promessa e confermata, in attesa dello scontro diretto della seconda giornata) di Juventus e Napoli. Se la Juve e il Napoli giocano a memoria e finora hanno usato le novità di mercato col contagocce, significa che hanno delle solide basi. Che questo possa essere un campionato più divertente di quello monocorde della passata stagione, è probabile perché ci sono facce nuove e si vede qualche mossa più coraggiosa dei tecnici. Ma noi aspetteremmo due o tre mesi, prima di esprimerci con gli aggettivi roboanti. Il fatto che il primo gol stagionale sia stato segnato dal vecchio Chiellini, simbolo di un calcio ben collaudato (qualcuno lo chiamerà vecchio), può essere considerato emblematico di un mondo che procede con i piedi di piombo sulla strada del rinnovamento.

La Fiorentina ha perso contro un Napoli ben collaudato (doppietta di Insigne) e qualche errore dell’arbitro Massa ha fornito robusti alibi per la sconfitta. L’Atalanta è partita benissimo, a Ferrara, rimontando due gol. Partita con tanti ex atalantini nella Spal, passata subito con Di Francesco. Il raddoppio dell’ex nerazzurro Petagna, ha orientato la partita verso lidi ferraresi. Ma Gosens ha riaperto la gara e Muriel l’ha pareggiata, segnando poi il gol della vittoria. L’Atalanta non vinceva fuori casa la prima partita da molti anni (1949). La squadra di Gasperini aveva cominciato male, poi è cresciuta, vincendo in maniera autoritaria: Muriel con una doppietta si è fatto già sentire. Roma ha fatto meglio nel doppio confronto con Genova. Il centesimo gol in A di Immobile (poi autore di una doppietta) ha aperto le danze a Marassi. Il raddoppio di Correa ha dato un successo meritato alla squadra di Inzaghi, che è partita benissimo. La Roma si è fatta bloccare dai rossoblu: botta di Under e risposta di Pinamonti all’Olimpico. Poi s’è fatto sentire Dzeko. Un rigore di Criscito ha riportato sul pari il Genoa. Poi Kolarov ha ridato il vantaggio ai giallorossi e Kouamè ha pareggiato. Difesa non irreprensibile, quella giallorossa. Bella la partenza del Grifone.

Strano prologo di Torino-Sassuolo: il difensore granata N’Kolou avrebbe chiesto di non giocare. Zaza, un ex, ha sbloccato la partita. Importanti interventi di Sirigu, prima del raddoppio di Zaza. Caputo ha riaperto la partita. Ha cominciato male il Milan, sul campo di un‘Udinese ben organizzata che alla fine ha avuto la meglio con il gol di testa (il primo in carriera) di un esordiente terzino (Becau): i rossoneri si son visti poco in avanti e a centrocampo. Friulani col morale alle stelle, rossoneri nelle stalle. In casa friulana, il mistero del comportamento di De Paul, isolatosi dall’ambiente bianconero. Un colpo di scena a Verona. Mihajlovic non ha voluto lasciare soli i suoi e si è presentato in panchina. Sansone su rigore ha portato in vantaggio i rossoblu. Poi ha pareggiato Veloso. Gialloblu in dieci. Cellino, ex presidente del Cagliari e ora in carica nel Brescia, è stato accolto con applausi alla Sardinia Arena. Donnarumma aveva portato in vantaggio i lombardi. Gol annullato dalla VAR, come quello di Bisoli. Bella partita delle “rondinelle” che hanno vinto con un rigore molto discusso di Donnarumma. E tuttavia, molto meglio i bresciani.

E l’Inter? Non poteva esserci un esordio migliore per Antonio Conte sulla panchina dell’Inter nel monday night: roboante vittoria 4-0 contro il Lecce, San Siro in tripudio e a fare la ciliegina sulla torta il riscatto di alcuni giocatori (Candreva e Ranocchia su tutti) poco convincenti sotto le gestioni precedenti. Eppure l’allenatore tiene alta la guarda e non si esalta per i primi tre punti.  Non fa drammi invece Fabio Liverani: non è certo a San Siro che il suo Lecce deve mettere in cascina punti-salvezza:

Pochi ci hanno fatto caso, ma nel prossimo turno, a parte la prematura partitissima fra Juve e Napoli, si giocherà il derby romano e non è da sottovalutare Atalanta-Torino. Un’altra bella dose di calcio (e di veleni) da inghiottire tutta d’un colpo.

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