Ue. Ursula von der Leyen è la nuova presidente della Commissione. Passa con 383 voti a favore e 327 contrari

Ue. Ursula von der Leyen è la nuova presidente della Commissione. Passa con 383 voti a favore e 327 contrari

Ursula von der Leyen è stata eletta presidente della Commissione europea con 383, appena nove voti più dei 374 necessari. Contrari 327 eurodeputati, astenuti 22, una scheda bianca. Hanno votato 733 eurodeputati. In percentuale von der Leyen ha preso il 51,27% dei voti espressi dal Parlamento europeo. Jean Claude Juncker era stato eletto con 422 voti, pari al 56,19%, Josè Manuel Barroso, al suo secondo mandato aveva ottenuto il 51,9%.  Decisivi a suo favore sono stati i 14 eurodeputati del M5s, non organici alla maggioranza a Strasburgo, senza i quali le sarebbe mancato il quorum. I 28 eurodeputati leghisti hanno invece votato contro, insieme agli altri eurodeputati di Identità e democrazia, tra i quali Le Pen, AfD e Fpoe. Pollice verso a Von der Leyen anche da FdI, nonostante la sua appartenenza al gruppo dei Conservatori, che si è spaccato: i polacchi di Diritto e Giustizia sono favorevoli al nuovo corso di Von der Leyen. I socialisti, tra cui Pd, Psoe e portoghesi, hanno votato a favore di Von der Leyen, ma non all’unanimità. Gli eurodeputati Spd, i laburisti britannici e i socialisti francesi hanno detto chiaramente che quella del Pse non è una posizione unanime. Sì a Von der Leyen dal Ppe, tra cui FI. Sì dai liberali. No da Verdi e sinistra.

La lettura dello scrutinio da parte del presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha suscitato un lungo applauso da parte dell’Assemblea di Strasburgo. Applauso che è proseguito quando la stessa neo presidente della Commissione è rientrata in Aula per ringraziare il Parlamento. “Mi sento molto onorata sono sopraffatta, la fiducia che riponete in me la riponete nell’Europa, un’Europa forte e unita da est a ovest, da nord a sud, pronta a combattere per il futuro invece che contro se stessa. Il compito che dovrò affrontare pesa su di me ed il mio lavoro comincia adesso”, ha detto Ursula Von der Leyen. “Ringrazio tutti i membri del parlamento europeo che hanno deciso di votare per me, ma il mio messaggio è: lavoriamo insieme in modo costruttivo”, ha aggiunto.

Ursula von der Leyen  si era presentata alla volata finale, il voto del Parlamento di Strasburgo per  conquistare la presidenza della Commissione dell’Unione europea, ricordando Simone Veil che “quaranta anni fa – ha detto – è stata la prima donna eletta presidente del Parlamento europeo. Se l’Europa fosse una donna, l’Europa sarebbe Simone Veil.  Chiediamoci oggi come posiamo perpetuare la sua visione, quella di un’Europa unita e pacifica”.  Sempre riferendosi a Simone Veil parla di “audacia dei pionieri, al cuore della mia visione dell’Europa e sarà questo spirito a guidare la Commissione che intendo presiedere”. Quindici minuti di intervento, tanti applausi,  parla alla componente socialista e a quella liberale, i loro voti sono fondamentali per conquistare la Presidenza. Si rivolge anche ai Verdi i quali pur apprezzando  molti passaggi dell’intervento della candidata non se la sentono di annunciare il loro voto, ma non faranno le barricate contro di lei. La applaudiranno diverse volte, ma il voto no. La metteranno alla prova.

Nel  discorso ha affrontato i problemi principali sui quali intende fondare  l’azione della sua Presidenza. Riferendosi agli investimenti per un’economia senza emissioni di co2, Von der Leyen aggiunge che “dobbiamo avere un’economia forte perché se vogliamo spendere prima occorre guadagnare”. Per lei “una cosa solamente è importante: l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica”. Ampio il suo discorso, che spazia su più punti: “Intendo realizzare una perfetta parità di genere nella prossima Commissione. Se i governi non presenteranno un numero sufficiente di candidati donne non esiterò a chiedere altri nomi”. E sulla Brexit dice di essere disposta a una “possibile proroga della deadline prevista”. Dice anche che presenterà “un accordo verde per l’Europa nei primi cento giorni del mio mandato”. “Una delle sfide pressanti” per l’Ue “è mantenere il pianeta sano. È la più grande responsabilità e opportunità del nostro tempo – ha affermato – voglio che l’Europa diventi il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050”. “Per realizzare questo obiettivo – sostiene mentre dall’emiciclo arrivano forti applausi – dobbiamo compiere passi coraggiosi insieme. Il nostro obiettivo di ridurre le emissioni” di Co2 “del 40% entro il 2030 non è sufficiente”, è necessario “andare oltre” puntando a una riduzione delle emissioni “del 50% se non 55%”. Propone anche di triplicare il budget dedicato al programma per gli scambi universitari Erasmus nel prossimo bilancio pluriennale europeo. Sui migranti non ha peli sulla lingua. Smentisce chi aveva scritto  che avrebbe chiesto voti anche alla Lega di Salvini, ai sovranisti: “Il Mediterraneo è diventato una delle frontiere più letali al mondo, in mare – dice – c’è l’obbligo di salvare le vite”. “L’Ue ha bisogno di frontiere umane – aggiunge -, dobbiamo salvare le vite, ma anche dobbiamo ridurre la migrazione irregolare, lottare contro gli scafisti”.

Von der Leyen  dice la sua anche sull’economia, sostenendo che si può usare tutta la flessibilità possibile rispettando le regole. “In una economia sociale di mercato come quella europea – afferma – chi lavora a tempo pieno deve avere un salario minimo che garantisca una vita dignitosa e per questo lavoreremo per un quadro generale di riferimento: la soluzione ottimale è avere contrattazioni collettive con la partecipazione dei sindacati per adeguare il salario minimo al settore e al comparto. Ci sono modelli differenti ma abbiamo bisogno di un quadro generale”. A  Di Maio saranno fischiate le orecchie. Il “salario minimo “ di cui parla Von der Leyen non ha niente a che vedere con la  proposta dei grillini che esclude i sindacati da una fase fondamentale quale la contrattazione cui invece fa riferimento la candidata alla presidenza della Commissione Ue. Termina fra gli applausi il suo intervento e si apre il dibattito Parlano  gli esponenti dei gruppi parlamentari, un minuto, un minuto e mezzo al massimo, molti elogi alla candidata, vengono dalle forze politiche che la sostengono. Ma anche chi annuncia voto contrario, i sovranisti di tutte le specie, modera i toni. La candidata, alla fine del dibattito, si mostra ottimista sull’esito della votazione che si svolgerà nel tardo pomeriggio. Netto il no a Von der Leyen dai sovranisti, quelli del gruppo di Visegrad che avevano lasciato aperti spiragli velenosi alla candidata. Velenosi perché  puntavano a mischiare le carte, indebolendo la candidata voluta da Angela Merkel.

La tedesca è la prima donna a ricoprire questo ruolo. L’attuale ministro della Difesa succede al lussemburghese Jean-Claude Juncker il cui mandato scade il 31 ottobre. I deputati europei valuteranno le competenze dei nuovi commissari nelle audizioni che si svolgeranno la prima settimana di ottobre, poi la nuova commissione europea dovrà ricevere l’investitura del Parlamento europeo a Strasburgo nella sessione plenaria tra il 21 e il 24 ottobre.

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