Tensioni al corteo No Tav in Val di Susa. 46 persone fermate, scontri con la polizia, che usa lacrimogeni. E tra M5S e Lega scoppia il conflitto

Tensioni al corteo No Tav in Val di Susa. 46 persone fermate, scontri con la polizia, che usa lacrimogeni. E tra M5S e Lega scoppia il conflitto

Iniziata in ritardo a causa della pioggia, la marcia No Tav è riuscita a forzare le barriere e raggiungere il cantiere della Torino-Lione di Chiomonte, in Val di Susa, per protestare contro il progetto dell’alta velocità confermato nei giorni scorsi dal Governo Lega-M5S. Le forze dell’ordine hanno lanciato “centinaia di lacrimogeni”, hanno riferito i manifestanti, e contro la Polizia sarebbero state esplose alcune bombe-carta, ma nel corso della giornata non ci sono stati feriti. Il corteo No Tav è partito attorno alle 14.30 da Venaus, in Val Cenischia. L’iniziativa, alla quale partecipano diverse migliaia di manifestanti, si inquadra nel “Festival Alta Felicità” che si svolge a Venaus (25-28 luglio) con dibattiti e concerti. Attorno alle 18 un gruppo di manifestanti è riuscito a forzare la prima di due file di barriere Jersey che proteggono il cantiere, dal lato della località Giaglione, nonostante i lacrimogeni. Altri spezzoni del corteo hanno tentato di raggiungere il cantiere da altri lati. Alla fine il cancello che bloccava il passaggio è stato smantellato e, come hanno riferito diversi manifestanti via social media, così come alcune radio (Radiosonar, Radio onda d’urto) e il globalproject.info, i manifestanti hanno raggiunto il cantiere. Successivamente, intorno alle 19.30, i manifestanti hanno iniziato a tornare indietro.  46 le persone identificate e denunciate per i disordini che si sono verificati oggi durante la marcia. La maggior parte dei denunciati appartiene al centro sociale Askatasuna. Tra questi anche il leader.  “La manifestazione No Tav di oggi è pienamente riuscita, con oltre 15.000 persone. La lotta va avanti anche contro il M5s che ormai ha cambiato ufficialmente opinione” afferma Paolo Ferrero, ex segretario di Rifondazione Comunista e vicepresidente del Partito della Sinistra Europea. “Salvini, come al suo solito – aggiunge Ferrero – cerca di trasformare in un problema di ordine pubblico quello che è un grande movimento mirato a cercare di evitare grandi sprechi di denaro pubblico e danni al territorio”. Ferrero infine aggiunge una riflessione: “la manifestazione si è svolta lungo la linea ferroviaria e in 3 ore e mezzo abbiamo visto passare un solo treno, a riprova del fatto che quella linea non solo non è intasata, come dicono, ma ben poco utilizzata”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, nei giorni scorsi ha fatto riferimento alla manifestazione programmata oggi con queste parole: “Ci saranno almeno 500 agenti sul posto, conto che tutti usino la testa. Siamo in democrazia, ognuno è libero di dire quello che vuole, se ci fosse un solo episodio di violenza non resterà impunito. Se qualcuno cominciasse a fare casino, ad attaccare, bruciare, minacciare e insultare, nessuno resterà a guardare. Spero che sia una nella, pacifica e affollata manifestazione, ma non sarà tollerato alcun episodio di violenza”. Il movimento cinque stelle oggi ha annunciato la presentazione al Senato di una mozione contro la Tav. “Noi non ci arrendiamo! Noi pensiamo al paese, non facciamo regali a Macron”, ha detto il capo politico M5S. Il leader storico dei No Tav, Alberto Perino, aveva avvertito, questo pomeriggio prima che si avviasse la marcia, che oggi chi “tira una pietra, una castagna, o qualunque cazzata” deve sapere che “lo fa solo per fare un regalo a Salvini” e non al movimento. Perino ha anche espresso delusione per Beppe Grillo.

Dal corteo, cori critici nei confronti sia della Lega che del M5S. Tra gli slogan, “M5S assorbiti da Salvini”. Il movimento No Tav aveva commentato così, nei giorni scorsi, la decisione assunta dal Governo Conte di confermare il progetto: “Amici dalle parti del governo non ne abbiamo mai avuti. La manfrina di tutti questi mesi giunge alla parola fine e il cambiamento tanto promesso dal governo, getta anche l’ultima maschera, allineandosi a tutti i precedenti”. La mossa di Conte, continuava il comunicato No Tav, “conferma, di portare il voto in un parlamento dove il voto è già scontato e dove il Movimento 5 stelle voterebbe contro, tentando di salvarsi la faccia dicendo ‘siamo coerenti, abbiamo fatto tutto il possibile’. Noi invece sapremo sempre cosa fare, proseguendo la nostra lotta popolare per fermare quest’opera inutile ed imposta”. Per il movimento NoTav, “fermarlo è possibile, fermarlo tocca a noi!”. Uno striscione con questo slogan, “Fermarlo tocca a noi”, è stato appeso dai manifestanti ad una barriera del cantiere.

La Tav non dà pace al governo gialloverde

Un nodo che fa riaffilare le armi ai due maggiori azionisti. Nel sabato della manifestazione ad alta tensione in Val di Susa, si riaccende lo scontro fra il Movimento 5 Stelle e la Lega. Con i primi che parlano di “regalo a Macron” e il Carroccio che rispedisce al mittente la critica, rivangando fra le ruggini del recente passato fino all’accordo M5S-Pd per l’elezione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Intanto, la lettera del Mit sul prosieguo dei lavori della Torino-Lione è partita nella tarda serata di venerdì con destinazione Bruxelles, ma in calce c’è la firma dei funzionari del dicastero e non quella del ministro Danilo Toninelli. Una decisione simbolica. Nella missiva, in ogni caso, si fa riferimento alle parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un intervento video da Palazzo Chigi di martedì scorso, in cui ha ricordato che “non realizzare l’opera costerebbe più che completarla” e che “solo il Parlamento potrebbe adottare una decisione unilaterale”. Un MoVimento che torna alle origini, quando attraverso Nicola Morra – post su Facebook poi condiviso da Alessandro Di Battista – si scaglia contro il “Partito (Unito e senza frontiere, trasversale e transnazionale) delle Grandi Opere”. E in questo senso va letto l’ultimo post sul Blog delle Stelle, in cui si rivela che sabato “al Senato è stata depositata la mozione del M5S che impegna il Parlamento a bloccare la realizzazione del Tav Torino-Lione”. Poi parte una sorta di provocazione dei pentastellati all’indirizzo degli alleati di governo: “Bene, chi vuole mettere la faccia e la firma su un’infrastruttura del tutto inutile, fuori dalla storia e negativa sul piano finanziario e ambientale, deve farlo dentro il Parlamento, l’organo sovrano eletto dai cittadini”. Un guanto di sfida lanciato a Matteo Salvini e ai suoi: “Chi vuole fare un regalo a Macron – si trova ancora scritto – allora dica sì alla Tav”. Una telenovela a puntate, insomma. Che si completa o quasi con la replica leghista affidata a una nota. “L’unico regalo a Macron lo hanno fatto 5Stelle e PD votando la presidente della Commissione europea decisa a Parigi e Berlino. Chi dice No al Tav – si legge – invece dice no al futuro, al progresso e al lavoro, è fuori dal mondo”. Quindi, le parole di Matteo Salvini senza se e senza ma: “La Tav si farà, indietro non si torna. Non ci sarà nessuna tolleranza per teppisti e delinquenti”. E non finisce qui perché fonti Cinquestelle sottolineano che “c’è un asse Pd-Lega-Berlusconi a favore della Tav, lo stesso asse che è a favore dei finanziamenti a pioggia a giornali di partito. Lo stesso che cambiò la legge elettorale per non farci governare con il 51%”. Perché, si sa, il M5S è nato No Tav e sarebbe complicatissimo da far digerire alla base, già ballerina per altri motivi, un sì all’opera.

Share