Silenzio stampa contro la guerriglia di parole che Salvini, Di Maio, Conte riversano sui cittadini. Veleni inquinano la vita politica, feriscono la democrazia. Salvini al Senato su Moscopoli per far la guardia al premier?

Silenzio stampa contro la guerriglia di parole che Salvini, Di Maio, Conte riversano sui cittadini. Veleni inquinano la vita politica, feriscono la democrazia. Salvini al Senato su Moscopoli per far la guardia al premier?

Se fosse vero, come pare, quanto scrive Huffington Post a proposito della presenza di Salvini Matteo al Senato mercoledì, ore 16,30, quando il premier Giuseppe Conte riferirà sull’affaire Metropol, meglio noto come Moscopoli, sui presunti fondi che dal Cremlino sarebbero stati trasmessi alla Lega e, in particolare sui rapporti fra lo stesso Salvini, affaristi italiani, amici suoi, suoi stretti collaboratori e affaristi russi, uomini del Cremlino, in un paese normale sarebbe la parola fine per il governo gialloverde. Il presidente Conte non potrebbe tollerare la presenza di un ministro del suo governo, il quale ha fino ad oggi negato, malgrado richiesto dalle forze di opposizione, di presentasi in Parlamento e chiarire il suo ruolo in questa squallida vicenda. Sempre l’articolo di  Huffington rende noto che  Salvini siederà nei banchi della Lega e “proverà a rubare la scena al presidente del Consiglio”. Non solo, “a un certo punto si alzerà ed esternerà la sua difesa”.

Sempre più insopportabile la rissa continua fra Cinque stelle e Lega

A dir poco, se la  notizia fosse vera significherebbe la crisi di governo, quella di cui ogni giorno i media parlano rinviando al giorno seguente. Comunque sia, ormai questa storia infinita del rapporto fra Lega e Cinque stelle sta diventando sempre più insopportabile. Di Maio e Salvini non perdono occasione per beccarsi, Conte prova a spegnere il riscaldamento del clima politico ma non ci riesce. Al mattino  uno dei due minaccia fuoco e fiamme, poi verso le ore pomeridiane sembra che i due cessino le azioni di guerriglia. Ma a tarda sera o Salvini o Di Maio riprendono le azioni di guerriglia. Si susseguono vertici, Conte con i ministri, alcuni, perché quelli della Lega prendono le distanze, Dopo i vertici, magari un Consiglio dei ministri che approva qualche provvedimento che dovrà andare in  Parlamento. Conte di dichiara soddisfatto. Così è avvenuto per esempio sulla questione della autonomia rivendicata da tre Regioni. Conte dichiara ai giornalisti che si è trovato un primo accordo, per una “autonomia parziale”, esclusa l’organizzazione scolastica con gli insegnanti che avrebbero contratti diversi a seconda delle regioni. Una cosa allucinante voluta fortemente dai governatori della Lombardia e del Veneto.

Nelle redazioni dei giornali allerta continua per rilanciare le dichiarazioni dei vicepremier

Nelle redazioni dei giornali si tira un sospiro di sollievo. Si va a dormire in santa pace. Passano pochi minuti ed i capigruppo della Lega di  Camera e Senato sparano a zero. Salvini va in bestia chiede le dimissioni  di due ministri penta stellati e il tormento ritorna. Crisi quando? Si ripensa così all’incontro fra Mattarella e Giorgetti, il quale annuncia al Capo dello Stato che non si candiderà a Commissario Ue. Come è noto o dovrebbe essere noto ai colleghi giornalisti, Mattarella non ha niente a che vedere con la nomina dei Commissari. Quindi Giorgetti  è salito al Quirinale per discutere lo stato preagonico del governo, della alleanza  gialloverde che non regge. E partono altre “indiscrezioni”. Governo tecnico? Gestione provvisoria?  Scadenza elettorale? E giù interviste, indiscrezioni, articoli scritti guardando dal buco della serratura. Tante  chiacchiere, tante soluzioni previste in interviste,  editoriali, commenti di “esperti in crisi”. Non uno, o meglio qualcuno c’è ma è inascoltato, per esempio ricorda che a ottobre deve essere presentata la manovra di Bilancio. Già, il 2020, manovra di Bilancio significa conti pubblici, gli obiettivi finanziari dei prossimi tre anni. Entro ottobre 2019 – mese importante che prevede anche l’invio del Documento programmatico di bilancio (DEF) alla Commissione Europea – e dovrà entrare in vigore il primo gennaio 2020. Già, ma con quale governo? Non è dato conoscere. Ricordiamo che con una manovra da 7,6 miliardi di euro il governo ha evitato la procedura di infrazione, rispettando i parametri di Bruxelles e garantendo, allo stesso tempo, che la manovra farà altrettanto per il prossimo anno, così come hanno assicurato alla Commissione Ue, Conte e il ministro Tria.

Passa in secondo piano la manovra di Bilancio prevista per ottobre. Chi la confezionerà?

La manovra sarà tra i 30 e i 35 miliardi, in più dovrà essere evitato l’aumento dell’Iva.Questa  è la situazione. Il Paese, il nostro Paese, non può vivere, un giorno sì  e l’altro pure di notizie, crisi sì, crisi no, elezioni sì elezioni no, esercizio provvisorio, ministri dimissionati. Così il nostro futuro è un precipizio, un cadere nel vuoto, senza paracadute. I media portano una responsabilità molto grande. Si prestano al gioco. Salvini e Di Maio ce li troviamo ad ogni ora del giorno e della notte nei dibattiti, si fa per dire, televisivi. Qualche giorno fa una di queste trasmissioni su una rete importante ha annunciato una intervista esclusiva con Salvini. Quando è andata in  rete,  o meglio in onda, ci si poteva accorgere che già da alcune ore i tg avevano dato spezzoni della intervista del Salvini. Salvini e Di Maio sono sempre accompagnati da uno stuolo di microfoni, domanda? Per carità, parlano solo loro. Conte un po’ meno. Passiamo alla carta stampata. Ogni giorno ha le sue pene. Guai a fare una domanda diciamo un po’ azzardata, come dovrebbe fare un buon giornalista. Rischi di uscire dal “cerchio” dei collaboratori di premier, vicepremier, ministri.

Il ruolo del giornalista è quello di informare. Il valore della libertà di stampa

Allora  che fare? Una soluzione ci sarebbe: il silenzio stampa, dando solo le notizie essenziali, ufficiali. Facile a dirsi, difficili a farsi Ma il ruolo del giornalista  è quello di informare i cittadini. È un diritto dei giornalisti. E l’essenza della libertà di stampa, uno dei cardini della nostra democrazia, posta a dura prova da personaggi che squalificano il nostro Paese, le nostre istituzioni nate dalla Resistenza, dalla lotta antifascista, dall’accordo tra le forze politiche democratiche che scrissero la Costituzione. Che non prevede le fake news, le false notizie che leghisti e grillini spargono sui media.

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