Grecia. Elezioni legislative. Vince Nuova Democrazia col 39,8% e ottiene il premio di 50 seggi e la maggioranza assoluta. Tsipras, al 31, 5%, pensa di trasformare Syriza. Varoufakis in Parlamento, e i nazisti di Alba Dorata fuori

Grecia. Elezioni legislative. Vince Nuova Democrazia col 39,8% e ottiene il premio di 50 seggi e la maggioranza assoluta. Tsipras, al 31, 5%, pensa di trasformare Syriza. Varoufakis in Parlamento, e i nazisti di Alba Dorata fuori

 I risultati definitivi delle elezioni politiche in Grecia certificano che Nea Dimokratia ha vinto con il 39,85% dei voti, conquistando 158 seggi su 300. Syriza ha invece preso il 31,53% (86 seggi). Seguono i socialisti di Kinal (8,1%, 22 seggi); i comunisti del Kke (5,3%, 15 seggi); Elliniki Lysi (‘Soluzione greca’, nazionalisti, 3,7%, 10 seggi); Diem25-Mera25 di Yanis Varoufakis (3,44%, 9 seggi). L’affluenza è stata del 57,92%.

Il tramonto di Alexis Tsipras. In Grecia il risultato delle urne, sia pure corretto dalla legge elettorale che un premio di maggioranza di 50 seggi, è netto: vincono i conservatori di Nuova Democrazia, superando di circa 8 punti il partito guidato da Alexis Tsipras, Syriza, e vince Kyriakos Mitsotakis che promette subito una svolta nel Paese. Dalle urne è uscito “un messaggio chiaro per la crescita, la creazione di posti di lavoro e la sicurezza” ha detto dopo aver appreso il risultato. “Una vittoria importante non solo per la Grecia, ma per l’Europa. L’estrema destra – ha detto riferendosi ai neofascisti di Alba Dorata – non ha superato la soglia del 3% ed è una grande vittoria per la democrazia greca, io sono orgoglioso di aver risollevato un partito che è passato da un 28% delle ultime elezioni a quasi il 40%”, anche se però la maggioranza dei greci ha votato per partiti di sinistra, frammentati, divisi, ma che, senza i socialisti di Kinal, superano abbondantemente il 40%, portano a casa 110 seggi in Parlamento. E senza il premio di maggioranza Nuova Democrazia avrebbe totalizzato non più di 108 seggi. Il premier uscente Tsipras ha comunque ammesso la sconfitta e ha promesso di “trasformare” il suo partito, Syriza, in cui molti greci anni fa avevano riposto le loro speranze, in un “grande partito democratico progressista”. Tsipras aveva promesso la fine delle misure di austerità e la rinegoziazione delle dure condizioni imposte dai creditori a un Paese in una fortissima crisi, poi però aveva rivisto molte posizioni allontanando gli elementi più radicali dal partito e piegandosi, in parte, alla finanza internazionale. “Oggi, a testa alta – ha detto – accettiamo il verdetto popolare. Per portare la Grecia dove è oggi, abbiamo dovuto prendere decisioni difficili, con un pesante costo politico”.

Dopo che ha giurato davanti al presidente Prokopis Pavlopoulos, il conservatore Mitsotakis che ha ottenuto quasi il 40% delle preferenze è stato al palazzo Maximou per il passaggio delle consegne con Tsipras. Nel pomeriggio è atteso l’elenco dei ministri che comporranno il nuovo governo e che assumeranno le funzioni già martedì, il primo consiglio dei ministri è invece in programma mercoledì. “E’ una vittoria per l’Europa e non solo per la Grecia”, ha dichiarato Mitsotakis. L’aver ottenuto la maggioranza assoluta “è un messaggio forte per un cambiamento in Grecia”, ha detto il politico in un’intervista all’emittente Cnbc, promettendo di attuare i cambiamenti attesi dalla popolazione dopo un decennio di crisi economica.

All’indomani del voto greco Nicola Fratoianni di Sinistra italiana, commenta in una nota: “Alexis Tsipras resta uno dei protagonisti degli ultimi anni della politica europea. Nonostante la sconfitta elettorale, Tsipras ha raggiunto comunque un risultato importante, maturato in solitudine. Come in solitudine ha provato a sfidare l’Europa della Troika, degli interessi finanziari e del controllo ossessivo sul debito”. Per Fratoinanni, “nei primi mesi del suo governo, quando la battaglia si fece cruenta, i socialisti europei governavano in Francia e in Italia. E hanno avuto allora l’occasione di mettere in discussione i dogmi dei trattati, se solo avessero voluto fare fronte comune con Alexis e con Syriza. E invece no. Hanno preferito il rigore di Merkel e dei paesi del nord, lasciando la Grecia sola, con una cravatta stretta annodata al collo”. Il deputato di Sinistra Italiana quindi aggiunge: “Quell’occasione di cambiamento resta per il momento unica nella storia recente dell’Europa unita e non è un caso se i protagonisti di quegli anni hanno pagato un prezzo elevato, come dimostrano i dati elettorali successivi. Ad Alexis va il nostro ringraziamento. Per averci provato, fino in fondo. Hanno vinto una battaglia, non la guerra – conclude Fratoianni – Non è ancora finita”.

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