Andrea Camilleri è morto. Una perdita incolmabile per la letteratura mondiale. Il messaggio di Mattarella, i ricordi di Maurizio Landini, Luca Zingaretti e Roberto Vecchioni. Il nostro cordoglio

Andrea Camilleri è morto. Una perdita incolmabile per la letteratura mondiale. Il messaggio di Mattarella, i ricordi di Maurizio Landini, Luca Zingaretti e Roberto Vecchioni. Il nostro cordoglio

E’ morto all’età di 93 anni Andrea Camilleri. Nato il 6 settembre del 1925 a Porto Empedocle (AG), dal 1939 al 1943, dopo una breve esperienza in collegio vescovile, studia al Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento. Incomincia a lavorare come regista teatrale nel 1942. Nel 1944 si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo, ma non consegue la laurea. S’iscrive al Partito Comunista Italiano e dal 1945 pubblica racconti e poesie, arrivando anche fra i finalisti del Premio Saint Vincent. Nel 1949 viene ammesso, unico allievo regista per quell’anno, all’Accademia nazionale d’arte drammatica, dove conclude gli studi nel 1952, contemporaneamente ad allievi attori che diverranno celebri, come Luigi Vannucchi, Franco Graziosi e Alessandro Sperlì, con i quali stringe amicizia; da allora esegue la regia di più di cento opere, soprattutto di drammi di Pirandello. Tra il 1945 e il 1950 pubblica racconti e poesie, vincendo anche il Premio Saint Vincent. Alcune sue poesie vengono pubblicate in un’antologia curata da Giuseppe Ungaretti. Scrive i suoi primi racconti per riviste e per quotidiani come L’Italia socialista e L’Ora di Palermo. E’ il primo a portare Beckett in Italia, di cui mette in scena Finale di partita nel 1958 al Teatro dei Satiri di Roma e poi ne cura una versione televisiva con Adolfo Celi e Renato Rascel; è titolare della cattedra di regia all’Accademia nazionale d’arte drammatica dal 1977 al 1997. Dal 1959 a tutti gli anni sessanta, tra le molte produzioni Rai di cui si occupa come delegato alla produzione hanno successo gli sceneggiati: Le avventure di Laura Storm, con Lauretta Masiero, e le fiction con il tenente Sheridan, protagonista Ubaldo Lay (fra cui la miniserie La donna di quadri), ma anche Le inchieste del commissario Maigret, protagonista Gino Cervi.  Nel 1992 riprende a scrivere dopo dodici anni di pausa e pubblica La stagione della caccia e nel 1993 La bolla di componenda, entrambe presso Sellerio Editore. Nel 1994 pubblica La forma dell’acqua, primo romanzo poliziesco con il commissario Montalbano e successivamente (1995) Il birraio di Preston, che partecipa al Premio Viareggio e grazie al quale, pur senza classificarsi, riesce a ottenere un discreto successo di pubblico. Diventa un autore di grande successo e i suoi libri, ristampati più volte, vendono mediamente intorno alle 60.000 copie, anche se non tutti trovano il consenso unanime della critica che lo accusa di essere a volte ripetitivo. Dal 1995 al 2003 si amplia il fenomeno Camilleri, che di fatto esplode nel 1998. Titoli come Il birraio di Preston (1995) (quasi 70.000 copie vendute), La concessione del telefono e La mossa del cavallo (1999) vanno a ruba, mentre la serie televisiva su Montalbano, interpretato da Luca Zingaretti, ne fa ormai un autore cult.  Camilleri è stato tradotto in almeno 120 lingue (tra cui inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, irlandese, russo, polacco, greco, norvegese, ungherese, giapponese, ebraico e croato) e ha venduto più di 10 milioni di copie.

Non ci sarà nessun momento pubblico per le esequie di Andrea Camilleri. Per volontà dello scrittore e della sua famiglia non ci sarà camera ardente e il funerale si svolgerà giovedì in forma privatissima. Solo dopo la sepoltura – a quanto si apprende – sarà reso noto il luogo in cui riposeranno le spoglie dell’autore, in modo da rendere possibile la visita ai tanti che lo hanno amato.

Camilleri e la morte: “ho un buon rapporto, ci rispettiamo”

“Oggi non ho paura di niente, neanche della morte, con cui ho un buon rapporto, diciamo che ci rispettiamo… Nel momento della nascita, che non hai voluto e ti è stata imposta, ti danno il ticket in cui c’è tutta la tua vita, anche la morte. Accogliere la morte come un atto dovuto è saggezza”. In un’intervista concessa a Radio Capital un mese fa, Andrea Camilleri parlava così del suo rapporto con la morte. “Non ho rimpianti – ha raccontato a Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto a ‘Circo Massimo’ – ho avuto una vita fortunata, ho fatto sempre quello che volevo, mi sono guadagnato il pane facendo quello che mi piaceva fare, sono felice di avere pronipoti e felice di aver vissuto”.

Il cordoglio del presidente Mattarella

“Gentile Signora, ho appreso con dolore la triste notizia della morte di Suo marito. Andrea Camilleri lascia un vuoto nella cultura italiana, e nei tanti che si sono appassionati nella lettura dei suoi racconti e sono stati attratti dai personaggi modellati dalla sua creatività” scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio di cordoglio alla famiglia dello scrittore scomparso oggi. “Camilleri – ricorda il Capo dello Stato – è stato un grande e moderno narratore, dotato di una scrittura coinvolgente e originale. Le traduzioni teatrali e televisive delle sue opere hanno conferito ulteriori dimensioni al suo patrimonio letterario, avvicinando, inoltre, al mondo dei libri un grande numero di persone. Esprimo a Lei e ai Suoi figli il mio cordoglio e la mia solidarietà e vicinanza”.

Il ricordo e la tesimonianza di Maurizio Landini. Il cordoglio di tutta la Cgil

“La scomparsa di Camilleri lascia un grande vuoto di passione civile. La sua vita e il lavoro sono sempre stati testimonianza di impegno e insegnamento oltre che di arte. Con i suoi libri, le sue parole e attraverso la Sicilia, ha raccontato l’Italia della gente per bene che crede nel lavoro, nella solidarietà, nell’impegno e anche l’altra faccia della medaglia alla quale però ci ha sempre spinto a non arrenderci, a reagire, a non tacere” scrive in una nota il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. “Con Camilleri nel 2011 la Cgil aveva organizzato – ricorda il segretario del sindacato di Corso d’Italia – ‘La Notte tricolore, notte di storia, notte di festa’ per i 150 anni dell’Unità d’Italia, e in quell’occasione aveva partecipato a un confronto dal titolo ‘Il lavoro salverà l’Italia’. Noi siamo davvero convinti che sia così, che il lavoro sia la strada per il riscatto, l’emancipazione, la realizzazione di ogni individuo e della giustizia sociale. Alla famiglia e ai suoi cari – conclude Landini – esprimo il cordoglio e la vicinanza di tutta la Cgil”.

Luca Zingaretti, il Montalbano televisivo: “E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato”

Scrive l’attore, che ha consacrato il volto televisivo di Montalbano fatto di modi spicci e ironia ficcante, stazza mediterranea e gambe arcuate. “Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo – confessa Zingaretti, che ha postato una sua foto seduto in spiaggia, di spalle, mentre guarda il tramonto – che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verità che ha raccontato tutti noi e il nostro paese”. Zingaretti prosegue: “mancherai. E’ inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole – sottolinea ancora l’attore – resteranno sempre con la stessa semplicità e con l’immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei”.

Il cordoglio della sindaca di Barcellona, Ada Colau

“Buon viaggio caro Camilleri. La Barcellona nera di Montalban e Camarassa ti dice addio con amore e rispetto. Da questo angolo del Mar Mediterraneo continueremo a difendere la vita e la speranza contro i discorsi di odio. Che la terra ti sia lieve”. E’ il messaggio di cordoglio affidato a Twitter dalla sindaco di Barcellona, Ada Colau, per la morte dello scrittore italiano.

Il ricordo di Roberto Vecchioni, amico di Camilleri da sempre

Roberto Vecchioni, amico di lunga data di Andrea Camilleri, racconta con queste parole il suo rapporto col maestro. “Io e Camilleri eravamo amici: lo ricordo vecchio già da giovane. All’epoca lavorava in Rai preparando una trasmissione sulla leggenda di Tristano e Isotta e mi chiese di comporne la colonna sonora. Già allora era pieno di idee ma anche un fumatore accanito: fumava 40-50 sigarette al giorno. Era spiritoso come tutti i siciliani. E’ divenuto noto come giallista ma aveva una vastissima cultura classica, fuori dall’ordinario. Una volta presentò anche un mio libro. Credo che fosse amato da tutti gli italiani perché era in grado di mettere d’accordo tutti. Un grande pensatore. ‘Conversazioni su Tiresia’, il suo ultimo spettacolo, rappresenta il mito degli uomini veri. Infatti, i miti non sono altro che maschere dei comportanti umani”. E parla della sua partecipazione di domani al Festival dell’antico, al Museo Archeologico di Cosenza: “Quasi sempre dimentichiamo la bellezza delle origini. Siamo il frutto di un assetto culturale, politico e scientifico fortemente influenzato dai Caldei, dai Greci e anche dagli Ebrei. L’Italia nei secoli settimo e ottavo a.C. era composta per lo più da pastori ignoranti. I Greci hanno colonizzato dapprima la Calabria e poi il resto del Sud Italia portando la cultura ovunque, sino a Marsiglia. Hanno diffuso i concetti di linguaggio, di Dio, della drammaturgia, della navigazione e della coltivazione. Tutto questo è ancora presente in noi oggi”.

Ai familiari di Andrea Camilleri la direzione e la redazione di Jobsnews.it inviano un abbraccio solidale e commosso. Accompagneremo idealmente la sua salma là dove merita di essere: nel ricordo delle tante generazioni che lo hanno letto, visto e amato.

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