3 salvataggi in mare, 135 naufraghi a bordo di una motovedetta della Guardia costiera italiana, Salvini chiude i porti, e il M5S in silenzio. “C’è chi lo fermerà nel governo?”, si chiede Fratoianni

3 salvataggi in mare, 135 naufraghi a bordo di una motovedetta della Guardia costiera italiana, Salvini chiude i porti, e il M5S in silenzio. “C’è chi lo fermerà nel governo?”, si chiede Fratoianni

Mentre l’Onu denuncia la decisione della Guardia costiera libica di riportare in zone di guerra e insicure i naufraghi salvati giovedì dalla più grande tragedia del Mediterraneo nel 2019, che ha inghiottito 150 migranti, si riaccende la polemica del ministro Salvini sui porti chiusi. E questa volta alla Guardia costiera italiana, colpevole di aver tratto in salvo 135 persone. Partiamo dalla denuncia dell’Onu e dalla testimonianza di Giorgia Linardi sul tragico naufragio di giovedì. “Ottantasette persone sono state fatte sbarcare ad al-Khoms dopo essere state raccolte dalla guardia costiera libica; 84 sono state trasferite a Tajoura, stando all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. I nostri appelli congiunti a chiudere il centro di detenzione di Tajoura non sembrano essere stati ascoltati. Ciò sta mettendo intenzionalmente a rischio la vita di queste persone” ha affermato su Twitter l’inviato speciale dell’Unhcr per la situazione nel Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel. Lo scorso 3 luglio il centro di Tajoura è stato colpito in un attacco aereo con un bilancio di oltre 50 migranti e rifugiati morti. Ed ecco l’emozionante racconto di Giorgia Linardi, portavoce  di Sea Watch Italia, che era a bordo di un aereo. “Ieri ero a bordo dell’aereo di @PVolontaires quando è avvenuta la più grande tragedia del 2019 nel Mediterraneo. Non si sa se siano 100 o 150 le persone affogate in questo naufragio. È stata un’esperienza devastante trovarsi a poche miglia ed assistere ad una intercettazione da parte di una motovedetta libica di due gommoni”, racconta Giorgia Linardi, a bordo di ‘Colibrì’ nel momento della tragedia. “Quello che mi ha fatto impressione è la desolazione: nel Mediterraneo non c’è nessuno. c’è la assoluta volontà di far sì che a queste persone non sia lasciata nessuna possibilità se non annegare o essere riportati all’inferno”, prosegue la Linardi definendo “incredibile” l’approvazione di un decreto sicurezza bis “mentre persone continuano a morire o ad attraversare questo mare disperatamente e sono completamente sole o in mano ad aguzzini”.

E solo per un caso la stessa tragedia non si è ripetuta venerdì, con tre salvataggi in mare, uno della Guardia costiera maltese, uno della Guardia costiera italiana e uno del peschereccio Accursio Giarratana. Sono infatti a bordo di unità della Guardia costiera italiana i migranti soccorsi in due diversi interventi in acque Sar maltesi. I migranti, intorno ai 140-150, erano su gommoni d’altura e in un caso è stato un peschereccio di Sciacca ad effettuare il primo recupero e poi c’è stato il trasbordo sulla motovedetta della Guardia costiera. A richiedere il supporto delle unità italiane sono state le stesse autorità maltesi e adesso si attende di avere l’indicazione di un porto di sbarco italiano per questi migranti. In un terzo caso è stata la stessa Malta con la propria Guardia costiera a farsi carico di un altro gruppo di migranti soccorsi in zona Sar e a dirigersi verso un porto dell’isola. Questo secondo gruppo di 67 migranti è stato salvato dalle forze armate maltesi nella zona Sar di competenza maltese e sarà sbarcato nel porto della Valletta nelle prossime ore. Lo riportano i media maltesi. E’ la seconda imbarcazione che la Marina maltese intercetta e recupera in 24 ore. Ieri era toccato ad un gruppo di 76 persone, tutti uomini provenienti da Gambia e Sud Sudan. Anche il gruppo ripescato oggi è composto da soli uomini. Secondo le prime informazioni, anch’essi in fuga da Gambia, Sud Sudan e Guinea.

E cosa fa il ministro dell’Interno Salvini? Chiude i porti alla nave Gregoretti della Guardia costiera italiana. L’abitudine alla disumanità non sembra perduta. “Non darò nessun permesso allo sbarco finché dall’Europa non arriverà l’impegno concreto ad accogliere tutti gli immigrati a bordo della nave. Vediamo se alle parole seguiranno dei fatti. Io non mollo” ribadisce il ministro dell’Interno Matteo Salvini. E il ministro Toninelli, responsabile dei porti? E la ministra Trenta, responsabile della Marina militare? Mai come questa volta si potrebbe dire “silenzio tombale”, dopo tante parole. Addirittura, le agenzie di stampa battono notizie da fonti interne al Ministero delle Infrastrutture secondo le quali “gli interventi di salvataggio che hanno portato 135 migranti a bordo di nave Gregoretti sono stati sin dall’inizio concordati con il Ministero dell’Interno per supportare Malta, già impegnata in altri eventi Sar. Le fonti Mit precisano come anche sulla assegnazione del Pos, che fa capo al Viminale, si stia lavorando in perfetto coordinamento con il ministero dell’Interno, nell’auspicio che si arrivi a una rapida soluzione grazie alla pronta risposta in termini di ricollocazione da parte dell’Unione europea”. Dunque, il ministro Toninelli, che tanto parla d’altro, sui salvataggi in mare e sulla sciocchezza dei porti chiusi non sa cosa dire. E dimostra la sua subalternità a Salvini, come del resto fa anche il suo capo politico Di Maio. Come si fa a chiudere un porto alla Guardia costiera italiana che ha salvato dei naufraghi in un’operazione coordinata dalle forze militari di Italia e Malta? Non c’è una contraddizione in termini in questa situazione? Interrogativi che alcuni esponenti dell’opposizione si pongono e pongono con molta forza.

Nicola Fratoianni scrive in una nota: “C’è qualcuno in questo governo che ha la dignità e la forza per dare uno stop alle sceneggiate dell’attuale ministro dell’interno? Non si è mai visto in nessun Paese al mondo, che ad una nave delle proprie forze armate venga impedito l’attracco in un porto della propria Nazione”. Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana prosegue: “Capisco che Salvini debba trovare ogni giorno argomenti per non far parlare della vicenda dei rubli russi. Tuttavia ora si sta davvero esagerando – conclude Fratoianni – perché sta giocando sulla pelle di povera gente e mettendo in discussione serietà e professionalità della Guardia Costiera italiana”. La senatrice di Liberi e uguali, e presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, Loredana De Petris, afferma in una nota che “ora siamo arrivati all’assurdità di un governo che chiude i porti anche alle navi della Guardia costiera italiana con 135 naufraghi a bordo e non solo a quelle delle Ong colpevoli di non lasciare che i profughi affoghino guardando dall’altra parte. Se non fosse una situazione drammatica che riguarda la sorte di decine di persone verrebbe da chiedersi se stiamo su ‘Scherzi a parte’. Temo che sia inutile sperare in un sussulto di dignità da parte degli alleati della Lega al governo. Se la sono già venduta tutta. Mi auguro, però”, conclude la parlamentare di Leu, “che siano le istituzioni italiane a impedire questo scempio che diventa di giorno in giorno piu’ grave”. E dal canto suo, Erasmo Palazzotto, deputato di Liberi e Uguali e protagonista come capomissione di nave Alex di un salvataggio, afferma: “Ieri 150 morti per un naufragio, poi un gruppo di naufraghi soccorso dalla Guardia Costiera Maltese, un altro gruppo ancora salvato dalla Guardia Costiera Italiana e infine un altro gruppo di persone salvate dal peschereccio Accursio Giarratano di Sciacca. Nessuna nave delle Ong è in mare”.  Palazzotto si chiede retoricamente e lo chiede a Salvini: “erano tutti d’accordo con gli scafisti oppure semplicemente siamo di fronte al fatto che le persone scappano?”.

Intanto, Mediterranea saving humans destinerà 10mila euro della raccolta fondi come contributo di solidarietà all’equipaggio del peschereccio Accursio Giarratano che ha salvato circa 50 migranti a bordo di un gommone in difficoltà nel Mediterraneo centrale. Lo fa sapere la stessa ong sottolineando che il comandante, l’equipaggio e l’armatore del peschereccio “si sono assunti questa responsabilità rischiando le loro vite e sacrificando il loro lavoro ed il loro reddito. Navighiamo nello stesso mare, quello dell’umanità”. “Nemmeno noi, come voi, ci giriamo dall’altra parte” ha detto il comandante del motopesca ‘Accursio Giarratano’, Gaspare Giarratano, che ieri ha salvato 50 naufraghi in mare, parlando al telefono con Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans. La ong ha annunciato che devolverà 10 mila euro all’equipaggio del peschereccio. “Ma loro – spiega Casarini – vogliono devolvere questa somma a loro volta”. “Ci siamo abbracciati per telefono – aggiunge Casarini – è stato bellissimo. Hanno fatto un gesto molto importante”. Già, l’umanità esiste ancora, eccome. Dobbiamo crederci.

Nel frattempo la Cgil invita i senatori (soprattutto il M5S) a non votare il decreto sicurezza bis

“Il Senato non voti un provvedimento dai contenuti antidemocratici che causerebbe un arretramento delle libertà civili. Per il bene del Paese, per non isolarlo dalla comunità internazionale, per i nostri valori costituzionali, non va votato”. Questo è l’appello che il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra rivolge al Parlamento all’indomani dell’approvazione alla Camera del decreto sicurezza bis. Per il dirigente sindacale si tratta di “un decreto legge non ponderato, un ‘colpo di mano’ così come si evince dall’articolo 1: il divieto di ingresso, transito o sosta delle navi per ragioni di ordine e sicurezza contrasta con la normativa internazionale che regola il soccorso in mare, ed è il palese tentativo del Ministro degli Interni di portare sul piano amministrativo quello che è una questione di ordine penale e quindi di competenza della Magistratura. L’aspetto più sconcertante resta tuttavia l’introduzione del reato di solidarietà, attraverso il provvedimento sanzionatorio nei confronti di chi salva le vite in mare”. Inoltre, sulla seconda parte del decreto, quella che riguarda la gestione della pubblica sicurezza e la riforma del codice penale, Massafra dichiara: “L’aumento delle pene per i reati che possono accadere durante le manifestazioni pubbliche, e la responsabilità penale per chi promuove una manifestazione non autorizzata nella quale qualcun altro compie un qualsiasi reato o danneggiamento, rendono evidente un altro obiettivo ossia scoraggiare e limitare la partecipazione alle mobilitazioni, un fatto assai grave”. “Tutto ciò rappresenta una seria minaccia sia ai diritti dei cittadini italiani, che a quelli dei migranti, dei richiedenti asilo, delle persone vittime di tortura, sequestri, detenzioni illegali. Siamo di fronte ad una deriva autoritaria folle che – conclude Massafra – allontana l’Italia dai principi democratici e di libertà costituzionali e la rende debole e isolata nei confronti della comunità internazionale”.

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