Nave Sea Watch. Evacuati due migranti per ragioni mediche. Gli altri 40 restano a pochi metri dal porto di Lampedusa. Prova di forza tra il governo e la capitana Carola

Nave Sea Watch. Evacuati due migranti per ragioni mediche. Gli altri 40 restano a pochi metri dal porto di Lampedusa. Prova di forza tra il governo e la capitana Carola

E’ ancora davanti a Lampedusa, a circa un miglio dal porto, la Sea Watch con a bordo 40 migranti. Prima di mezzanotte erano state evacuate due persone, un uomo e un ragazzo visitati al poliambulatorio. La prova di forza della Sea Watch 3, con il tentativo di rompere il blocco navale per entrare nel porto di Lampedusa, serve almeno a smuovere una impasse di oltre 24 ore, con l’imbarcazione nelle acque territoriali italiane, controllata a vista dalle motovedette di Guardia costiera e Guardia di finanza. La mossa della comandante Carola Rackete viene stoppata dalle autorità italiane a un solo miglio dalle sponde siciliane, ma per la prima volta in due settimane si apre uno spiraglio: “Non potevo più aspettare, ma ci hanno detto di pazientare”. Ad accogliere l’equipaggio e i 42 migranti salvati nel Mediterraneo ci saranno le forze dell’ordine, pronte a far scattare gli arresti, come chiede il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Che intanto riceve uno ‘schiaffo’ diplomatico dall’Olanda: la segretaria di Stato per la Giustizia, Ankie Broekers-Knol, infatti, scarica le responsabilità, perché “come Stato di bandiera, non siamo responsabili per le persone a bordo”. Il vicepremier, però, reagisce e promette che con L’Aja “non finisce qui”.Il leader della Lega, però, riceve il supporto di tutto il governo. A partire da quello del premier, Giuseppe Conte: “La comandante, ritenendo che solo l’Italia sia l’unico approdo, ha assunto una condotta di una gravità inaudita. Ora la questione è in mano alla magistratura italiana”, tuona appena arrivato a Osaka per partecipare al G20. Mentre l’altro vice, Luigi Di Maio, vede “molta ipocrisia, perché tutti parlano delle persone a bordo della Sea Watch 3, ma nessuno accenna ai 300 che stanno sbarcando a Lampedusa con i barchini”. Il riferimento è agli altri sbarchi di migranti che sono proseguiti sulle nostre coste, recuperati dalle motovedette italiane. Irremovibile è invece il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, che conferma: “Per chi viola la legge i porti sono chiusi e rimarranno sempre chiusi”.

A dare manforte alla ong olandese sono arrivati alcuni deputati di Pd, Leu e +Europa, tra cui Graziano Delrio, Davide Faraone, Matteo Salvini, Giuditta Pini, Gennaro Migliore, Nicola Fratoianni e Riccardo Magi. Un rassemblement del centrosinistra, per una volta compatto e deciso a non scendere dalla nave “fino a quando ogni occupante sarà sbarcato”. Accanto a loro c’è la capitana Rackete, che continua a chiedere l’attracco perché “la sicurezza delle persone è la cosa più preziosa”. Il suo atto di forza contro le autorità italiane le è valso il plauso dell’ex comandante della Marina, Gregorio De Falco, oggi senatore del Misto, dopo l’espulsione dal M5S a dicembre scorso: “Rackete è persona di alta dignità morale”. Dal mondo pentastellato è Alessandro Di Battista a esporsi, tra i ‘big’: i migranti “devono sbarcare ed essere ridistribuiti” tra i Paesi Ue. Nel frattempo dalla rete arriva una pioggia di solidarietà per Sea Watch, che in poche ore raccoglie oltre 200mila euro di donazioni per affrontare le spese legali. Oltre al carcere, infatti, la capitana rischia una multa da 10 a 50mila euro per effetto del dl Sicurezza bis. E Salvini non sembra intenzionato a mollare di un millimetro:”C’è una fuorilegge che guida una nave fuorilegge, che dice non ho tempo da perdere col ministro dell’Interno. In Germania o in Olanda che fine farebbe? La pazienza ha un limite”.

Proseguono  nel frattempo gli sbarchi a Lampedusa. In sedici sono arrivati sull’isola intorno alle 7 su un barchino scortato da una motovedetta delle Fiamme gialle. Ieri intorno alle 6 erano arrivati in otto. Gli approdi, del resto, non si sono mai fermati nell’isola, davanti alla quale, a circa un miglio, resta la Sea Watch con 40 persone in mare da oltre due settimane.

E continua la protesta pacifica a Lampedusa dove, per la nona notte consecutiva, un gruppo di attivisti e volontari, su iniziativa del Forum Lampedusa solidale, continua a dormire nel sagrato nella parrocchia di San Gerlando. Tra loro il parroco don Carmelo La Magra, a sostengo dei migranti a bordo della Sea Watch: in 40 restano sulla nave della ong tedesca, dopo l’evacuazione ieri di un giovane e del fratello di 11 anni.

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