Legambiente. Le città risultano essere gli ambienti maggiormente vulnerabili all’introduzione e alla diffusione delle specie aliene

Legambiente. Le città risultano essere gli ambienti maggiormente vulnerabili all’introduzione e alla diffusione delle specie aliene

Dai parrocchetti alle nutrie, dai calabroni asiatici alle cimici esotiche, la lista degli animali alloctoni, provenienti da altre aree del mondo, nelle nostre città si allunga ogni giorno di più e ancor più lungo è l’elenco delle specie vegetali aliene invasive, diffuse nella maggior parte dei casi volontariamente, a fini ornamentali e commerciali. Rosa rugosaCarpobrotus, giacinto d’acqua e tante altre piante spesso fiorite e colorate, ornano giardini e ville di molte città del Belpaese, dove la biodiversità autoctona rischia invece di scomparire.

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente che si celebra domani, 5 giugno, il progetto Life ASAP (Alien Species Awareness Program, LIFE15 GIE/IT/001039), co-finanziato dall’Unione Europea per ridurre il tasso di introduzione delle specie aliene invasive in Italia e limitarne gli impatti sul nostro territorio, lancia “Click, alieni in città”, seconda edizione del contest fotografico connesso al progetto, mirato a diffondere una corretta informazione sulle specie aliene e creare consapevolezza e conoscenza nel pubblico. Il concorso di merito (secondo quanto previsto dal D.p.r. 430/2001), si chiuderà il 31 dicembre 2019 e da oggi fino a quella data i partecipanti potranno inviare le loro foto. Per iscriversi al contest è necessario accettare il regolamento e compilare la domanda di iscrizione e la liberatoria per l’uso delle opere come indicato sul sito www.lifeasap.eu.

La scelta dell’ambiente urbano per parlare di tutela della biodiversità non è casuale, anzi. Secondo i dati forniti da ISPRA (Lucilla Carnevali e Piero Genovesi del Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità e Life ASAP) e Regione Lazio (Andrea Monaco, Direzione Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette e Life ASAP), proprio le città risultano essere gli ambienti maggiormente vulnerabili all’introduzione e alla diffusione delle specie aliene a causa della concentrazione di punti di ingresso delle merci, come porti ed aeroporti, di attività economiche come negozi di animali d’affezione, vivai, impianti di stoccaggio di derrate varie, che determinano un più alto rischio di introduzione di specie alloctone in queste aree rispetto al resto del territorio. Diversi studi suggeriscono anche che le specie alloctone hanno più successo nelle città rispetto alle aree rurali o naturali perché gli habitat profondamente modificati dall’uomo promuovono la loro diffusione (Gaertner et al., 2017).

Spesso, inoltre, la loro presenza non passa proprio inosservata. Gli impatti più avvertiti dagli abitanti delle aree urbane, infatti, sono quelli di tipo sanitario come le reazioni allergiche prodotte dal contatto con determinate piante (è il caso dell’Ambrosia artemisifolia) e le trasmissioni di malattie all’uomo, cui si aggiungono i danni al patrimonio storico e culturale. “Le città rappresentano delle aree di arrivo, concentrazione e diffusione di specie alloctone – ha dichiarato Stefano Di Marco, Responsabile Life ASAP per Legambiente – ma possono anche giocare un ruolo centrale nella prevenzione delle introduzioni, nel contrasto alla diffusione e nella mitigazione degli impatti. Grazie ai propri centri di aggregazione, divulgazione ed educazione (come le università, i musei, i giardini zoologici e botanici) le città possono contribuire ad aumentare in maniera significativa la consapevolezza dell’opinione pubblica e diffondere l’adozione di comportamenti virtuosi da parte dei cittadini. Per questo abbiamo scelto la città quale contesto ideale della ricerca di specie aliene per il nostro contest. È fondamentale aumentare ogni giorno la conoscenza della natura che ci circonda per tutelarla al meglio”.

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