Whirlpool chiude sede di Napoli, sacrificando 420 lavoratori. Landini, gravissimo, governo faccia rispettare accordi. Fiom Cgil, sciopero

Whirlpool chiude sede di Napoli, sacrificando 420 lavoratori. Landini, gravissimo, governo faccia rispettare accordi. Fiom Cgil, sciopero

Whirlpool annuncia la chiusura dello stabilimento di Napoli, dove attualmente sono in forza circa 420 lavoratori. Lo comunicano i sindacati dopo un incontro di coordinamento nazionale di questa mattina a Roma tra Whirlpool e Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm. All’ordine del giorno c’era la presentazione del profit plan. L’annuncio, sottolinea il sindacato, “è arrivato senza nessun preavviso, di fatto una scelta unilaterale a cui abbiamo risposto immediatamente, dichiarando per l’intera giornata di oggi uno sciopero di 8 ore, su tutti i turni in tutti i siti del gruppo”.

La chiusura dello stabilimento Whirlpoool di Napoli è una “cosa gravissima, anche perché meno di un anno fa è stato fatto un accordo al Mise che prevedeva invece investimenti ed il mantenimento di tutte le attività produttive. Non è accettabile. Serve una risposta immediata” afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sottolineando che “Napoli e il Mezzogiorno hanno pagato già abbastanza e quindi credo sia necessario che anche il governo intervenga per far cambiare idea alla multinazionale e far rispettare gli accordi”.

Il management di Whirlpool ha annunciato l’intenzione della multinazionale americana di vendere lo stabilimento di Napoli e per i sindacati questo “è inaccettabile”. Come si legge in una nota della Fiom-Cgil, “solo a ottobre scorso, con un accordo quadro sottoscritto in sede ministeriale, quindi con l’impegno anche del ministro Di Maio, Whirlpool aveva dato garanzie di investimenti e salvaguardia dell’occupazione in tutti gli stabilimenti del gruppo. Per la Fiom è inaccettabile che gli impegni presi vengano disattesi in questo modo, a ogni cambio di management”. Secondo il sindacato “è necessaria una presa di posizione del Governo, co-attore dell’accordo quadro che ad oggi viene messo in discussione dall’azienda”. Tutti gli stabilimenti del gruppo si sono fermati, con produzioni bloccate. “Whirlpool annuncia la chiusura dello stabilimento di Napoli: immediato lo sciopero in tutto il gruppo e su tutti i turni. La multinazionale rispetti il piano industriale firmato al ministero. Noi non ci stiamo ai licenziamenti per delocalizzazione, dal momento che, tra l’altro, l’azienda usufruisce di tutto il sostegno possibile attraverso gli ammortizzatori sociali per la riorganizzazione dopo l’acquisizione di Indesit. Ora basta!” afferma Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil.

Il Mezzogiorno non può assistere a questo ennesimo scippo. La decisione di Whirlpool sullo stabilimento di Napoli è inaccettabile, sia per i lavoratori, che per il sistema produttivo, tanto più perché disattende precisi impegni assunti pochi mesi fa, con un ruolo attivo del governo”. È quanto afferma il segretario generale della CGIL di Napoli, Walter Schiavella, “Il governo – sottolinea Schiavella – deve farsi garante di quegli impegni a tutela del sito produttivo e dei livelli occupazionali, battendo finalmente un colpo in direzione della definizione di politiche industriali adeguate a garantire il futuro industriale del Mezzogiorno. In questi stessi giorni attendiamo ancora di sapere quale ruolo intenda giocare nella complessa partita della fusione Fca-Renault, soprattutto per quanto riguarda garanzie e certezze per il futuro produttivo e per l’occupazione dello stabilimento di Pomigliano”. “In questo quadro – conclude Schiavella – la vertenza Whirpool assume un valore emblematico di tale stato di cose. Anche per questo, la CGIL di Napoli tutta sarà al fianco dei lavoratori dello stabilimento di via Argine chiedendo alle istituzioni che facciano fronte comune per impedire questo ennesimo attacco al Mezzogiorno”.

“La minaccia della chiusura dello stabilimento della Whirlpool di Napoli di oggi, la situazione di Mercatone Uno ieri, pongono insieme alle altre crisi non risolte un fondamentale problema di difesa dell’occupazione e degli insediamenti produttivi in Italia” scrive su Facebook il deputato di Articolo Uno, del gruppo LeU, Guglielmo Epifani. “Il tema del lavoro è nei fatti sostanzialmente assente dalle priorità del governo. Tra Flat tax, Quota 100, reddito di cittadinanza e autonomia differenziata, si parla di tutto fuorché di lavoro e investimenti. Serve rovesciare l’ordine delle urgenze al più presto, pena l’ aggravamento della situazione”, sottolinea Epifani.

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