Si annuncia uno scontro istituzionale gravissimo tra Salvini e il Colle sul decreto sicurezza bis. Intanto, molte ombre sul caso Mirandola, e per Digos nella sede dem a Modena

Si annuncia uno scontro istituzionale gravissimo tra Salvini e il Colle sul decreto sicurezza bis. Intanto, molte ombre sul caso Mirandola, e per Digos nella sede dem a Modena

Via libera al decreto Sicurezza bis prima delle europee. Quindi, la nuova riunione del Cdm dovrà tenersi entro la settimana, possibilmente già nella giornata di mercoledì. Non si ferma il pressing della Lega per incassare l’approvazione in tempi brevi delle nuove norme su migranti e sicurezza messe a punto da Matteo Salvini. Per il titolare del Viminale, infatti, sarebbero superati i dubbi di incostituzionalità rilevati dal Colle, visto che il testo del decreto è stato corretto, pare, eliminando ogni riferimento ai migranti e al soccorso in mare, ma mantenendo le sanzioni e le multe a carico delle navi. Ma i 5 stelle non ravvisano la stessa necessità di fare in fretta. E se è vero che anche il decreto Famiglia, sponsorizzato con forza dai 5 stelle, sta incontrando i suoi problemi – con il ‘niet’ sulle coperture imposto dal ministro dell’Economia Tria che ha dato voce alle criticità espresse nei giorni scorsi dal Quirinale anche su questo dl – è altrettanto vero che Luigi Di Maio non ne fa una questione di tempo.

“Possiamo approvarlo anche dopo le europee, non è una norma elettorale”, spiega Di Maio. Ma per quel che riguarda il decreto Salvini, mette in chiaro il vicepremier pentastellato, “è in corso una interlocuzione tra palazzo Chigi e il Quirinale per eliminare alcuni dubbi di incostituzionalità. Finché non saranno eliminati questi dubbi è inutile parlarne in Cdm”. Continua la tensione a mille tra i due alleati di governo, con l’ormai solito giro di accuse reciproche, fino al dubbio insinuato oggi da Di Maio: la Lega “dica se chiede il voto domenica per mandare a casa Giuseppe Conte”. Non solo: elencando una serie di fronti aperti dal titolare del Viminale, dal papa allo stesso premier – che “è di garanzia e non merita gli attacchi”, scandisce Di Maio – il leader M5s osserva: “Se qualcuno vuole scatenare una guerra con un’altra istituzione si accomodi, non è nostra intenzione”. E mentre l’interlocuzione tra il presidente del Consiglio e il Quirinale prosegue, per valutare ogni aspetto su cui sono stati ravvisati dubbi e criticità, è lo stesso Conte – che garantisce di non sentirsi “affatto sfiduciato” – a non escludere l’ok prima di domenica, ma premettendo che “la riserva non è ancora sciolta”.

Salvini insiste fino alla guerra istituzionale con Mattarella

Salvini però preme, intenzionato a non mollare la presa, tanto che fonti del Viminale spiegano: “Si aspetta la convocazione del Consiglio dei ministri per domani, così come è stato assicurato ieri notte”. Ma Di Maio ha da ridire proprio sui contenuti del provvedimento: e torna a punzecchiare l’alleato di governo su un tema ‘caro’ a Salvini e di sua stretta competenza, i rimpatri. “Quei due, tre milioni per i rimpatri” indicati nel testo del decreto sicurezza bis “non so cosa ci permetteranno di fare, ne servirebbero centinaia di milioni per fare rimpatri seri, li possiamo trovare ma se c’è una cosa a cui guardiamo con molta attenzione è la norma sui rimpatri e evidentemente qualcosa mancava nel primo decreto visto che il meccanismo dei rimpatri è fermo”. Proprio il tema dei rimpatri è al centro di un nuovo scontro tra alleati. I 5 stelle puntano il dito contro il ministro dell’Interno: “Salvini dice che il caso di Mirandola (un rogo in cui sono morte due persone, ndr) è il fallimento dei porti aperti, veramente è il fallimento suo, dei rimpatri. Aveva una notifica di espulsione e Salvini non ne sapeva nulla. Assurdo che il ministro degli Interni non abbia contezza del proprio territorio, ma da quello che vediamo ha una buona contezza dei comizi e delle piazze”, attaccano fonti M5s. E Di Maio, che oggi ha lanciato la ‘Fase 2’ del governo del cambiamento, circondato da tutti i ministri M5s al tempio di Adriano, avverte: “Nessuno si illuda che dopo il 26 maggio il Movimento stia zitto”. E giù con un nuovo affondo: “Negli ultimi mesi i rapporti” con la Lega “sono più tesi ma il vero problema per la Lega è stato il caso Siri, con la Lega che si è innervosita, oggi addirittura ho letto che io guido le procure, quindi oltre che nervosi sono anche paranoici”. Detto questo, il capo politico dei 5 stelle esclude un rimpasto dopo le europee, “il problema non si pone”, taglia corto, e torna a ribadire la sua ferma intenzione di “andare avanti altri quattro anni”, rivendicando di rappresentare l’unico “argine alla corruzione e agli estremismi”.

Sul caso Mirandola, interpellanza della parlamentare Dem Giuditta Pini, che denuncia la presenza della Digos nella sede pd di Modena durante la conferenza stampa con Fassino

“In questi ultimi mesi Matteo Salvini è stato principalmente impegnato a farsi selfie e girare per comizi. Ma il lavoro del Ministro dell’Interno è garantire la sicurezza di tutti gli italiani” afferma Giuditta Pini, deputata modenese del Pd, che ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno per chiedere chiarimenti sul grave accaduto di Mirandola. “Per questo speriamo che vada al più presto nel suo ufficio al Viminale e ci spieghi, invece di fare inutili e sterili polemiche, perché chi questa notte ha incendiato il Comando della Polizia Municipale di Mirandola causando la morte di due persone e il ferimento di altre 20 girasse tranquillamente per la città nonostante fosse stato colpito da un provvedimento di espulsione e, come sembra, fosse stato fermato a Roma pochi giorni fa. Esprimo cordoglio alle famiglie delle vittime e vicinanza alla Polizia municipale di Mirandola e a tutta la comunità mirandolese” conclude Pini. Intanto, sempre Pini denuncia che un agente della Digos è entrato a sorpresa durante una conferenza dem organizzata per protestare contro il ministro dell’Interno. E’ successo ieri a Modena. E’ quanto denuncia il Pd sul sito Democratica. “I parlamentari del Partito Democratico Piero Fassino e Giuditta Pini – si legge – hanno convocato una conferenza stampa per annunciare la presentazione di un’interrogazione per chiedere conto al Ministro Salvini dei dati errati sui reati relativi alla città di Modena diffusi dal Viminale. E chi si presenta? La Digos”. “La vicenda, – affermano i dem – che a questo punto verrà chiarita dalla risposta ad un’altra interrogazione (se il Ministro avrà la bontà di rispondere al termine di questo infinito tour elettorale), è solo l’ultima di una serie di episodi a metà tra l’intimidatorio e il muscolare”.

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