Roma, Spin Time: corresponsabili del gesto di padre Krajewski

Roma, Spin Time: corresponsabili del gesto di padre Krajewski

Doneranno la prima tessera onoraria dell’associazione SPIN TIME labs a Papa Francesco e la seconda al suo elemosiniere. E poi riabadiranno formalmente, e con una raccolta di firme, la richiesta di essere regolarizzati: “Vogliamo pagare le utenze e trasformare questo palazzo, creando un luogo che possa dare risposte al diritto all’abitare ma che sia anche un laboratorio sociale e culturale che possa offrire servizi alla citta’”, dicono gli occupanti. All’indomani del clamoroso gesto dell’elemosiniere del Papa, che ha staccato i sigilli e ridato luce al palazzo e alle famiglie occupanti dopo 6 giorni e 6 notti senza illuminazione e acqua, e’ questa la traiettoria futura di SPIN TIME labs, almeno secondo quanto fatto sapere dal presidente Paolo Perrini e da Andrea Alzetta di Action. Perrini e Alzetta, insieme alla presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, e al vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena, sono intervenuti questa sera in occasione di un’assemblea nel palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme a Roma.

Durante l’incontro non e’ arrivata alcuna autodenuncia collettiva per aver staccato i sigilli, come sembrava in un primo momento, bensi’ l’annuncio dei progetti per il futuro. Il progetto di riqualificazione del palazzo, di proprieta’ della banca Finnat, e’ stato disegnato e studiato dagli architetti delle universita’ Sapienza e Roma Tre. In sintesi gli occupanti pensano a una ristrutturazione dei 16.800 metri dell’edificio, benedetto apostolicamente nel 2014, per creare un luogo che metta insieme le abitazioni e i servizi socio-culturali per il quartiere, con una sala auditorium per fare teatro e ospitare concerti. Per arrivarci gli occupanti chiedono una deroga alla legge Lupi “come successo a Palermo” e quindi la possibilita’ di poter pagare le utenze, cosa negata dalla suddetta normativa. Aggiungendo a questo anche la rateizzazione dei debiti, “come ha ottenuto Salvini per i 49 milioni della Lega”. Per questo e’ stata lanciata una raccolta di firme diretta anche a Comune e Regione. “Questo palazzo- ha ribadito Alzetta- ha un progetto di rigenerazione importante. Noi vogliamo un titolo giuridico per stare qui e una residenza. Ora non ce l’abbiamo. Vogliamo pagare le bollette per salvaguardare questa esperienza che da’ risposte sull’emergenza abitativa ma non solo. Vogliamo regolalizzarla ma per farlo serve la volonta’ politica di Comune e Regione e bisogna far sedere al tavolo la proprieta’. Servono fatti concreti, come ha fatto l’elemosiniere del Papa che ribgraziamo. Rigeneriamo quetso palazzo, questo quartiere e questa citta’”.

“Il nostro legislatore, dopo la morte di Moro, invece di andare incontro ai bisogni del popolo e’ andato incontro agli interessi delle multinazionali e delle banche con una legislazione assolutamente incostituzionale. Ora abbiamo l’intralcio della legge Lupi, neo liberista, che dice che gli occupanti non possono avere luce e utenze. Ma questa e’ una barbarie. Una cosa disumana. Ma abbiamo una Costituzione dalla nostra parte perche’ elenca il diritto di tutti alla casa”. Cosi’, Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale,  “Quanto successo grazie al gesto dell’elemosiniere del Papa ha creato una situazione che puo’ portare a uno sviluppo positivo. Da due anni lavoriamo a un tavolo con Comune, Regione e proprieta’ per riuscire a dare una veste a questa esperienza, rendendo meno fragili le persone che abitano qui. Continueremo a lavorare per questo e resteremo accanto a SPIN TIME: non possiamo lasciare tutte queste famiglie in mezzo a una strada”. Cosi’ la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi,

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