Roma, proteste a Casal Bruciato per assegnazione casa a famiglia rom

Roma, proteste a Casal Bruciato per assegnazione casa a famiglia rom

Proteste in strada a Casal Bruciato, periferia est di Roma. Alcune decine di persone, tra le quali ci sarebbero esponenti di Casapound, sono contrarie all’assegnazione di un alloggio popolare ad una famiglia rom. La numerosa famiglia ha 12 figli, tutti barricati al secondo piano di una palazzina. “Non possiamo uscire – racconta il padre – abbiamo paura”. Le proteste, iniziate questa settimana quando c’è stata l’assegnazione, potrebbero continuare perché è stato annunciato un nuovo sit-in nel pomeriggio di martedì.

Il padre ricostruisce la minacce ricevute, con alcuni residenti che hanno urlato: “Vi facciamo menare”, oppure “Tanto vi tiriamo una bomba”. Fabrizio Ghera, capogruppo alla Regione Lazio di Fratelli d’Italia, spiega che “l’amministrazione 5 Stelle avrebbe assegnato un nuovo alloggio popolare a una famiglia rom: si tratterebbe di 14 persone, provenienti dal campo La Barbuta”. Ghera parla anche di una situazione simile in via Schopenhauer n.66 dove un’altra famiglia rom ha ottenuto una casa popolare, e stranamente con una domanda fatta nel 2018: “Se ciò risultasse vero -aggiunge- significa che avrebbe saltato le graduatorie”. L’episodio ricorda le proteste contro il trasferimento di un gruppo di settanta rom nel quartiere di Torre Maura, sempre a Roma. Il pomeriggio del 2 aprile, i rom (tra cui 33 bambini e 22 donne) sono arrivati in un centro di accoglienza sempre nella periferia est di Roma. I residenti del quartiere hanno cominciato a protestare contro la decisione del comune di trasferirli. Il centro, fino a poche settimane prima, ospitava dei richiedenti asilo, mentre i nuovi ospiti provenivano da un altro centro di Torre Angela, chiuso per decisione del Comune. Gli abitanti hanno preso dei cassonetti della spazzatura e li hanno messi in mezzo alla strada, incendiandoli, e hanno gettato a terra il pane a loro destinato, calpestandolo.

Share