Il “caso Siri”: premier e vice hanno perso la testa. L’Italia affonda, la Ue ci bastona. La ricetta di Salvini: ordine e disciplina sulle orme del duce. Grembiuli per i bambini e leva militare obbligatoria per i giovani

Il “caso Siri”: premier e vice hanno perso la testa. L’Italia affonda, la Ue ci bastona. La ricetta di Salvini:  ordine e disciplina sulle orme del duce. Grembiuli per i bambini e leva militare obbligatoria per i giovani

Davvero c’è da non credere a quanto si legge sui giornali, alle dichiarazioni che a getto continuo rilasciano il premier Conte, i suoi due vice, Salvini e Di Maio. Il “caso Siri” occupa i media, condiziona la vita politica del nostro paese. Fra qualche giorno dalla Ue arriveranno segnali netti e chiari, non segnali di fumo, che metteranno a nudo  la situazione di crisi, pesante crisi economica e sociale, che riguarda il nostro Paese. Si   aprirà un iter doloroso per l’Italia che vede una crescita pesante del debito pubblico. A Bruxelles si parla di una “maxi stangata”, della richiesta al governo italiano di una manovra da oltre 30 miliardi per il 2020, c’è il rischio che la Commissione apra una procedura per debito eccessivo. E questi che sono al governo che fanno? Per evitare di affrontare i problemi veri trovano, inventano un paravento che si chiama Armando Siri, sottosegretario in forza alla Lega, il quale è indagato per corruzione. Se ne deve andare, si deve dimettere, affermano i Cinquestelle. Il Di Maio ingaggia battaglia. Salvini non ci sta, Siri non si tocca. La palla passa nelle mani di Conte. Convoca il sottosegretario, alla fine di un colloquio durato due ore nel corso del quale cerca di convincerlo a dare le dimissioni, non ce la fa. Il premier allora annuncia che porterà il problema al Consiglio dei ministri. Come è noto, stando ai risultati delle elezioni politiche, sono i Cinquestelle ad avere la maggioranza in Parlamento ed anche, ovviamente, nel Consiglio dei ministri. Di tutto questo sono piene le cronache. Certo la “vicenda Siri” è importante ma non può essere un paravento per nascondere che il governo gialloverde è in piena crisi, che i pentastellati e i leghisti sono impegnati in una campagna elettorale in cui sono nemici, avversari, incapaci di affrontare i problemi del Paese, una crisi sempre più pesante.

Chi ci governa pensa solo alle prossime elezioni europee

Avviene così che Conte, Di Maio, Salvini, perdono la testa, se mai l’hanno avuta, incapaci di governare. Pensano solo alle elezioni, il capo delle Lega in particolare sta operando  in combutta con la peggiore destra europea, di cui uno dei maggiori esponenti è l’ungherese Orban, razzista, xenofobo. E proprio da Budapest dove Salvini ammirava il muro fatto di filo spinato a tutela dei confini dello Stato, per bloccare  eventuali migranti arriva la risposta a Conte: “Siri non si tocca” afferma il vicepremier, ministro degli Interni e prende il via il tormentone che riempie pagine dei giornali, con dichiarazioni nei tg e nei giornali radio. È una baruffa poco dignitosa. Conte, Di Maio e Salvini, dicono tutto e il contrario di tutto. Interviene anche il redivivo Di Battista che fa sapere di essere interessato a rientrare a pieno tempo in politica. Partiamo da Conte il quale ora nega che in Consiglio dei ministri ci sarà una conta sulle dimissioni di Siri. Ma è stato lo stesso premier ad annunciare che la vicenda sarebbe stata portata al voto dei ministri. Conta scontata visto che i cinquestelle sono in maggioranza. Dice il premier che “il caso Siri non è all’ordine del giorno. Lo è stato venerdì” (quando il premier lo ha incontrato per circa due ore ndr) afferma il presidente del Consiglio. Che vuol dire? Mistero. Perché lo stesso Conte in una dichiarazione a La Stampa dice che se Siri non se ne va a casa si dimette lui da presidente del Consiglio. Interviene Di Maio: “La Lega per una poltrona – dice – fa saltare tutto”. E dalla Lega Salvini, sempre più contestato nel suo giro elettorale, fa sapere quale sia il suo pensiero, si fa per dire.

Il comizio del vicepremier leghista. Ordine e disciplina, come al tempo dei fascisti

Riportiamo per intero quanto affermato nel corso di un “comizio breve”, dicono le agenzie di stampa, tenuto in un comune della provincia di Pisa, San Giuliano Terme. “Comizio breve” significa toccata e fuga. Non c’era trippa per gatti. Ad ascoltare il Salvini non ci sono più le folle di qualche tempo fa. Leggiamo l’alto pensiero del capo della Lega che non ha niente a che vedere con la vicenda Siri ma mette a nudo, se ce ne fosse bisogno, l’altezza del pensiero salvinico. “Abbiamo appena reintrodotto l’educazione civica a scuola -dice – e vorrei che tornasse anche il grembiule per evitare che vi sia il bambino con la felpa da 700 euro e quello che ce l’ha di terza mano perché non può permettersela. Ma sento già chi griderà allo scandalo ed evocherà il duce, ma un paese migliore si costruisce anche con ordine e disciplina”. Ordine e disciplina, appunto, per cui chi non rispettava gli ordini fascisti finiva in galera, doveva ingurgitare olio di ricino. Mio nonno e mio padre furono cacciati dalle scuole in cui insegnavano perché non iscritto al fascio mussoliniano. Torniamo al Salvini che conclude: “In Italia c’è la democrazia ma questo non deve impedire di avere non solo diritti ma anche doveri. Ed è soprattutto sui bambini che dobbiamo investire in educazione per non avere ragazzi che a vent’anni sono solo dei casinisti”. E per quanto riguarda la leva obbligatoria ha sottolineato che un po’ di vita militare, in montagna, dove c’è la neve permanente, farebbe bene ai giovani. Ogni commento ci sembra superfluo. Solo una cosa ci permettiamo di suggerire a cotanti personaggi in cerca di autore e in particolar modo al Salvini. Invece di  far indossare ai bambini i grembiulini per coprire  i miseri abiti che indossano forse si potrebbe intervenire perché una felpa, magari che costi anche meno di 700 euro, possa far parte del corredo di tutti i bambini. Ma far capire questo ai Conte, Salvini, Di Maio è troppo. Non solo: ci viene un brivido al pensiero che tutto quello che il capo della Lega mette in piazza ha un solo obiettivo: quello di diventare presidente del Consiglio. Chi può lo fermi.

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