Cannes 2019. «Sorry we missed you» di Ken Loach, dramma sociale con un tema universale: lo sfuttamento del lavoro

Cannes 2019. «Sorry we missed you» di Ken Loach, dramma sociale con un tema universale: lo sfuttamento del lavoro

Un film potente, emozionante, di un realismo spietato, Sorry we missed you di Ken Loach, in concorso al Festival di Cannes, ci parla di un nuovo sfruttamento sul lavoro: il contratto a tempo parziale a zero ore. Un contratto senza alcuna protezione voluto dai giganti industriali, che guadagnano ingenti somme di denaro, investendo solo sul capitale umano.

«Dopo aver terminato I, Daniel Blake, avevo pensato ‘Bene, forse questo è l’ultimo film’» ha detto il regista inglese a Cannes in conferenza stampa. «Poi è emersa l’idea che forse ci fosse un altro film che potesse valere la pena fare, non il seguito di I, Daniel Blake, ma correlato».

«Viviamo in un mondo in cui le persone lavorano sotto pressione» ha detto il cineasta inglese «con effetti distruttivi sulla propria famiglia e gli amici, soffocando le proprie vite». Sorry We Missed You, racconta la storia di una famiglia media britannica – Ricky, il padre, Abby, la mamma, Seb, il figlio adolescente e Liza, la bambina più piccola. Ricky (Kris Hitchen) lavorava nell’edilizia: la crisi economica porta lui e la moglie, Abby, l’attrice Debbie Honeywood, a non poter più sostenere il mutuo. La donna lavora come badante a domicilio giorno e notte, sette giorni su sette. La sua auto è stata venduta ed è costretta a lunghe attese di autobus e faticosi spostamenti. La vendita della utilitaria ha permesso al marito di acquistare un furgone e di lavorare facendo consegne per una società. L’uomo si vedrà costretto a orari disumani e a penali in caso di assenze. Una vera moderna schiavitù. La necessità di sopravvivere al quotidiano lo porterà a trascurare l’intimità familiare e gli affetti dellla moglie e dei figli Seb è Liza. «Le modalità del lavoro dei nostri giorni dettate dalle regole spietate delle multinazionali globalizzate costringono le persone a lavorare come dentro un bunker ». L’attrice che interpreta la moglie Abby, in conferenza stampa ha raccontato di «lavorare in una casa di riposo e di aver visto che molte donne non vengono rispettate e sfruttate».

Il film è ambientato in una piccola città operaia, Newcastle, nel Nord-Est dell’Inghilterra, dove è stato girato I Daniel Black. Afferma Ken Loach: «Nel paese c’è una tradizione di lotta per la sopravvivenza, è una regione di minatori, le persone sono fragili, come Daniel Black, c’è ricchezza ma molti abitanti devono lottare per sopravvivere, ho scelto di tornarci per Sorry we missed you. Perché c’è molto calore umano e generosità». Poi torna sul tema della precarietà e dello sfruttamento sul lavoro.

«Negli anni passati il lavoro era più stabile, poi le cose sono cambiate e siamo passati dalla sicurezza all’insicurezza. Vediamo come nel caso di Kris, che un lavoratore si assume tutti i rischi». Paul Laverty, sceneggiatore del film, ha aggiunto: «ci sono milioni di lavoratori nelle stesse situazioni del protagonista del film, c’è una forte concentrazione di ricchezza e non ci si oppone alle grandi imprese. C’è solo l’uno per cento delle tasse sulle ricchezze». Non è ottimista Loach e ha affermato: «Credo che la crisi continuerà fino a che non faremo cambiamenti strutturali. Le grandi aziende puntano a fornire il miglior sevizio al minor prezzo, e lo fanno tagliando i costi. A subirne le conseguenze sono i lavoratori, l’anello debole della catena. Se crediamo nel libero mercato questo porta alle grandi corporation, al lavoro precario. L’unico modo per combattere questa situazione è rivalutare l’individuo, la gente comune. I Laburisti puntano a diventare il più grande partito in Europa, hanno il potenziale per il successo. Questo è un primo segnale della primavera, sosteniamolo».

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