Radio radicale. Mobilitazione trasversale a piazza Montecitorio per non chiuderla. Appelli a Mattarella e ai presidenti delle Camere

Radio radicale. Mobilitazione trasversale a piazza Montecitorio per non chiuderla. Appelli a Mattarella e ai presidenti delle Camere

La Federazione nazionale della Stampa italiana in piazza con un presidio per sostenere la sopravvivenza di Radio Radicala e dire ‘no’ al “taglio” che la storica emittente radiofonica rischia se non verrà approvato in Parlamento un emendamento per la proroga della convenzione. Davanti a Montecitorio il segretario generale Fnsi Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti ma anche parlamentari del fronte trasversale pro-Radio Radicale. Tra gli altri, Renato Brunetta e Maurizio Gasparri di Forza Italia, Walter Verini e Andrea Marcucci del Pd, Stefano Fassina di Leu e Luca Paolini della Lega. “No al bavaglio”; “Chiudere radio e giornali è CRIMInale”, sono gli slogan scelti dal sindacato dei giornalisti.

L’iniziativa di oggi- spiega Lorusso- vuole stimolare il Parlamento a superare quelli che sono gli ostacoli che fino a oggi sono stati frapposti sul cammino di emendamenti che tendono a salvaguardare il pluralismo dell’informazione in questo Paese. Noi non possiamo assistere impotenti alla cancellazione non soltanto di Radio Radicale ma anche alla fine di tante piccole testate che oggi rappresentano e sono l’ossatura del pluralismo dell’informazione di questo Paese. Noi dobbiamo impedire che vengano spente delle voci e quindi venga impedito ai cittadini di conoscere. Ad oggi c’è una sola forza politica che sta tentando di mettere a segno questo disegno: noi dobbiamo impedire che ciò avvenga e per questo torniamo qui oggi a fare appello a tutte le forze politiche, all’ampio schieramento che si è creato nelle aule parlamentari affinché gli emendamenti presentati sia da alcuni parlamentari di maggioranza sia da alcuni parlamentari della minoranza possano essere messi in votazione e non ci si nasconda dietro le inammissibilità o dietro interpretazioni del regolamento. Si dia la possibilità al Parlamento di pronunciarsi”. Durante il presidio di Fnsi e Articolo21 in Piazza Montecitorio, il presidente del sindacato dei giornalisti Giuseppe Giulietti ha ricordato due date che riguardano il 28 maggio. “Il 28 maggio di tanti anni fa – ha detto – ci fu la strage a Piazza della Loggia ma il 28 maggio del 1980 veniva ammazzato dalle Brigate Rosse Walter Tobagi che era il presidente della Stampa lombarda. E’ importante ricordare oggi questi due eventi”.  La prossima settimana l’aula del Senato esaminerà il ddl Concretezza e le mozioni su Radio Radicale. Lo ha comunicato la presidenza all’aula dando conto dell’esito della capigruppo.

“Voglio pensare che le scelte non siano irreversibili. Il Movimento cinque stelle non è un monolite. Non si può cancellare il fatto che Primo Di Nicola ed Emilio Carelli ed altri hanno firmato la petizione a sostegno di Radio Radicale. Il nostro obiettivo in queste ore è allargare il consenso sulla proroga della convenzione” ha sottolineato Alessio Falconio, direttore di Radio Radicale, chiudendo gli interventi del sit-in, organizzato dalla Fnsi, in piazza Montecitorio per sostenere Radio Radicale. “Continuo a pensare – ha aggiunto – che la capacità di unire fronti diversi su questa battaglia sia la forza della nostra storia che va evidenziata e usata”. Falconio ha ricordato che l’Agcom ha definito Radio Radicale un’emittente che svolge un servizio di interesse generale che va prorogato in attesa di una nuova gara. “Facciamo nostra – ha detto – questa posizione. In queste ore ci sono in Senato e alla Camera iniziative volte a coagulare intorno ad emendamenti questo consenso: ora bisogna passare agli atti”.

Prego il Presidente della Repubblica di prendere la parola. Il momento richiede l’intervento della più alta carica dello Stato”: è l’appello che Fausto Bertinotti fa al Presidente Sergio Mattarella, intervenendo alla manifestazione organizzata dalla FNSI per sostenere Radio Radicale a rischio chiusura. “C’è il rischio di una lesione grave del senso generale della vita della Repubblica, ossia informare il popolo”, prosegue, “Vorrei dire al Presidente Mattarella che non può tacere di fronte a questo rischio”.

Voglio fare un appello al Governo: non chiedo al sottosegretario Crimi di cambiare idea, ma chiedo all’esecutivo di rimettersi al parere della Commissione Bilancio e dell’Aula” ha detto Stefano Fassina di Sinistra italiana. “In quelle sedi – ha precisato – vedremo se si formerà una maggioranza per ripristinare la convenzione di Radio Radicale e per ridare un nuovo assetto all’editoria. Noi insisteremo sugli emendamenti ammessi”.

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