Scontro sui controlli biometrici nel pubblico impiego. 200 mila firme dei sindacati della scuola contro il decreto. La sfida alla ministra Bongiorno della segretaria Fp Cgil, Sorrentino: “referendum!”

Scontro sui controlli biometrici nel pubblico impiego. 200 mila firme dei sindacati della scuola contro il decreto. La sfida alla ministra Bongiorno della segretaria Fp Cgil, Sorrentino: “referendum!”

Si accendono le polemiche sui controlli biometrici per il pubblico impiego previsti da una norma, controversa e probabilmente incostituzionale, contenuta nel cosiddetto Decreto Concretezza, ideato e ispirato dalla ministra ora leghista Giulia Bongiorno. Il decreto è stato approvato la settimana scorsa alla Camera dei Deputati e attende il via libero definitivo in terza lettura al Senato. I sindacati sono sul piede di guerra, sia per la strampalata applicazione del provvedimento nei confronti dei dirigenti scolastici e di parte del personale della scuola, sia per l’applicazione al variegato mondo della dirigenza pubblica. La ministra Bongiorno ha replicato ai sindacato che quella norma era stata addirittura “chiesta” dagli stessi dirigenti pubblici, senza però specificare quali fossero le categorie o le persone che hanno avanzato questa richiesta. E il ministro dell’Istruzione Bussetti ha sostenuto la Bongiorno parlando di “criteri di trasparenza”. Insomma, entrambi i ministri si sono letteralmente arrampicati sugli specchi per giustificare una norma ingiustificabile, poiché, di fatto, presume che gran parte del personale del pubblico impiego è costituito dai “furbetti e furboni del cartellino”. Ma così non è.

I sindacati della scuola sul piede di guerra. 200 mila firme e mail contro il decreto già raccolte

La Flc Cgil da giorni chiede “la totale esclusione dall’obbligo di verifica biometrica dell’identità di tutto il personale appartenente alla comunità educante: docenti, personale ATA e dirigenti scolastici” e con gli altri sindacati del mondo della scuola sta organizzando un flash mob davanti al Senato quando il provvedimento verrà approvato. Non solo: i sindacati della scuola hanno raccolto oltre 200 mila firme di presidi e dipendenti che si dicono contrari al provvedimento e vogliono consegnare firme e email al ministro della PA Giulia Bongiorno. “Vogliamo dare alla Bongiorno una risposta provocatoria – spiega la leader della Cisl Scuola, Maddalena Gissi – stiamo impacchettando le impronte per darle al ministro”. E’ anche partito un tam tam via twitter per contestare il provvedimento che riguarda anche il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) che con l’approvazione del testo resterebbe sottoposto agli stessi controlli previsti per il resto della PA. Inizialmente era stato ipotizzato anche il controllo biometrico anche per i docenti, ma un emendamento lo ha eliminato. Fermamente contrario anche Pino Turi, segretario della Uil Scuola, che parla di misure “inapplicabili nelle scuole, e che la scuola non merita”. Contrario è anche Luigi Gallo presidente della Commissione Cultura del Movimento 5 Stelle della Camera dei deputati: “La ministra Bongiorno – scandisce – ha la testa dura a mantenere uno strumento inutile e costoso”. Replica la vicepresidente del Pd e capogruppo dem in commissione Cultura, Anna Ascani: “Se il Movimento 5 stelle, come dice Gallo, è contrario ai controlli con le impronte digitali sui presidi, perché alla Camera non ha votato, compatto, contro? I controlli sui dirigenti scolastici sono nel Decreto Concretezza grazie al voto decisivo dei M5S”.

La fida della segretaria generale della Fp Cgil Sorrentino alla ministra Bongiorno: “Si faccia un referendum tra i dopendenti pubblici”

“Il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, altro che impronte digitali. Questo chiedono i circa tre milioni di dipendenti pubblici. Se il ministro Bongiorno si sente tanto sicuro accetti la sfida di un referendum tra le lavoratrici e i lavoratori per chiedere quali priorità da affrontare: contratti e assunzioni o impronte digitali?”. A lanciare la sfida alla titolare del dicastero della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino. Il riferimento è alle parole del ministro Bongiorno che, appunto, nel replicare alle critiche ricevute all’introduzione dei controlli biometrici ai dirigenti scolastici, ha ribadito che ‘i controlli biometrici non sono una misura punitiva; sono stati gli stessi dipendenti pubblici, quelli che svolgono il proprio lavoro con scrupolo e attenzione, a chiedermene l’introduzione’. La segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil replica così: “Se il Ministro sostiene siano gli stessi dipendenti pubblici a chiederle i controlli biometrci, perché non accetta questa sfida: un referendum tra i dipendenti pubblici?”. “Noi siamo convinti – prosegue – che siano altre le priorità, ovvero il rinnovo dei contratti pubblici e nuove assunzioni, la sola via per garantire e migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini. Su questi due punti, quando il Ministro ci darà risposte? Bongiorno sembra essere così in difficoltà da giustificare l’ennesimo inutile, punitivo e demagogico provvedimento, col presunto sostegno dei lavoratori. Noi sappiamo che le cose stanno in maniera diversa: contratti, assunzioni e risorse sono le vere priorità della Pa. Le stesse che sosterremo l’8 giugno in piazza a Roma nella manifestazione nazionale unitaria: #PubblicoèFuturo”, conclude Sorrentino.

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