Verona. Di scena il teatro dell’assurdo oscurantismo di “manipoli” di gendarmi della famiglia “tradizionale”. Sabato la grande manifestazione di NonUnaDiMeno, Cgil, Anpi e decine di migliaia di donne

Verona. Di scena il teatro dell’assurdo oscurantismo di “manipoli” di gendarmi della famiglia “tradizionale”. Sabato la grande manifestazione di NonUnaDiMeno, Cgil, Anpi e decine di migliaia di donne

A Verona è di scena il teatro dell’assurdo oscurantismo di “manipoli” di gendarmi della famiglia “tradizionale” (magari con divorzi e più matrimoni e figli sulle spalle). Della prima giornata del Congresso mondiale delle Famiglie resteranno  di certo le parole atroci e omofobiche pronunciate durante i lavori, rimarrà pure memoria della signora che ha fatto irruzione con una Madonna di legno alta almeno mezzo metro sotto il braccio o dell’anziano in carrozzina ricoperto di fiori. Ma soprattutto saranno ricordati i gadget degli sponsor e l’intervento della senatrice pentastellata Tiziana Drago, a titolo personale, con ovazione al seguito. Alcuni gadget sono piuttosto orrendi, esagerati, come ci si poteva aspettare. E allora capita di ritrovarsi in mano una bustina trasparente dove all’interno c’è un feto di gomma che ricalca le misure di un embrione di dieci settimane: sembra vero, al tatto. Accanto a lui, su un bigliettino di Notizie pro Vita, la scritta ‘L’aborto ferma un cuore che batte!’. E se hai avuto un “aborto spontaneo o uno procurato”, “cosa puoi fare? Un gesto d’amore. Onora il tuo bambino col seppellimento. La Chiesa lo insegna, la legge italiana lo prevede”. Ma ci sono anche i portachiavi azzurri con la forma dei piedini dei feti e la scritta ’10 settimane’: quella è la grandezza che hanno dopo quasi tre mesi; chi al portachiavi preferisce la spilletta, può chiedere quella, sempre con i piedini stavolta dorati ma della ‘misura’ di 12 settimane. Sui depliant c’è da sbizzarrirsi: uno su tutti, quello di Pro vita e Generazione famiglia, si intitola ‘Sarà ancora possibile dire mamma e papà?’, e in copertina ha la foto di una ragazza definita ‘utero in affitto’, un ragazzo ‘venditore del seme’, un’altra ragazza ‘venditrice di ovulo’, un genitore 1 e un genitore 2 che sono due uomini. In mezzo a tutti loro campeggia un bambino chiamato ‘prodotto’. All’interno il ‘prodotto’, con tanto di codice a barre sul petto, piange tra i due papà che lo portano in un carrello. Sopra c’è scritto: ‘Due uomini non fanno una madre”.

L’intervento della senatrice 5Stelle Drago e la dura reazione dei grillini sui social (“passa alla Lega?”)

“Sono presente a Verona per scelta personale e non è stato semplice decidere di essere qui. Il M5S non è quella realtà politica che viene delineata, o quella legata solo alle dichiarazioni di questi giorni”, dice la senatrice M5S, Tiziana Drago, al Congresso mondiale delle famiglie, in un intervento ‘non previsto’, secondo l’organizzazione del Wcf. “Siamo uno Stato laico e dobbiamo pensare per uno Stato laico, ma il problema della natalità è oggettivo e va affrontato”, aggiunge (si osservi che parla di Stato laico a chi vorrebbe imporre una morale religiosa alle istituzioni…). “Il M5S non è solo quello delle dichiarazioni di questi giorni, al suo interno ci sono aperture alla famiglia naturale ed è riconosciuta l’esigenza di tutelare i diritti di tutti e soprattutto dei bambini” (anche qui si segnala un errore di grammatica di civiltà: cosa diavolo è la “famiglia naturale”? Quella appunto predicata e imposta dai gendarmi dell’oscurantismo ultraconservatore, ndr). Tiziana Drago ha subito precisato che “non è stato facile” per lei intervenire. Drago ha affermato che i diritti civili acquisiti non si pongono in discussione (e meno male, grazie per la concessione). Ha ricordato che, in ogni caso, il contratto di governo non affronta i temi etici “perché divisivi”. “Bisogna trovare un punto d’incontro” ha insistito la senatrice pentastellata, informando che lei stessa ha presentato alcuni disegni di legge che puntano ad agevolare la famiglia, tra cui la riforma dell’Isee. E lo stesso reddito di cittadinanza – ha sottolineato – è una manovra per le famiglie. Contro l’intervento della senatrice Drago si è scatenato il web, e chi di web ferisce di web perisce. “Vergogna”, Tiziana Drago va subito “espulsa” dal Movimento cinque stelle. La presenza a sorpresa della senatrice pentastellata al Congresso delle famiglie a Verona non è piaciuta per niente ai militanti grillini che, “disgustati”, hanno preso di mira la sua pagina Facebook. Dove stanno manifestando tutto il loro colorito dissenso. “Vergogna”, scrive semplicemente Franco Japanur. Alessandra Merico è ancora più dura: “Bisogna tutelare il diritto delle donne ad abortire iniziando con il buttare fuori gli obiettori dagli ospedali. Sono disgustata dalla sua partecipazione”. Giovanni Manzone parla di “figura di m… al congresso degli arretrati. Adesso dimettiti”. Tiziano Pegorer chiede l’espulsione della senatrice siciliana: “Vattene con i tuoi amici leghisti e fascisti, spero che ti buttino fuori dal movimento subito”. Anche Enzo Zanni vede ‘verde’: “E brava senatrice. Passa alla Lega? Persone come lei ci mancavano proprio in Italia…”. Per Maria Scigliano “partecipare a questo congresso vuol dire non essere capace di difendere e tutelare i diritti di tutti. Si dimetta!”. Carmelo Capodieci ricorda a tutti l’uso di vecchie pratiche pentastellate, arrabbiato di non aver potuto votare sulla scelta di Tiziana Drago: “Solo in tuo nome a Verona. Almeno una votazione se siamo o meno d’accordo. Portavoce, si vada a leggere il vocabolario”. Sono solo alcuni dei post, tra le centinaia, che si possono leggere pubblicamente.

Domani il corteo transfemminista di Non uno di meno, con la Cgil, Landini e Camusso, e migliaia di donne da tutta Italia

Il corteo “Transfemminista” partirà alle 14:30 dalla stazione di Porta Nuova. Alla sfilata sono attesi leader nazionali come Laura Boldrini, Susanna Camusso, Livia Turco e Monica Cirinnà, assieme al segretario Cgil Maurizio Landini e altri dell’area di centrosinistra. Il corteo sarà preceduto in mattinata da un incontro con flash-mob a Castelvecchio, sempre con la partecipazione di Boldrini, Camusso e Cirinnà, con l’invito a indossare guanti da cucina, a simboleggiare il ‘destino’ delle donne prefigurato dalle politiche dell’attuale maggioranza. Intanto oggi sono iniziati i primi appuntamenti, riuniti sotto il titolo di ‘Verona città transfemminista’ per iniziativa dell’associazione Non una di meno. In serata, nella sede dell’Anpi di Verona, un incontro dal titolo “Conosci il tuo nemico”, dedicato al Wcf e ai suoi legami con l’estrema destra. A chiusura delle manifestazioni anti-wcf, domenica 31 marzo è in programma l’Assemblea internazionale transfemminista, con attiviste dei movimenti spagnoli, polacchi, irlandesi, croati e francesi.

Camusso, Cgil: “esplicita operazione di forze reazionarie che praticano una visione totalitaria, autoritaria e repressiva della società”

“Per spiegare le ragioni della nostra presenza in piazza – spiega Susanna Camusso, titolare per la confederazione di corso d’Italia di una delega in materia di Politiche di genere – partiamo dal senso del Congresso mondiale della famiglia: si tratta di un’esplicita operazione di forze reazionarie che praticano una visione totalitaria, autoritaria e repressiva della società, proponendo tra l’altro una regressione molto violenta sul versante delle libertà individuali. Verrebbe quasi voglia di dire che in gioco c’è il diritto al libero arbitrio, per certi aspetti una discussione di stampo cinquecentesco”. Inoltre, aggiunge Camusso, “mi pare evidente che siamo in presenza di un’assonanza politica tra la Lega e le associazioni che hanno organizzato il Congresso della famiglia: in tal senso, credo sia ora di smetterla con le discussioni su che destra è questa, che colore ha: è una destra reazionaria, che non a caso a Verona sta insieme a organizzazioni dichiaratamente neofasciste. Gli incarichi dei ministri sono poi un’ulteriore aggravante: già è molto discutibile avere un ministero della Famiglia, se poi quel ministro va a un’iniziativa di questo tenore diventa chiaro quale politica sul tema si vuole adottare. Quanto al ministro dell’Istruzione, la scelta di partecipare si commenta da sola: abbiamo in Italia una lungo storia di battaglie per l’istruzione come elemento di libertà e di tenuta nazionale, divenute essenziali in particolare dopo l’esperienza del fascismo, in cui la scuola era il luogo per reprimere la pluralità”.

Dacia Maraini: “ricordano molto la morale mussoliniana e quella hitleriana”

La scrittrice Dacia Maraini in un’intervista all’Agi invita a non andare a cercare paragoni con la cosiddetta età di mezzo, col Medioevo, quando le si chiede un’opinione sui temi in discussione al Congresso Mondiale delle famiglie in corso a Verona: “L’intolleranza verso i diversi – spiega – l’invocazione di una famiglia ‘naturale’, l’odio verso lo straniero, il nazionalismo esacerbato e irrazionale, la condanna dell’omosessualità e il fastidio per le libertà femminili, ricordano molto la morale mussoliniana e quella hitleriana. Irreggimentazione della società, comando di pochi su molti, leggi liberticide, violenza contro i deboli”. E non ha dubbi Maraini sul fatto che questo congresso possa essere visto anche come un attacco alle persone migranti, che invece potrebbero contribuire alla crescita demografica del Paese, e alle persone Lgbt, considerato che si arriva a parlare di patologie e di marginalizzazione: “Certo – afferma – l’intolleranza contro gli stranieri (non a caso urlano ‘prima gli italiani’!) e verso le minoranze è tipica dei governi tirannici”.

Fratoianni, leader di Sinistra Italiana: “l’orologio di tutti indietro di 5 secoli”

“Domani gli italiani metteranno gli orologi un’ora avanti. Mentre chi si sta riunendo a Verona cercherà di mettere l’orologio di tutti indietro di 5 secoli. Glielo dobbiamo impedire”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “L’Italia delle conquiste civili – prosegue il leader di SI – è sempre più a rischio di fronte ad un’offensiva senza precedenti di conservatori, fascisti, sovranisti. Un’offensiva culturale senza precedenti che trova in questo governo riparo e linfa quotidianamente (e di cui dovrebbero preoccuparsi i M5S)”. “E’ per questo che anch’io domani pomeriggio – conclude Fratoianni- sarò a Verona con migliaia di donne, di giovani, di esponenti Lgbt e dei movimenti per testimoniare che esiste un’Italia che non ci sta, che all’oscurantismo e all’ipocrisia contrappone le idee di libertà, di autodeterminazione delle persone, del rispetto reciproco”.

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