Quirinale. Pranzo di lavoro di Mattarella col governo in vista del Consiglio europeo. Sul tavolo, la Brexit e il protocollo con Xi. Bersani: “la Cina non è la Tav”. Conte vuol riscrivere il programma

Quirinale. Pranzo di lavoro di Mattarella col governo in vista del Consiglio europeo. Sul tavolo, la Brexit e il protocollo con Xi. Bersani: “la Cina non è la Tav”. Conte vuol riscrivere il programma

La Brexit sopra ogni altra cosa nella colazione di lavoro oggi al Quirinale tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la delegazione del governo guidata dal premier Giuseppe Conte. Un confronto consueto prima dello svolgimento del Consiglio europeo. Un incontro che da sempre tratta i temi principali oggetto dei summit europei e che quindi, come si apprende, ha affrontato (oltre alla Brexit) anche l’altro tema di attualità – che in questo caso vede direttamente coinvolta l’Italia – quello del memorandum che sarà a breve firmato tra il nostro Paese e la Cina. Un tema, i rapporti con Pechino, che tocca nel suo complesso l’Unione europea e di conseguenza gli Stati Uniti, da sempre partner di riferimento assoluto del Vecchio Continente. Nel corso della colazione, secondo quanto riferito, si è fatto presente che il memorandum italiano è molto meno pregnante di tanti altri siglati bilateralmente da altri paesi europei (soprattutto dell’Est europeo). Le regole di ingaggio italiane riguardo agli accordi con la Cina sono peraltro, è stato sempre sottolineato, molto più severe e stringenti del documento nei giorni scorsi varato dall’Unione Europea. La posizione del governo nel suo insieme – una coalizione quella composta da Lega e M5S sempre in fibrillazione, con spesso atteggiamenti divergenti – che non ha registrato tra i ministri accenti molto diversi tra loro. Detto questo tutti si sono mostrati consapevoli del fondamentale, importante rapporto del nostro Paese (e dell’Ue) con gli Usa. Si è guardato nel corso dell’incontro con attenzione alla posizione degli Stati Uniti – perplessi di fronte all’iniziativa italiana – ricordando però che il famoso 5G, tema di scontro anche geopolitico tra Usa e Cina, non è compreso nel memorandum. In ogni caso la maggior parte del pranzo è stato dedicato alla Brexit, che vedrà in queste ore impegnato in una fondamentale scelta il Parlamento britannico. Un tema affrontato con priorità visto che questo sarà l’argomento principale del prossimo Consiglio europeo. Naturalmente il governo italiano, viene sottolineato, è in attesa di capire gli sviluppi. Tuttavia si stanno predisponendo dei provvedimenti qualora la Brexit sia hard, no deal senza cioè un accordo con l’Unione europea.

Bersani, maneggiare con cura. La Cina non è la Tav

“Ci troviamo in questa vicenda a essere i più esposti politicamente, essendo stati quelli che in Europa hanno fatto meno affari con la Cina. Dobbiamo fronteggiare un Trump che è campione di farsi gli affari in casa sua, dobbiamo sentire le perplessità di una Unione Europea fatta di Paesi che hanno enormemente più rapporti economici, commerciali e di investimento con la Cina, non parlo solo di Germania ma anche Francia e Inghilterra, e ci troviamo singolarmente esposti: evidentemente c’è stato qualche limite nell’azione del governo”. Pier Luigi Bersani, in un’intervista a Radio Radicale, fa il punto della situazione e suggerisce “di far comunque valere il criterio di non offendere un orientale”. “Bisogna portare avanti passi che hanno anche contenuti interessanti per noi ma che sono gravati anche da punti interrogativi. Le cautele che vengono messe, almeno dalle bozze che si leggono, i riferimenti alle politiche dell’Unione europea, al rispetto di alcune caratteristiche di quadro commerciale e così via, non sono certamente banali”, osserva l’esponente Leu. “Però – riprende – qualche sollecitazione alla prudenza non è infondata. Si sarebbe forse dovuto lavorare meglio nei mesi scorsi, sentendo l’orientamento del Parlamento, cercando di capire e di attenuare il grado di formalizzazione e di vedere di arrivare ugualmente a qualche elemento di sostanza. Quindi credo ci sia stata un po’ di inavvertenza da parte del governo. Detto questo, per quello che capisco dalle parole del presidente Conte, mi pare si sia molto avanti coi lavori: quindi se ci sono margini per attenuare l’impatto politico e diplomatico di questa operazione li si riduca, però non si prendano per favore lezioni – sottolinea – da chi ha rapporti con la Cina più di noi. Che finiamo nell’angolo sempre noi non è accettabile. La Cina – avverte – non è una galleria, come la Tav”.

Conte apre fase due. A M5s-Lega, nuovo programma insieme

Il presidente del Consiglio ha incontrato a Palazzo Chigi gli esponenti della maggioranza e con loro ha ragionato – spiegano fonti di Palazzo Chigi – sulla possibilità di rivedere il programma. O meglio, di completarlo con nuovi punti, ora che legittima difesa da una parte e decretone dall’altra (con reddito di cittadinanza e quota cento) sono in dirittura d’arrivo. “Si vedrà più avanti. Ora parlarne è prematuro”, spiegano fonti della Lega. Il premier ha rilanciato per esempio su alcuni temi, come il clima e il turismo. Focus anche sui prossimi passaggi: lunedì prossimo in Cdm andrà il decreto ‘sblocca cantieri’, con il tema sul tavolo della modifica al codice degli appalti. “E’ una boiata pazzesca, va cambiato”, ha spiegato il sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia a Ilfattoquotidiano.it. Conte presenterà poi un dl sull’agricoltura (l’ipotesi è quella di un fondo ad hoc a cui attingere in caso di calamità naturali, allo studio anche una misura sulla Xylella) e un provvedimento legato alla sanità in Calabria. Martedì prossimo in Parlamento illustrerà la linea del governo alla vigilia del Consiglio europeo, affrontando – tra i temi – anche la Brexit e il Memorandum sulla Belt and Road. Durante l’incontro a Palazzo Chigi si è discusso anche di temi legati alla giustizia (tra questi la necessità di ritoccare l’articolo 4 del regolamento carcerario) e al lavoro.

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