Oxfam. Yemen, è allarme: bimbe spose in cambio di cibo. Paolo Pezzati, Oxfam Italia: “La colpa è del conflitto in corso”

Oxfam. Yemen, è allarme: bimbe spose in cambio di cibo. Paolo Pezzati, Oxfam Italia: “La colpa è del conflitto in corso”

Una guerra lunga e tragica quella in Yemen, che dura oramai incessantemente da quattro anni, aggravata dall’embargo in corso per bloccare la circolazione di armi, esteso poi anche ai generi di prima necessità. Si contano quasi dieci milioni di persone sull’orlo della disperazione, allo stremo delle forze, senza casa né cibo, e alla ricerca di vie d’uscita. A fare il punto della situazione ci ha pensato ancora una volta l’ong Oxfam, presente a Ginevra alla Conferenza dei Paesi donatori, che ha consegnato un rapporto contenente dati sconcertanti.

“Bambine date in sposa per poter acquistare cibo – ha affermato un referente Oxfam – Decisioni prese per salvare il resto della famiglia ma che distruggeranno per sempre la vita dei loro figli”. Si tratta di un dato di fatto a dir poco preoccupante che restituisce la reale idea di quanto stia accadendo oggi nel Paese, interessando a poco a poco la maggioranza delle famiglie. Nuclei familiari composti da oltre quindici persone, con membri anziani, donne e molti bambini piccoli a carico. Si è di fronte all’innesco di una corsa alla sopravvivenza che non prevede più dignità, né riconosce il valore della stessa vita.

“Tante famiglie stremate, soprattutto nel nord del Paese, costrette a spostarsi da una parte all’altra alla ricerca di situazioni migliori, ritrovandosi invece senza più risorse a disposizione”, ha affermato Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia. “Danno in matrimonio figlie piccolissime, in un caso persino una bimba di 3 anni, per poter comprare il cibo e salvare il resto della famiglia – prosegue – Tutto questo è disumano, eppure è la conseguenza diretta di una catastrofe provocata dall’uomo. Perché, all’origine di quest’orrore dentro l’orrore, c’è il conflitto in corso”. E conclude, lanciando un grido d’aiuto: “La comunità internazionale deve fare tutto ciò che è in suo potere per porre fine ai combattimenti e assicurare alla popolazione il cibo, l’acqua, le medicine e tutti i mezzi di cui ha un disperato bisogno, che con l’andare avanti di questa guerra atroce sono diventati sempre più carenti e insufficienti”.

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