Milano-Sanremo apre la stagione del grande ciclismo. Vince il francese Alaphilippe, gran favorito. Nibali prova la doppietta. Non ce la fa, arriva nel gruppetto di testa

Milano-Sanremo apre la stagione del grande ciclismo. Vince il francese Alaphilippe, gran favorito. Nibali prova la doppietta. Non ce la fa, arriva nel gruppetto di testa

Nibali ha provato a vincere di nuovo la Milano-Sanremo giunta alla 110° edizione, la prima classica della stagione. Questa volta non ce  l’ha fatta. Non è riuscito, come aveva fatto l’anno passato, a staccare i suoi avversari per giungere al traguardo a mani alzate. Questa volta ha dovuto arrendersi, si è dovuto accontentare del nono posto, restando nel gruppetto di testa. Lo scatto  di  Julien Alaphilippe, il francese dato fra i favoriti, ha messo tutti d’accordo. Ha vinto questa edizione di una delle più belle corse del mondo con una volata magistrale regolando il  ristretto drappello capeggiato da Oliver Neasen e Michal Kwiatkowski di cui faceva parte anche Nibali. facendo sua la “Classicissima di Primavera”, prima fra classiche monumento, le gare di un giorno più importanti del ciclismo internazionale che nell’ordine sono: il Giro delle Fiandre (7 aprile), la Parigi-Roubaix (14 aprile), la Liegi-Bastogne-Liegi (28 aprile) e, ultima, a fine stagione, il Giro di Lombardia (12 ottobre), la classicissima d’autunno.

Breve la cronaca della corsa. Partenza dall’area metropolitana di Milano (quartiere e via della Chiesa Rossa). Arrivo a Sanremo, sul rettilineo di via Roma, dopo 292 chilometri attraversando Pavia, Ovada,  Campo Ligure, Masone. La prima asperità al km 142, poi il Passo del Turchino (530 s.l.m.). Al km 239.5 Capo Mele (70 s.l.m.), al km 244 Capo Cervo (60 s.l.m), e al km 252.5 Capo Berta (130 s.l.m.), quindi la Cipressa e il Poggio (salita di 3.7 km a meno del 4% medio, con punte dell’8%). È qui che si decide la corsa ed anche questa edizione non è venuta meno alla tradizione. Alaphilippe, trainato dai  suoi compagni, è partito all’attacco, seguito da Sagan, Valverde, Kwiatkowski, Naesen, Trentin e Van Aert. Lungo la discesa rientrano Nibali, Mohoric e Clarke, mentre si staccano  i compagni di colui che sarà il vincitore. Gruppetto compatto, si giocano la vittoria dieci corridori. Nibali ha dato il meglio di sé, ma forse si è fatto sorprendere dall’attacco improvviso di colui che taglierà per primo il traguardo. Trentin, anch’egli candidato alla vittoria, non è riuscito a sprintare. Quando l’italiano  è entrato in azione ormai era troppo tardi e si è dovuto accontentare del decimo posto..

ORDINE DI ARRIVO 

1) J. ALAPHILIPPE (Deceuninck-Quick Step) 6h40’14” (media: 43,62 km/h)
2) O. NEASEN (Ag2r-La Mondiale) s.t.
3) M. KWIATKOWSKI (Sky) s.t.
4) P. SAGAN (Bora-Hansgrohe) s.t.
5) M. MOHORIC (Bahrain Merida) s.t.
6) W. VAN AERT (Lotto-Visma) s.t.
7) A. VALVERDE (Movistar) s.t.
8) V. NIBALI (Bahrain Merida) s.t.
9) S. CLARKE (Education First) s.t.
10) M. TRENTIN (Mitchelton-Scott) s.t.

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