Michele Azzola, segretario generale Cgil di Roma e Lazio a RadioArticolo1. Capitale sempre meno accogliente, offre meno ai turisti, si trascina problemi atavici, da quello della casa ai migranti, dai rifiuti ai trasporti, inefficienze e disservizi

Michele Azzola, segretario generale Cgil di Roma e Lazio a RadioArticolo1. Capitale sempre meno accogliente, offre meno ai turisti, si trascina problemi atavici, da quello della casa ai migranti, dai rifiuti ai trasporti, inefficienze e disservizi

“A Roma manca un’idea di città, la giunta è ferma da due anni e mezzo, non si prendono decisioni e il declino sembra inarrestabile. Così non ce la possiamo fare”. È quanto ha detto Michele Azzola, segretario generale Cgil di Roma e Lazio, oggi ai microfoni di RadioArticolo1. “La sindaca Raggi ha accolto Papa Francesco in Campidoglio, in un contesto che però è sempre meno accogliente, che offre sempre meno ai turisti, trascinando problemi atavici, da quello della casa ai migranti, dai rifiuti ai trasporti, fra una miriade di inefficienze e disservizi. Il problema è che amministrare Roma richiede scelte coraggiose, ed essere onesti non basta a governare una città così complicata. E forse anche il Papa se n’è accorto, quando ha ricordato alla sindaca che umiltà e coraggio sono le due doti per governare bene Roma ed evitare il degrado. Assistiamo a un turn over continuo di amministratori delegati alla guida delle municipalizzate cittadine come non si era mai visto, che rendono il sistema ancor più instabile e portano all’immobilismo”, ha aggiunto il sindacalista.

“Perdipiù, tutti coloro che si sono seduti a fare gli assessori e gli amministratori di società non hanno mai fatto un progetto. Sembra paradossale, ma l’azienda che dovrebbe occuparsi di come pulire la nostra città, cambiati cinque ad, non ha un piano industriale. I romani continuano a spendere centinaia di milioni per raccogliere i rifiuti e mandarli nelle città del Nord o all’estero, perchè il Tmb Salario è bruciato ed è stato chiuso, ora ha preso fuoco anche l’impianto di Rocca Cencia, che lavora in emergenza al 50% delle sue potenzialità. Temo che anche quest’ultimo stabilimento, dove non si può fare manutenzione perché la capacità produttiva è sfruttata ogni limite, andrà definitivamente in crisi e verrà chiuso”, ha proseguito il dirigente sindacale.

“L’attuale amministrazione si è caratterizzata per essersi chiusa a riccio, non si confronta con i corpi intermedi. Ad esempio, sul problema delle buche, andrebbero presi accordi con le imprese che gestiscono energia, gas e quant’altro e spesso scavano nelle strade della città. Bisognerebbe fare un piano straordinario di ripavimentazione dei 40.000 km della Capitale, destinandoci grosse risorse. Invece, la giunta Raggi promette, fa annunci e poi più nulla e il piano, annunciato più di un anno fa, dopo l’ultima nevicata, è rimasto nel cassetto. E i pochi fondi a disposizione vengono dispersi con il servizio del camioncino, con l’asfalto a freddo, si butta una palata di materiale e alla prima pioggia la buca si riapre peggio di prima. Una grande presa in giro verso i cittadini! Il tutto, in una città sempre più bloccata: si pensi al paradosso della metropolitana, con il cuore della città, da piazza di Spagna a Termini, privo di fermate, ha continuato l’esponente Cgil.

“Papa Francesco ha sollecitato l’amministrazione comunale a rendere Roma più accogliente nei confronti dei più fragili e dei migranti, ma anche qui la giunta ha fallito: povertà ed emarginazione sono aumentate e gli interventi nelle periferie sono rimasti sulla carta. Questa città è piena d’immobili abbandonati e ristrutturarli vorrebbe dire dare una soluzione abitativa agli immigrati, creando anche possibilità di lavoro. Quello che al massimo fa la Raggi, è concentrare i migranti in periferia, facendo finta di non avere il problema. Stesso discorso vale per la sofferenza abitativa di chi vive in città ed è caduto in povertà, e sono sempre di più, purtroppo. Si potrebbero mettere a disposizione immobili di proprietà di grandi enti pubblici o di banche, ristrutturandoli a costi bassi e offrendo soluzioni abitative a chi sta in difficoltà. Ma tutto questo non si fa, siamo semplicemente fermi”, ha osservato ancora Azzola.

I dipendenti comunali vivono la fase attuale con tanta confusione. Erano convinti, al pari della maggioranza dei romani che li ha votati, che l’amministrazione a Cinque stelle avrebbe rilanciato la città, le società pubbliche, le partecipate, creando un modello di sviluppo incentrato sul bene comune. Erano slogan che tre anni fa avevano appassionato molti lavoratori, oggi non più, perché si sono resi conto che quei progetti non hanno trovato risposte, che la campagna elettorale non si è trasformata in azioni concrete e purtroppo l’assenza di alternative politiche lascia tutti sempre più smarriti. In più, si sono aggiunti gli ultimi fenomeni di corruzione, legati all’annosa vicenda dello stadio della Roma: sono una causa dell’incapacità e della debolezza della politica. Quando un’amministrazione pubblica non è in grado di decidere, si dà il pretesto a faccendieri senza scrupoli di avvicinarsi e intervenire, convincendo la politica, sempre più debole, a portare avanti i loro affari, determinando le condizioni per la corruzione. Per contrastare tale sistema, c’è bisogno di una politica forte, capace e responsabile. Perciò, il nostro gruppo dirigente ha deciso di chiedere l’apertura di un tavolo assieme a governo, regione e comune dove trovare soluzioni per un grande rilancio della Capitale del Paese. Roma non riguarda solo i romani e la propria amministrazione, ma è la vetrina d’Italia e non possiamo lasciarla in queste condizioni di degrado. C’è bisogno di una politica nazionale che guardi alla Capitale con rinnovato interesse”, ha concluso Azzola.

Da Rassegna.it

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