Il presidente francese Macron intervistato da Fazio all’Eliseo. Con Roma nulla di grave. Tav: conciliare modernità ed ecologia

Il presidente francese Macron intervistato da Fazio all’Eliseo. Con Roma nulla di grave. Tav: conciliare modernità ed ecologia

“Le peripezie più recenti? Nulla di grave, bisogna andare oltre”. Il presidente francese, Emmanuel Macron, risponde alla domanda di Fabio Fazio sulle tensioni tra Roma e Parigi, sfociate nel richiamo dell’ambasciatore francese (misura poi rientrata) dopo l’incontro del vice premier Luigi di Maio con alcuni esponenti dei gilet gialli. Il capo dello Stato ha ricevuto il conduttore a Parigi per l’intervista per la trasmissione ‘Che tempo che fa’, fatto che aveva sollevato polemiche. Critiche che Fazio ha voluto placare, specificando di aver pagato da sé il viaggio, senza farne ricadere i costi sulla Rai. Macron, descrivendo le “peripezie non gravi”, ha aggiunto che “questo è il senso della mia discussione con il presidente Mattarella”: il capo dell’Eliseo ha precisato di aver “invitato il presidente italiano” in Francia e che sarà con lui il 2 maggio per i 500 anni di Leonardo da Vinci, “per parlare di Europa e di futuro”. Nessun accenno a Di Maio o al premier Giuseppe Conte: Macron ha parlato solo delle sue discussioni con l’omologo a Roma.

In chiusura d’intervista, guardando dritto in camera, ha poi risposto all’invito di Fazio di mandare un messaggio agli italiani: “C’è una frase, una delle vostre espressioni, che volevo dirvi: ‘il cuore oltre l’ostacolo’. Credo che ci siano peripezie” e “malintesi”, ma “ci sono cose più forti e più profonde”, “c’è una storia da fare insieme”. Poi il tema spinoso che riguarda sia la Francia sia l’Italia: la Tav, con le polemiche e le divergenze tra Movimento 5 Stelle e Lega. Macron ha sottolineato che “è una cosa importante per le regioni transfrontaliere ed è una cosa molto attesa, una scelta dei nostri predecessori che hanno sottoscritto accordi che noi abbiamo confermato. Credo che le tecnologie verso cui andiamo permettano di conciliare modernità ed ecologia”. E alla domanda se lo stretto legame fra Parigi e Berlino metta da parte Roma, l’inquilino dell’Eliseo ha negato: “Quando Francia e Germania avanzano insieme è per far andare le cose più velocemente, il dialogo con Roma per me è essenziale, questo è il lavoro” che “gli Stati fondatori devono fare”.

Sul tema della collaborazione tra nazioni europee Macron non ha potuto evitare di toccare l’argomento immigrazione: l’Italia, per la “sua posizione geografica, ha avuto un fardello troppo pesante” e l’Europa “non ha saputo ascoltare”. L’immigrazione “è stata troppo consistente”, ha spiegato, e “a volte non c’è stata abbastanza solidarietà da parte” di Bruxelles. E poi la paura: antisemitismo, razzismo e odio verso l’altro sono “sintomo di una società che sta morendo”, “ogni volta che abbiamo ceduto al discorso d’odio era per non vedere i nostri problemi”, e “che cosa abbiamo costruito? Guerra, ritorno al passato, infelicità”. Bisogna lottare contro chi vuole dividere, per Macron: “Alcuni difendono il nazionalismo, vogliono lottare contro la nostra Europa, io mi batterò con forza contro di loro, ci farebbero regredire”. Per una nuova Europa? “Rispettando l’identità e lo spirito di ciascuno di questi popoli, dobbiamo costruire un’Europa forte”, cioè “sovrana per la sua difesa politica, sul piano digitale, sul piano del clima e dell’energia, dell’alimentazione, un’Europa che sa proteggere i suoi cittadini e che sa dire: sono uno spazio credibile per parlare sia agli americani che ai cinesi”.

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