Governo: confronto con Cgil, Cisl, Uil. Meglio tardi che mai. Le “riforme” sono già alle Camere. I sindacati mantengono la mobilitazione. Landini: “i contratti nazionali valgano per tutti. Mi auguro sia una nuova fase dei rapporti”

Governo: confronto con Cgil, Cisl, Uil. Meglio tardi che mai. Le “riforme” sono già alle Camere. I sindacati mantengono la mobilitazione. Landini: “i contratti nazionali valgano per tutti. Mi auguro sia una nuova fase dei rapporti”

Alla fine il governo nella persona del vicepremier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo, si è deciso ad aprire  il confronto con Cgil, Cisl, Uil. Sul tavolo dell’esecutivo da tempo giace, è proprio il caso di dirlo, la piattaforma dei sindacati sulla base della quale le tre Confederazioni hanno dato vita alla grande manifestazione nazionale conclusa a Piazza San Giovanni per poi proseguire con iniziative, venerdì con lo sciopero generale degli edili e la manifestazione che concluderà la giornata di lotta a Piazza del Popolo. Non solo. In qualche stanza dei ministri, del Parlamento, forse i presidenti di Senato e Camera ne sanno qualcosa, giacciono le proposte della Cgil sui problemi economici e sociali, sottoscritte da più di un milione di cittadini. Comunque, come si dice, meglio tardi che mai. Di Maio, senza un preciso ordine del giorno, ha convocato i segretari di Cgil, Cisl, Uil proprio, guarda caso, solo due giorni prima dello sciopero degli edili, dei lavoratori delle costruzioni, che da ogni parte d’Italia arriveranno a Roma, piazza del Popolo. La piattaforma dei sindacati, lavoro, fisco, previdenza, sviluppo, dicono i dirigenti delle tre Confederazioni, dovrà essere a base del confronto. “Ci auguriamo – aveva detto Maurizio Landini prima di sedersi al tavolo del confronto – che sia l’inizio di una fase nuova di rapporti”. L’unico incontro avuto con il governo risale al 25 febbraio quando i sindacati posero al governo il tema della previdenza. Ma quell’incontro non ebbe alcun seguito. Il governo  nell’avviare l’iter delle “riforme”, che riforme non erano, non tenne alcun conto delle proposte di Cgil, Cisl, Uil.

L’esecutivo  ha messo in atto manovre, spartizioni fra DI Maio e Salvini

Poi i primi rapporti non ebbero seguito mente l’esecutivo metteva a punto manovre, manovrette, andava avanti a voti di fiducia, si spaccava e poi si ricomponeva sulla Tav, con il bluff degli appalti, in attesa di arrivare alle elezioni europee. È dentro questo percorso accidentato che si sviluppano i rapporti con le confederazioni sindacali, con un interlocutore come il governo gialloverde che non ha un programma, un progetto con cui possano confrontarsi, ma un “contratto”, una cosa a me una a te, firmato da Salvini e  Di Maio, con la gestione di Conte. E ciò rende ancor più difficile un confronto con il governo, perché non sai se chi ti parla rappresenta  tutto l’esecutivo o una parte. A conclusione dell’incontro durato poco meno di tre ore il ministro del Lavoro ha annunciato che “si apriranno a breve con le rappresentanze sindacali dei tavoli tecnici sul ddl crescita, sul ddl salario minimo e sullo sblocca cantieri”. L’emendamento sui rider, si legge nella nota, “rientrerà nel ddl del salario minimo”, ha annunciato il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio nel corso dell’incontro con i sindacati. Il ministro ha precisato che  “nell’incontro alcune sigle sindacali hanno mostrato apertura sul tema del salario minimo” ed  ha  puntualizzato che non vuole superare la contrattazione sindacale. Confronto anche su previdenza, politiche attive del lavoro. Il calendario è atteso per le prossime ore. La prima convocazione riguarderà lo sblocca cantieri.

Oltre ai salari deve valere per tutti quanto previsto dai contratti

Maurizio Landini, a proposito del salario minimo, ancor prima dell’incontro, aveva puntualizzato la posizione della Cgil anche in una intervista all’Espresso e nel convegno “Banche, lavoro, Paese” promosso da Fisac Cgil, il sindacato dei lavoratori del Credito, tenuto lunedì: “Non siamo contrari come concetto ma, visto che tra l’80 e il 90 per cento dei lavoratori italiani è coperto dai contratti nazionali, noi proponiamo di rendere quei contratti ‘erga omnes’, che valgano cioè per tutti”. “In questo modo, oltre al salario – ha precisato – anche altri aspetti come le ferie diventerebbero per legge i minimi sotto cui non si può andare, minimi non fatti dal Parlamento, ma dalla contrattazione tra le parti. Basterebbe recepire gli accordi interconfederali”. Il segretario generale ha anche posto in evidenza che “se invece il Parlamento stabilisce un salario che prescinde dalla contrattazione, e che può essere persino più basso dei limiti contrattuali, questa diventa una norma di legge che contrasta la contrattazione collettiva. È proprio in un’ottica di rafforzamento della contrattazione che abbiamo anche chiesto di misurare la rappresentanza dei sindacati, così che gli accordi abbiano validità generale. Eravamo d’accordo tutti, sindacati e confederazioni. Il governo doveva fare la convenzione con l’Inps per accedere ai dati che certificassero iscritti al sindacato e contratti applicati dalle aziende. Ma l’esecutivo ha bloccato tutto. E poi viene a raccontare che ci sono privilegi e non c’è rappresentanza”.

A conclusione dell’incontro con il ministro Di Maio le prime dichiarazioni dei segretari generali delle tre Confederazioni. Maurizio Landini  definisce  una “novità, l’apertura del confronto sulle richieste che abbiamo messo in campo. Non abbiamo la certezza dei risultati ma il governo riconosce un confronto su tutti i temi che abbiamo posto”. Tutte le iniziative di mobilitazione sono comunque “confermate”, a partire dallo sciopero del settore edile di venerdì. “Questo è un primo risultato, un segnale molto significativo. Nei prossimi giorni i primi appuntamenti saranno dedicati alla sblocca cantieri e decreto crescita”. Annamaria Furlan, segretario confederale della Cisl  riferendosi alla apertura del confronto dice: “Speriamo sia la volta buona, che dagli annunci passiamo a trattative serie, siamo ancora agli incontri preliminari ma è evidente che la nostra piattaforma e la manifestazione hanno avuto una prima risposta positiva”. Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil conferma che “A breve avremo la convocazione per lo sbloccacantieri, la prossima settimana ci sarà la convocazione per il decreto sulla crescita. Siamo pronti per confrontarci seriamente”.  “È stato un incontro positivo, propedeutico per andare a trattare i punti della nostra piattaforma”.

Gli incontri andavano programmati prima dei  provvedimenti ora alle Camere

È vero che quando si discute c’è già qualcosa di positivo. Ma in questo caso non si può non tener di conto che questo calendario di incontri andava programmato prima che i diversi provvedimenti  venissero messi a punto dal governo, inseriti nella manovra di Bilancio contrattata con la Ue, con passaggi in Commissioni e in Aula già effettuati. Cgil, Cisl, Uil  nelle audizioni che hanno avuto in Commissione di Camera e Senato hanno espresso valutazioni, avanzato proposte, come per le pensioni, quota cento, reddito di cittadinanza, il lavoro, gli investimenti, tanto per citare alcuni capitoli della politica economica e sociale. Ma il governo gialloverde, i suoi ministri e sottosegretari hanno fatto orecchie da mercante. Per ottenere tavoli di confronto ci sono volute manifestazioni, scioperi, mobilitazioni. Ora Di Maio apre i tavoli? Bene, c’è solo da vedere come vengono apparecchiati.

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