Firenze. Il Tribunale del Riesame revoca gli arresti domiciliari per Tiziano e Laura Renzi, con interdittiva per 8 mesi da attività d’impresa. Revocati domiciliari ai genitori di Renzi. Matteo: una bella giornata

Firenze. Il Tribunale del Riesame revoca gli arresti domiciliari per Tiziano  e Laura Renzi, con interdittiva per 8 mesi da attività d’impresa. Revocati domiciliari ai genitori di Renzi. Matteo: una bella giornata

Diciotto giorni: tanto sono durati gli arresti domiciliari a cui sono stati sottoposti Tiziano Renzi e la moglie Laura Bovoli, genitori dell’ex premier ed ex leader del Pd Matteo Renzi, accusati di bancarotta e fatturazioni per operazioni inesistenti. Venerdì mattina è arrivata la decisione dei giudici del tribunale del Riesame che ha accolto il ricorso della difesa e ha revocato la misura cautelare per i due coniugi, disponendo a loro carico la misura dell’interdizione per 8 mesi dall’attività imprenditoriale. Revoca dei domiciliari anche per l’imprenditore ligure Mariano Massone, anch’egli coinvolto nell’inchiesta. A suo carico è stato disposto l’obbligo di dimora nel territorio del Comune di Campo Ligure (Genova) con divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 22 alle 6.

Matteo Renzi ha subito espresso la sua soddisfazione con un post su Facebook. “I miei genitori – ha scritto – sono tornati in libertà. Il Tribunale del Riesame infatti ha annullato la decisione del GIP, decisione che era parsa a molti, dal primo momento, abnorme e assurda. Ovviamente la notizia non avrà la stessa eco che ha avuto l’arresto: il circo mediatico sarà meno interessato. Come del resto le archiviazioni o assoluzioni non hanno mai lo stesso spazio dell’apertura delle indagini. Ma i processi si fanno nelle aule, non sui giornali, e vedremo chi avrà ragione e chi torto”. “Da rappresentante delle istituzioni – ha aggiunto – confermo, a maggior ragione oggi, la mia fiducia nella giustizia italiana. Da figlio dico che sono stati i giorni più brutti della vita della nostra famiglia. Vorrei ringraziare tutti voi per le espressioni di umanità e affetto di questi giorni. E vorrei dire a mio padre e mia madre che i loro figli li abbracciano come in questa foto di tanti anni fa. Ci sarà una lunga maratona nelle aule di Tribunale sia per i procedimenti aperti dalla procura, sia per le nostre cause di risarcimento civile. Ma so che i miei affronteranno questa prova con la forza di chi proclama la propria innocenza e di chi si sente abbracciato dall’affetto dei propri cari”.

Matteo Renzi: “Aspettiamo le sentenze, quelle dei tribunali”

“Per adesso ce sono solo due: tutte e due condannano Marco Travaglio a pagare un risarcimento a mio padre. Vedremo in futuro. Intanto oggi il primo passo avanti. Proprio una bella giornata”. La misura cautelare era stata disposta il 18 febbraio scorso dal gip del tribunale di Firenze Angela Fantechi, su richiesta del pm della procura fiorentina, Luca Turco, nell’ambito di un’inchiesta sulle presunte bancarotte di cooperative riferibili a Renzi senior e alla moglie. Il provvedimento del Riesame rappresenta adesso un punto importante a favore delle difese degli indagati, dopo l’insuccesso della richiesta di revoca dei domiciliari presentata al gip lo scorso 25 febbraio, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, e respinta dal giudice l’1 marzo. Ai genitori dell’ex premier vengono contestate dall’accusa fatture false e gonfiate per circa 250mila euro. Le avrebbe emesse, secondo i magistrati della procura di Firenze, la Marmodiv, una delle cooperative coinvolte nell’inchiesta. Ma la Marmodiv, per la quale è stato chiesto il fallimento nell’ottobre scorso, secondo l’accusa sarebbe stata utilizzata per “alleggerire” degli oneri previdenziali e fiscali la società della famiglia Renzi, la Eventi6. Sempre secondo l’accusa, i coniugi Renzi sarebbero gli amministratori di fatto di questa cooperativa, come lo sarebbero stati di altre due cooperative coinvolte nell’inchiesta e già fallite.

Ma le peripezie giudiziarie di Renzi senior e della moglie Laura Bovoli non sono finite

Infatti, oltre all’inchiesta che li aveva portati ad essere ristretti ai domiciliari, è iniziato a Firenze un processo nel quale sono accusati di false fatture insieme all’imprenditore Luigi Dagostino, a cui viene contestato anche il reato di truffa. I fatti ricostruiti dalle indagini risalgono al 2015 quando Dagostino era amministratore delegato della Tramor, società di gestione dell’outlet The Mall di Leccio di Reggello (Firenze). Dagostino, secondo l’accusa, avrebbe incaricato le società Party ed Eventi 6, entrambe facenti capo ai Renzi, di studi di fattibilità per lavori all’outlet. Le fatture considerate false e oggetto del processo sono due: una da 20.000 e l’altra da 140.000 euro più Iva. La prossima udienza è in programma il prossimo 20 maggio. Laura Bovoli, inoltre, è stata rinviata a giudizio dal gup del tribunale di Cuneo con l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta per i contatti con una società cuneese, la Direkta srl fallita nel maggio 2014 e coinvolta in una vicenda di fatture false. Il processo inizierà il 19 giugno.

Intanto, la notizia del ritorno alla libertà dei genitori dell’ex premier è stata accolta oggi con particolare soddisfazione dalla deputata del Pd ed ex ministra Maria Elena Boschi, il cui padre, Pier Luigi Boschi, era stato indagato per l’accusa di falso in prospetto nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta della procura di Arezzo sul crac di Banca Etruria, accusa poi archiviata. “Noi ci fidiamo della giustizia italiana – ha scritto l’ex ministra sui social – E oggi il Tribunale del Riesame ha revocato gli arresti per i genitori di Renzi. Chi pagherà per il fango di questi giorni? Il tempo è galantuomo, noi che ci siamo passati lo sappiamo”.

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