Crotone. Un volantino misogino e sessista della Lega che non imbarazza Salvini. L’autore è Cerrelli, vicino a Pillon: nella loro visione manca solo la cintura di castità

Crotone. Un volantino misogino e sessista della Lega che non imbarazza Salvini. L’autore è Cerrelli, vicino a Pillon: nella loro visione manca solo la cintura di castità

Dopo il clima di odio e rancore creato artificialmente contro i neri, gli omosessuali e i “drogati”, ora sono le donne “autonome” nel mirino delle sciocchezze fascistoidi della Lega. Solo che queste manifestazioni di misoginia non si sono verificate nelle valli bergamasche o friulane, da sempre luoghi leghisti per eccellenza, ma in Calabria, a Crotone, dove Salvini è stato eletto senatore. Nella corsa a chi la spara più grossa (verrebbe voglia di dire “a chi ce l’ha più duro”, secondo un’espressione cara a Bossi), questa volta gli allievi leghisti calabresi, perfino giovani attivisti, hanno superato, e di parecchio, il maestro, o il capitano, come chiamano ormai da tempo Matteo Salvini. Nell’ansia di superare il capitano in volgarità, i giovani attivisti della Lega hanno pensato bene di scrivere un volantino per l’8 marzo, un vero e proprio inno volgare e stupido alla misoginia. Riportiamo qui alcuni passi del volantino, solo per capire di cosa stiamo parlando, per evidenziare di quale vergogna culturale si siano fatti portavoce i giovani leghisti della civile e accogliente Calabria (basterebbe citare qui il modello straordinario di Riace, per avere una sola idea di cos’è la Calabria).

Il volantino di Giancarlo Cerrelli, segretario leghista di Crotone

“8 marzo: chi offende la dignità della donna?”. A questo quesito si pone l’obiettivo di rispondere il volantino diffuso dalla Lega Salvini premier di Crotone in vista dell’8 marzo. Il segretario provinciale locale è il dirigente di Alleanza cattolica, avvocato Giancarlo Cerrelli, vicino al senatore leghista Simone Pillon, e per venerdì ha organizzato un gazebo vicino alla sede del municipio di Crotone per distribuire le brochure sul ruolo della donna e la sua “funzione infungibile” per la “sopravvivenza” della società. Cattolico “integrale e non integralista”, come si è definito in un’intervista al ‘Corriere della sera’, Cerrelli guida la Lega locale dal 28 maggio scorso. “E’ stato candidato alle elezioni politiche del 4 marzo in quota Lega Salvini Premier, nel collegio uninominale di Crotone – ricorda Cerrelli nella biografia riportata sul suo sito – . Ha ricoperto dal 23 settembre 2011 al 27 settembre 2015 la carica di vice presidente nazionale dell’Unione giuristi cattolici italiani”. Nell’intervista rilasciata al Corriere nel gennaio del 2018, spiega di aver abbracciato la causa della Lega di Salvini, perché era “uno dei pochi partiti a difendere la famiglia naturale basata sul matrimonio tra uomo e donna”. Nel testo del volantino sono riportate alcune idee da tempo condivise da Salvini. In primo luogo, il rifiuto della dicitura ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ al posto di ‘mamma’ e ‘papà’ per non discriminare le coppie di genitori dello stesso sesso. E, in secondo luogo, la contrarietà alla pratica del ricorso alla procreazione con utero in affitto, anche se Salvini non l’ha mai definita “ignominiosa” come riportata nel volantino. Il testo, ripetiamo, vergognoso scrive: “CHI OFFENDE LA DIGNITA’ DELLE DONNE? – Chi sostiene una cultura e promuove iniziative favorevoli alla vergognosa e ignominiosa pratica dell’utero in affitto – Chi sostiene proposte di legge (anche a livello regionale) che tendono a imporre la neo-lingua che sostituisce i termini ‘mamma’ e ‘papa” con ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ – Chi ritiene che la donna abbia bisogno di ‘quote rosa’ per dimostrare il proprio valore. Chi sostiene una cultura politica che rivendica una sempre più marcata e assoluta autodeterminazione della donna che suscita un atteggiamento della donna rancoroso e di lotta nei confronti dell’uomo – Chi contrasta culturalmente il ruolo naturale della donna volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia – Chi strumentalizza la donna, anche i migranti e i gay, per finalità meramente ideologiche al solo scopo di fare la ‘rivoluzione’ e rendere sempre più fluida e priva di punti di riferimento certi la società. La Lega Salvini premier di Crotone è convinta che la donna ha una grande missione sociale da compiere per il futuro e la sopravvivenza della nostra nazione, non sia, pertanto, mortificata la sua dignità da leggi e atteggiamenti che ne degradano e ne inficiano il suo infungibile ruolo”. Difficile commentare un tale condensato di stupidità elevate al quadrato. Ma il punto è che su questo volantino, il capitano Salvini ha commentato con falso candore: “Non ne ero a conoscenza e non ne condivido alcuni passaggi. Lavoro per la pari dignità uomo-donna e papà-mamma”. Ora, come donne, avremmo il diritto di sapere dal vicepresidente del Consiglio nonché ministro dell’Interno, quale di queste enormi stupidità egli condivida, dal momento che il mentore dell’autore del volantino è un certo Pillon, che ha già depositato in Parlamento disegni di legge contro le donne e la loro autonomia.

La replica secca e ironica (ma non tanto) delle donne di Facciamorete, e le ultime sciocchezze di Cerrelli 

Ma la risposta delle donne è giunta, presto e bene, con tanta ironia: “Siccome pensavamo che quelli di #Crotone fossero decisamente confusi, abbiamo fatto loro un disegno. Leggete e diffondete” hanno scritto su twitter le donne di “#Facciamorete”, menzionando un controvolantino. Nel testo è scritto: “Chi offende la dignità delle donne? Chi si arroga il diritto di decidere per loro; chi sostiene leggi e decreti che favoriscono la violenza domestica. Chi pensa che la parità di genere sia una barzelletta e una battaglia da non sostenere. Chi pensa che lottare per i propri diritti sia rancore. Chi relega le donne solo a ruoli di cura domestica o di sollazzo sessuale. Chi strumentalizza le donne a tutte coloro che non corrispondono alle caratteristiche ariane di virilità, italianità e durezza. La società civile è convinta che le donne – conclude il volantino – abbiano un ruolo fondamentale nell’opporsi alla deriva totalitarista, medievale e fascista che sta portando l’Italia al tracollo sociale, etico e economico”. Ecco, dalle donne uno straordinario esempio di civilazzazione del discorso politico, dal quale la Lega e i giovani leghisti farebbero bene ad imparare. Finito qui? Macché. Cerrelli insiste con le sue stupidaggini fascistoidi, e replica con altre farneticazioni: “Con il pretesto del femminicidio si è creata la definizione della violenza di genere, dipingendo gli uomini come dei mostri. Mentre il vero problema è la decostruzione del contesto familiare. Il femminicidio è una tendenza culturale che fa pensare che l’uomo è cattivo invece di pensare alle vere cause, ovvero la fragilità dei rapporti in una società liquida. Le cause di questi omicidi sono sempre attinenti al rapporto e non si possono confondere con l’odio dell’uomo verso la donna o della donna verso l’uomo; perché anche anche le donne uccidono”.

E meno male che da alcuni uomini è arrivata una forte reazione contro le farneticazioni leghiste: Fratoianni e il sindaco di Crotone

Su queste ultime parole, fa bene dunque il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, a rimarcare le responsabilità di Salvini nello sdoganamento di culture misogine e antifemminili. “Quindi per il segretario della Lega di Crotone il femminicidio è un pretesto per dipingere gli uomini come dei mostri. Mi vergogno per lui. Quando un esponente politico usa certi termini, mentre quotidianamente assistiamo ad una vera e propria strage, dovrebbe avere il coraggio di farsi da parte. O almeno dovrebbe averlo Salvini nell’allontanarlo dal suo partito…”. Ed anche il sindaco di Crotone ha fatto a stigmatizzare la cultura insidiosa e retrograda che si nasconde dietro quelle affermazioni di Cerrelli: “Si è persa un’altra buona occasione per tacere. Trovo quel volantino offensivo, vergognoso. Esplicitazione di una cultura di vecchio retaggio, da medioevo, che mortifica la dignità delle donne”, so sostiene, in una nota, il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese. “Sarebbe doveroso – aggiunge – chiedere scusa a tutto il mondo femminile per queste scioccanti affermazioni che non hanno nulla a che fare con la citta’ di Crotone e con i suoi concittadini”.

Il minimo sindacale è che il capitano Salvini e la Lega chiedano scusa alle donne, anche se non basta. Ciò che emerge è una triste vicenda, che però allarma per i contenuti culturali, i messaggi che lancia, l’ideologia da cui è sottesa. Anche per questo, l’8 marzo del 2019 acquista maggior valore: contro ogni misoginia, contro ogni razzismo, contro ogni rigurgito di fascismo.

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