Brexit. Il caos regna a Westminster per la cattiva gestione della May, che ora dice che si dimetterà se passasse il suo accordo con la Ue. Corbyn chiede elezioni subito

Brexit. Il caos regna a Westminster per la cattiva gestione della May, che ora dice che si dimetterà se passasse il suo accordo con la Ue. Corbyn chiede elezioni subito

Il tanto atteso voto alla Camera dei Comuni sulle alternative al piano della premier Theresa May sulla Brexit ha confermato quel che si temeva: che non c’è una maggioranza alternativa nel Parlamento britannico per trovare una Brexit diversa, neppure sul referendum bis. Il Parlamento britannico ha bocciato tutte e otto le alternative al piano May, peraltro già bocciato due volte dai Comuni. Ogni singola opzione ha ottenuto più no che sì. L’opzione che ha ricevuto più voti è stata quella che chiede un referendum per ratificare un eventuale accordo, con 268 sì, ma 295 no; e quella favorevole all’unione doganale, con 264 sì e 272 no. E ora davvero la May si gioca tutto. Pur di salvare la sua Brexit, la premier britannica ha offerto la sua testa: ha promesso le sue dimissioni pur di incassare il ‘via libera’ all’accordo che per mesi ha negoziato con Bruxelles.

Proseguiranno dunque oggi le iniziative per persuadere i parlamentari britannici ad appoggiare l’accordo sulla Brexit negoziato con Bruxelles da Theresa May, all’indomani della promessa del primo ministro di dimettersi in cambio del via libera all’intesa. Il suo impegno – riporta la Bbc – ha ottenuto diversi consensi, come quello dell’ex segretario del Foreign Office Boris Johnson. Ma restano diversi punti interrogativi, dopo che il partito politico nordirlandese Dup (Partito Unionista Democratico) ha detto che non darà il suo sostegno all’accordo, a causa del backstop irlandese. Nel frattempo, nessuna delle otto proposte alternative sulla Brexit presentate dai deputati è passata nel corso di una serie di votazioni alla Camera dei Comuni. Le opzioni – che comprendevano un’unione doganale con l’Ue e un referendum su ogni accordo sulla Brexit – dovevano aiutare a trovare un consenso sulla modalità migliore per uscire dall’Ue. Ma il fatto che nessuna abbia ottenuto il sostegno della maggioranza dei parlamentari ha indotto il ministro per la Brexit, Stephen Barclay, a dichiarare che ne è uscita rafforzata la posizione dei ministri sul fatto che il loro accordo è la “miglior opzione possibile”.  La promessa di May ai Tory di dimettersi se voteranno a favore del suo accordo “mostra una volta e per tutte che i suoi caotici negoziati sulla Brexit sono stati frutto di una gestione di partito, non di principi o dell’interesse pubblico”, ha twittato invece perentorio il leader laburista Jeremy Corbyn.”Un cambiamento al governo, non può essere un rattoppo Tory, è la gente che deve decidere”, ha attaccato il leader del partito laburista.

Il parlamentare conservatore Sir Oliver Letwin, che ha supervisionato l’inedito processo dei “voti orientativi” (indicative votes), ha definito “deludente” l’assenza di una maggioranza per qualunque proposta. Ma al programma Today di BBC Radio 4 ha spiegato che è azzardato fare ipotesi sull’esito di altri voti orientativi, che a suo giudizio ci saranno lunedì se l’accordo del primo ministro non fosse approvato questa settimana. “È molto difficile interpretare da come le persone votano la prima volta, da quando non sanno come stanno votando gli altri a quando potranno vedere come gli altri votano in nuove circostanze”, ha detto. Prima del dibattito di ieri, May ha spiegato a una riunione di parlamentari conservatori che lascerà l’incarico prima del previsto se otterrà il via libera del parlamento al suo accordo di ritiro con l’Ue.”Ho avvertito molto chiaramente l’umore del partito a livello parlamentare. Sono consapevole che c’è il desiderio di un nuovo approccio – e una nuova leadership – nella seconda fase dei negoziati sulla Brexit – e non lo ostacolerò”. May ha annunciato ai deputati che si dimetterà da leader del partito dopo il 22 maggio – la nuova data per la Brexit – ma resterà in carica come premier finché non sarà eletto un nuovo leader. Downing Street ha comunque chiarito che i giochi sarebbero diversi se l’accordo non fosse approvato.

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