Vertenza Blutec di Termini Imerese. Il Mise convoca il tavolo il 6 marzo, e scatena la rabbia di operai, sindacati, sindaci che mercoledì protestano a Roma e in Sicilia

Vertenza Blutec di Termini Imerese. Il Mise convoca il tavolo il 6 marzo, e scatena la rabbia di operai, sindacati, sindaci che mercoledì protestano a Roma e in Sicilia

E’ stato convocato al Ministero dello Sviluppo Economico, il 5 marzo alle ore 16, il tavolo sulla Blutec di Termini Imerese, a cui parteciperanno il Ministero del Lavoro, Invitalia, l’azienda e le organizzazioni sindacali. Obiettivo dell’incontro – spiega il Mise in una nota – “per verificare, secondo le tempistiche concordate nella precedente riunione del 19 dicembre 2018, lo stato di avanzamento del piano industriale per la ripresa del sito produttivo, la sottoscrizione degli accordi e dei contratti annunciati dall’azienda, nonché la programmazione del progressivo reinserimento dei lavoratori e degli strumenti a supporto”.

Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil, in una nota, chiede di anticipare a domani l’incontro al Mise sulla vertenza Blutec. “La mobilitazione dei lavoratori ha spinto il vice capo di Gabinetto del Mise, l’ingegner Giorgio Sorial a convocare per il 5 marzo alle ore 16 un incontro sulla vertenza Blutecdi Termini Imerese. La decisione di convocare il tavolo con Invitalia, l’azienda e le organizzazioni sindacali è un tardivo primo passo, ma i lavoratori non possono aspettare un altro mese senza il pagamento degli ammortizzatori sociali – afferma De Palma -. Ci aspettiamo però che a questo tavolo partecipi il Ministro Luigi Di Maio, vista la gravità della situazione. In attesa dell’incontro, è indispensabile che il Mise e l’azienda garantiscano il reddito di lavoratori che da anni sono in cassa integrazione”. “Domani mattina comunque saremo al Mise insieme ai sindaci del comprensorio e alle altre organizzazioni sindacali. Auspichiamo che già domani una delegazione possa essere ricevuta per un primo chiarimento sulla vertenza”, ha concluso il rappresentante sindacale.

“La data del 5 marzo è inaccettabile, conferma il disinteresse rispetto a una situazione esplosiva. I lavoratori dovrebbero aspettare quasi un mese, intanto il piano di reindustralizzazione rimane fermo e non c’è copertura della cassa integrazione. Domani noi saremo assieme ai sindaci davanti al ministero per protestare”. Lo dice il segretario della Fiom siciliana, Roberto Mastrosimone. Per la Fiom è “grave” che tra i destinatari della convocazione non ci sia il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta. “Non era mai accaduto prima, il sindaco è sempre stato invitato ai tavoli ministeriali perché rappresenta la città – sostiene Mastrosimone – Tra i mille lavoratori tra diretto e indotto c’è tensione, c’è rabbia per una convocazione così lontana. E domani saranno in presidio davanti alla Presidenza della Regione a Palermo e di fronte ai cancelli della fabbrica a Termini Imerese a fare sentire la propria voce, mentre noi saremo a Roma”.

Mercoledì 13 febbraio, Ludovico Guercio, segretario provinciale Fim Palermo, Roberto Mastrosimone segretario generale della Fiom Sicilia, Vincenzo Comella segretario provinciale Uilm Palermo, insieme ai sindaci del comprensorio saranno dalle ore 11 sotto al Mise per protestare contro la mancata convocazione del tavolo ministeriale sulla vertenza Blutec di Termini Imerese. Partecipano le segreterie nazionali di Fim, Fiom, e Uilm e le segreterie confederali. “La mobilitazione di domani – si legge in una nota congiunta Fim-Fiom-Uilm – è per ricordare al Governo i tre punti che il Ministro Luigi Di Maio aveva annunciato a Termini Imerese il 26 ottobre: Tutela degli ammortizzatori sociali dei lavoratori dell’indotto; Rinnovo del decreto per la cassa integrazione dei lavoratori Blutec; Prospettive occupazionali in Blutec con il coinvolgimento di FCA per dare risposte ai 1000 lavoratori ex Fiat e dell’indotto”.

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