Venezuela. Mattarella auspica una presa di posizione italiana pro-Guaidò. Ma il governo blocca la dichiarazione comune della Ue contro Maduro

Venezuela. Mattarella auspica una presa di posizione italiana pro-Guaidò. Ma il governo blocca la dichiarazione comune della Ue contro Maduro

Nella scelta tra “volontà popolare” e “violenza” non ci devono essere incertezze. Dopo giorni di silenzio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene sulla drammatica crisi venezuelana. Nel giorno in cui i maggiori Paesi europei, ma non l’Italia, si sono adeguati al diktat degli Stati Uniti e hanno riconosciuto presidente ad interim Juan Guaidò, oppositore del leader venezuelano Nicolas Maduro, il capo dello Stato ‘sprona’ l’Italia a prendere una posizione, forse oltrepassando i limiti imposti dalla Costituzione, che attribuisce la responsabilità della politica estera italiana al Parlamento, che è sovrano, e al governo.

Il discorso di Mattarella sugli italiani emigrati in Venezuela e sulle migrazioni in generale

Mentre dal Venezuela Maduro esorta l’Ue a non accodarsi a Donald Trump, a Roma la lettura della crisi venezuelana continua a dividere i due partiti di maggioranza, M5s e Lega, con i pentastellati che proseguono sulla linea della neutralità, mentre il partito di Matteo Salvini definisce Maduro “uno degli ultimi dittatori di sinistra” e chiede “elezioni prima possibile”. Insorgono, invece, le opposizioni che chiedono, con Pd e Forza Italia, che il governo riferisca al più presto in Parlamento. La situazione in cui versa il Paese latino-americano “richiede senso di responsabilità e chiarezza”, sostiene Mattarella, inaugurando il Centro per i rifugiati aperto dai gesuiti nel cuore di Roma. Il presidente della Repubblica, sprona l’Italia a rompere gli indugi. “Nella scelta che si propone non vi può essere né incertezza né esitazione. La scelta è tra volontà popolare e richiesta di autentica democrazia, da un lato, e, dall’altro, la violenza della forza e le sofferenze della popolazione civile”, afferma Mattarella, che offre una lettura del tutto “partigiana” della crisi venezuelana, e non cita i disastri provocati ad esempio alla popolazione da almeno 15 anni di sanzioni economiche. Il capo dello Stato sottolinea che la crisi venezuelana “è una condizione particolarmente rilevante per l’Italia, perché il legame tra Italia e Venezuela è strettissimo per i tanti italiani che vivono in Venezuela e per i tanti venezuelani di origine italiana”, e ricorda gli “oltre due milioni di venezuelani che sono fuggiti trovando asilo provvisorio nei paesi intorno”. Per loro, rimarca inviando un messaggio all’Europa sul tema della migrazione, “l’America Latina ha messo in campo un’azione solidale e concertata. Una scelta di grande importanza che è anche un insegnamento e un richiamo per l’Unione europea che non è ancora riuscita a elaborare un approccio e un programma comune” per fronteggiare il fenomeno “epocale”. “Il mondo diventa sempre più raccolto. I paesi, i continenti sono sempre più interconnessi, sempre più strettamente legati e quel che avviene in ogni parte del mondo – ribadisce il Capo dello Stato – riguarda tutte le altre parti. Questo sottolinea l’esigenza di interventi globali, come l’Onu sollecita a fare, perché nessun paese da solo è in grado di affrontare o di regolare una situazione di questo genere”. Se è così, l’attore principale della commedia planetaria della costruzione dei muri, ma non detto da Mattarella, è proprio Donald Trump, il presidente che ha dato il via alle iniziative contro Maduro, e che per primo ha riconosciuto Guaidò come capo dello stato venezuelano, dichiarando apertamente e candidamente che gli Usa stavano lavorando a questo progetto di eliminazione di Maduro da mesi.

Di Battista dà la linea ai 5Stelle: “noi neutrali”, mentre la Lega spinge verso il riconoscimento di Guaidò “contro Maduro, dittatore di sinistra”. Il governo italiano blocca la dichiarazione Ue

Dal fronte 5 stelle, Alessandro Di Battista respinge qualsiasi ipotesi che l’Italia possa prendere posizione a favore di Guaidò. “La quantità di democrazia che si vuole esportare in un paese è sempre direttamente proporzionale alla quantità di petrolio lì presente – scrive il pentastellato su Facebook -. Se il Venezuela non avesse la prima riserva di petrolio al mondo oggi nessuno si interesserebbe ai diritti del suo popolo. Ci vuole coraggio a mantenere una posizione neutrale in questo momento, lo so. L’Italia non è abituata a farlo. Ci siamo sempre accodati in modo vile agli ‘esportatori di democrazia’”. Mentre da parte Lega si fa trapelare che la posizione è diversa: Maduro è “uno degli ultimi dittatori di sinistra rimasti in giro, che governa con la forza e affama il suo popolo”, si sottolinea. “L’auspicio sono libere elezioni prima possibile”, si taglia corto da fonti leghiste. A Bruxelles, la divisione in seno ai due partiti di governo ha fatto sì che l’Italia abbia nuovamente bloccato una dichiarazione dell’Unione Europea sulla situazione in Venezuela. La dichiarazione, che doveva essere pubblicata nel pomeriggio dall’Alto rappresentante Federica Mogherini a nome dei 28 Stati membri, si limitava a reiterare il “sostegno” dell’Ue all’Assemblea nazionale venezuelana e al suo presidente e menzionava il fatto che alcuni Stati membri avevano riconosciuto Guaidò sulla base delle loro “prerogative”. L’Italia è stato l’unico paese a opporsi alla dichiarazione Ue sul Venezuela e non ha presentato controproposte. “L’Italia deve prendere il coraggio a due mani, seguire l’opinione del capo dello Stato e riconoscere Guaidò come presidente ad interim per andare a nuove elezioni in Venezuela”, chiede il presidente dell’Europarlamento, il forzista Antonio Tajani. “Quello che sta accadendo alla politica estera italiana è semplicemente infame. L’assurdo posizionamento grillino ci sta portando a dividerci dagli altri Paesi europei. E stiamo, nei fatti, appoggiando la dittatura di Maduro”, commenta il senatore Pd ed ex premier Matteo Renzi nella sua Enews settimanale.

Pd e Forza chiedono il dibattito in Parlamento

Pd e Forza Italia, con i rispettivi senatori Alessandro Alfieri e Anna Maria Bernini chiedono che il governo riferisca in aula. “A questo punto, dopo che il governo ha bloccato anche la dichiarazione Ue, insieme alla mozione depositata oggi, chiediamo che il Governo venga subito in Aula. E’ una decisione gravissima. Penso che la richiesta possa essere condivisa da tutta l’opposizione”, afferma Alfieri, capogruppo dem in commissione Esteri e primo firmatario della mozione sul Venezuela sottoscritta anche da Marcucci, Renzi e Casini. “M5s-Lega stanno cambiando i connotati della nostra politica internazionale, andando anche palesemente contro le raccomandazioni di Mattarella. L’Italia non può sostenere Maduro, come di fatto sta facendo il governo”, conclude l’esponente dem. “Forza Italia chiederà già oggi al ministro degli Esteri di venire al Senato per chiarire la posizione dell’esecutivo sul Venezuela”, ha annunciato la capogruppo forzista al Senato Bernini.

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