Venezuela. Dibattito in Parlamento. La maggioranza gialloverde approva due risoluzioni ambigue e generiche. Sconta la distanza su Maduro tra Lega e M5S e non riconosce Guaidò

Venezuela. Dibattito in Parlamento. La maggioranza gialloverde approva due risoluzioni ambigue e generiche. Sconta la distanza su Maduro tra Lega e M5S e non riconosce Guaidò

L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione M5s-Lega sulla situazione in Venezuela presentata sulla base delle comunicazioni del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Il documento ha registrato 266 voti favorevoli e 205 contrari (9 gli astenuti). La maggioranza impegna il Governo, peraltro in sostanziale sintonia con la posizione illustrata dallo stesso ministro, a continuare ad attivarsi affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane operanti nel paese e a assumere ogni iniziativa utile, anche in sede di Ue, affinché sia affrontata in priorità l’emergenza umanitaria, e la crisi economica e sociale, garantendo il necessario flusso di aiuti nel rispetto del diritto internazionale. L’Esecutivo viene inoltre sollecitato a condannare, con forza, ogni forma di violenza, repressione o conflitto armato in Venezuela e a sostenere gli sforzi diplomatici, anche attraverso la partecipazione a fori multilaterali, al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere, credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale.

Dopo la Camera dei deputati, ok anche nell’Aula del Senato alla risoluzione di maggioranza sulla crisi in Venezuela, perché si arrivi a elezioni “libere e credibili”, continuando a seguire le vie diplomatiche e affrontando la crisi umanitaria nel Paese. Bocciate le altre sei risoluzioni presentate dalle opposizioni, che avevano puntato sul riconoscimento della presidenza di Juan Gerardo Guaidò, attualmente alla guida dell’Assemblea nazionale. Il documento è passato con 150 voti favorevoli, 120 contrari e due astenuti. Si chiede al governo di “continuare ad attivarsi affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane operanti nel Paese; ad assumere ogni iniziativa utile, anche in sede di Ue, affinché sia affrontata l’emergenza umanitaria e la crisi economica e sociale”; “a condannare, con forza, ogni forma di violenza, repressione o conflitto armato; a sostenere gli sforzi diplomatici” al fine “di procedere nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere, credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale”.

Il ministro Moavero nell’informativa alle Camere: “nuove elezioni presidenziali nei tempi più rapidi possibili”

“La posizione del governo italiano è favorevole ad un clima che possa favorire una riconciliazione nazionale pur rimanendo ferma nella condanna delle violenze, nella chiara richiesta di nuove elezioni presidenziali credibili e nel non riconoscimento delle elezioni che si sono tenute in precedenza”, ha ribadito il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi nell’informativa al Senato sulla crisi in Venezuela dopo quella in mattinata alla Camera.  “Il Governo ritiene che le elezioni presidenziali dello scorso mese di maggio in Venezuela siano inficiate nella loro correttezza, legalità ed equità e, dunque, non attribuiscano legittimità democratica a chi ne sarebbe risultato vincitore, Nicolás Maduro. Di conseguenza, il Governo chiede con fermezza nuove elezioni presidenziali nei tempi più rapidi possibili. Devono essere elezioni libere, trasparenti e credibili; devono svolgersi in condizioni di piena democrazia e giustizia, con tutte le garanzie della comunità internazionale. Gli elettori venezuelani devono tornare padroni di scegliere chi li rappresenta e governa”. Il responsabile della Farnesina ha ripercorso le tappe della vicenda venezuelana, anche per rispondere alle critiche ricevute dal governo, specificando che l’esecutivo ha tenuto “regolarmente al corrente con lealtà e trasparenza i nostri alleati tradizionali, gli altri Governi dei Paesi dell’Unione europea, gli Stati Uniti e le Nazioni Unite”. “La condanna di ogni tipo di violenza, la richiesta di nuove elezioni presidenziali – aggiunge il ministro degli Esteri – restano i nostri punti cardine, ed è anche fondamentale agire al fine di far affluire gli aiuti umanitari per rispondere a tali esigenze primarie del popolo venezuelano. A questo proposito l’Italia ha anche proceduto ad un primo stanziamento di emergenza del valore di 2 milioni di euro, che è stato deciso a favore della popolazione del Venezuela, da erogarsi nel più assoluto rispetto dei principi del diritto internazionale umanitario”.

Due voci critiche dal dibattito parlamentare: Palazzotto, Sinistra Italiana, e Quartapelle, Pd

“Le Nazioni Unite sono il grande assente di questo dibattito parlamentare. Le iniziative unilaterali di riconoscimento di Guaidò come presidente ad interim non aiutano a trovare una soluzione politica che scongiuri il rischio di una guerra civile”, ha detto nell’Aula della Camera Erasmo Palazzotto di Leu in dichiarazione di voto sulle risoluzioni sul Venezuela. “Non si tratta qui di condannare o meno le violazioni dei diritti umani in Venezuela, ma di riaffermare il diritto internazionale ed il ruolo delle Nazioni Unite nella soluzione di questa crisi. L’interesse principale del nostro Paese dovrebbe essere quello di tutelare la comunità italiana presente in Venezuela scongiurando qualsiasi azione militare”, ha concluso.

“Ci aspettavamo da Moavero una parola chiara sullo schieramento dell’Italia a fianco della democrazia e della difesa dei diritti umani, ma non è arrivata nemmeno oggi. Da settimane sul Venezuela assistiamo a linee contrastanti, abbiamo dovuto vedere il ministro degli Esteri mettere il veto italiano in sede europea contro la posizione comune di tutti gli Stati membri. Abbiamo dovuto subire la vergogna di ricevere il ringraziamento da parte di un dittatore”. Così Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera. “Limitarsi, come ha fatto il ministro, a sperare che ci siano elezioni – aggiunge – è una posizione doppiogiochista e vile. Utile, forse, a tenere unita la maggioranza. Inutile per contribuire a sbloccare la situazione in Venezuela. Inutile per chiarire con chi stiamo. Dobbiamo scegliere: o si sta con la democrazia, con la libertà, con lo Stato di diritto, oppure se non è così l’Italia sta con Maduro”.

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