Sanremo 2019. Ricordi e parole: da Pino Daniele a Mia Martini. Baudo: “La musica è bella nella sua natura”. Verso la finalissima

Sanremo 2019. Ricordi e parole: da Pino Daniele a Mia Martini. Baudo: “La musica è bella nella sua natura”. Verso la finalissima

Il palco dell’Ariston di Sanremo si rinnova anche in questa 69esima edizione come luogo celebrativo della bellezza artistica e musicale del presente e, soprattutto, del nostro passato. Tra un ricordo sonoro e un pensiero poetico, ritorni e arrivederci, procedono a ritmo serrato ad una ad una le cinque serate sanremesi, orchestrate dal genio del direttore artistico, Claudio Baglioni, insieme a Virginia Raffaele e Claudio Bisio. È partito oramai il conto alla rovescia per l’inizio dell’ultima serata, quella della finalissima.

Le emozioni che non hanno tempo: il meglio di Sanremo 2019

“Il cantautore ha come delle antenne sensoriali che cantano sentimenti, suggestioni, stati d’animo – ha dichiarato Baglioni – Le emozioni, ecco, quelle che vibrano nell’aria, e poi le restituiscono al pubblico”. È così che brani come “Quello che le donne non dicono”, scritto anche da De Gregori, Ron e Pino Daniele nel 1987 e cantato da Fiorella Mannoia, prendono di nuovo corpo e voce, di fronte ad un pubblico entusiasta che non li ha di certo dimenticati. “Molti mi dicono: ‘Ma come mai hai questa voglia di apparire in tv?’ -ha detto Pippo Baudo, ospite di una delle serate, di fronte ai saluti affettuosi della platea all’Ariston – Io ho risposto: ‘Perchè, come si fa a rinunciare a questo affetto? A quest’abbraccio?”. Il calore del pubblico diviene motore della musica e porta sul palco artisti del calibro di Riccardo Cocciante e Antonello Venditti, esibitosi a piano e voce con Baglioni in “Notte prima degli esami”, che ci riporta indietro di vent’anni, e “Nata sotto il segno dei pesci”, altro brano che non ha bisogno di presentazione.

Nuove collaborazioni, come quella di Marco Mengoni e Tom Walker, che portano la loro “Hola”, già hit in tutte le radio, e vecchi incontri all’Ariston, come nel caso di Michele Hunziker in una reunion con Bisio, compagno di avventure ai tempi di Zelig, che hanno regalato allegria sul palco. “Tornare qui (dopo aver vinto con “Essenziale” nel 2013), è sempre abbastanza emozionante. Le gambe tremano – ha detto Mengoni – Sanremo mi ha cambiato la vita, ha dato una bella sterzata”. Mengoni, molto acclamato dal pubblico che lo chiama per nome, festeggia quest’anno i dieci anni di carriera, traguardo raggiunto anche da Alessandra Amoroso, che deve molto a Claudio Baglioni. “Sono i nostri dieci anni di carriera, Claudio, tu sei stato il primo a credere in me. Grazie” ha dichiarato la cantante leccese.Grande acclamazione anche per Luciano Ligabue, unico ospite d’onore della quarta serata dei duetti, che dopo aver cantato “Luci D’America” e “Urlando contro il Cielo”, ha omaggiato Francesco Guccini.

Ricordi e parole: da Pino Daniele a Mia Martini, gli anni più belli della musica italiana

“La musica è eterna, è bella nella sua natura perchè non c’è una fissità di date, si può spaziare avanti e indietro nel tempo” ha proseguito Pippo Baudo. Ci sembra così che anche i grandi artisti del passato siano lì a rinnovare il proprio impegno intellettuale, un dovere di cuore verso l’umanità intera, attraverso il patrimonio artistico lasciatoci in eredità. Nasce spontaneo ricordare così Pino Daniele, per mezzo della consegna del Premio alla Carriera della Città di Sanremo, ritirato dalle due figlie Cristina e Sara, di fronte ad una commossa standing ovation. Un momento di raccoglimento anche per il ricordo di Mia Martini, che rivivrà grazie a Serena Rossi nel film “Io sono Mia”. L’attrice e cantante napoletana, ospite all’Ariston, ha cantato con il direttore artistico “Tu nell’universo”, mentre Virginia Raffaele ha recitato “Oltre la collina”, brano scritto all’epoca per la Martini proprio da Baglioni.

“Questo film è un atto d’amore per Lei – ha affermato Serena Rossi – È arrivato il momento di chiederle scusa per tutto quello che le hanno fatto”. Omaggio a Sergio Endrigo con “Ci vuole un fiore” e a Lucio Battisti sulle note di “Un’avventura” con la partecipazione di Laura Chiarti e Michele Riondino, nei cinema a febbraio con un nuovo film ispirato allo stile di vita del cantautore.

Qualcosa in più sulle canzoni in gara

Anche la serata dei duetti si è conclusa e ha visto alternarsi sul palco più di 50 cantanti, con risultati più o meno apprezzati dal pubblico. E il momento è solenne: Motta con Nada vincono il premio per il miglior duetto, con un brano che si rivolge all’Italia di oggi, quella che ci appartiene. Le canzoni in gara sembrano essere il dipinto fedele dei giorni nostri, spaziano infatti dall’amore puro e incondizionato, presente nel brano del trio Il Volo, all’amore tormentato e dubbioso della Bertè, fino a quello per cui lottare fino all’ultimo, cantato da Paola Turci, accompagnata in quarta serata da Beppe Fiorello; da Ghemon con Diodato e i Calibro 35; da Einar con Biondo e Sergio Sylvestre, fatto di ostacoli e salite. Amore che attenua il dolore, come la pensano Renga e Ultimo, accompagnato da Fabrizio Moro.  Rapporti difficili, dovuti alle incomprensioni, come ci ricordano Federica Carta e Shade, insieme a Cristina D’Avena, e dipesi da genitori violenti e malvagi, come nei testi di Irama, accompagnato da Noemi, e Mahmood. C’è chi si dedica a tematiche di difficile trattazione come Daniele Silvestri che porta la storia di un adolescente in riformatorio, affiancato da Manuel Agnelli e Rancore. Chi celebra la gioventù, come i Negrita accompagnati da Enrico Ruggeri e dalla tromba di Roy Paci, e chi la spensieratezza di ritrovare se stessi, come Arisa accompagnata da Tony Hadley, frontman degli Spandau Ballet, e la volontà di far capire all’altro che si ha sempre bisogno di un abbraccio che faccia sentire protetti, come Simone Cristicchi insieme a Ermal Meta. E ancora, Achille Lauro accompagnato da Morgan; Boomdabash da Rocco Hunt; The Zen Circus da Brunori SAS; Patty Pravo e Brigo da Giovanni Caccamo.

Classifica provvisoria Sala Stampa

La votazione della Sala Stampa, che influenza per il 30% sul totale dei voti, ha suddiviso i 24 cantanti in gara in tre aree. In area blu, tra i preferiti, troviamo: Achille Lauro, Arisa, Loredana Bertè, Daniele Silvestri, Mahmood, Ultimo, Irama, Simone Cristicchi. Nell’area intermedia gialla, troviamo: Il Volo, Ex-Otago, Ghemon, Paola Turci, Enrico Nigiotti, Francesco Renga, Motta, The Zen Circus. A rischio, nella zona rossa: Einar, Nek, Negrita, Federica Carta e Shade, Anna Tatangelo, Patty Pravo con Briga, Boomdabash, Nino D’Angelo e Livio Cori.

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