Roma. La sindaca Raggi: “Stadio si fa, inizio lavori entro anno”

Roma. La sindaca Raggi: “Stadio si fa, inizio lavori entro anno”

“Vi diciamo subito che lo stadio si fa”. Così la sindaca di Roma apre la conferenza stampa in Campidoglio. “Lo stadio si fa”, dice, “e i proponenti potranno aprire i cantieri entro l’anno”. Raggi illustra la relazione del Politecnico di Torino sul progetto, che vede la costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. “Non siamo contro le opere e le grandi opere. Siamo a favore delle opere utili che portano benefici alla città e ai cittadini, come in questo caso”.  “Ho richiesto questo parere e non ero obbligata. La stessa Procura ha detto che non c’erano problemi sul progetto, ma ho voluto verificare che tutti gli ok non fossero solo formali. Questo parere esterno lo conferma, è un altro via libera. Il parere sarà pubblicato oggi integralmente”, ha spiegato Raggi illustrando la relazione del Politecnico di Torino sui flussi di traffico nella zona dove è prevista la realizzazione dell’impianto sportivo. Sui flussi di traffico nell’area Di Tor di Valle dove è previsto il nuovo stadio della Roma il “problema c’è, Roma ne è consapevole” ma “c’è anche la soluzione nel Pums (il piano urbano della mobilità sostenibile di Roma, ndr) che è in fase di avanzata elaborazione”. Lo ha detto Bruno Dalla Chiara, referente del gruppo di lavoro per il Politecnico di Torino nel corso della conferenza stampa sullo Stadio della Roma con la sindaca Virginia Raggi. Dalla Chiara ha indicato le soluzioni nell'”offerta plurimodale ferroviaria, pedonale ciclabile e di sharing mobility. Nella misura in cui queste azioni verranno attuate prima della messa in esercizio dello stadio”. Poi le opposizioni, con il Pd che incalza: “La relazione del Politecnico di Torino sullo stadio di Tordivalle ci dice che dovrà essere raggiunto con i mezzi pubblici e meglio su rotaia che su gomma. Conferma pertanto la necessità delle opere pubbliche già indicate nel progetto Caudo, votato dall’Assemblea Capitolina nel 2014 e tagliate dall’amministrazione Raggi”. Lo scrive in una nota il capogruppo del PD capitolino Giulio Pelonzi.

“Con una differenza sostanziale che prima le avrebbe fatte il proponente ed ora se le dovrà accollare il pubblico. Quindi, solo se la mobilità privata verrà contenuta si eviteranno le catastrofiche previsioni iniziali contenute nello studio elaborato nella città sabauda – aggiunge -. La montagna ha partorito il topolino, viste le prescrizioni già previste dalla conferenza dei servizi. Per evitare le famose ‘catastrofiche´ previsioni dell’ateneo torinese la Sindaca offre quindi la ricetta dell’ammodernamento della Roma-Lido e l’adeguamento funzionale delle stazioni: Ostiense, Magliana e Tordivalle, con costi pubblici di circa 200 milioni di euro e ben superiori agli investimenti dei privati, pari ad 80 milioni di euro. Per giunta il ponte di Traiano, altra infrastruttura viaria propedeutica allo stadio, è stato escluso in quanto in contrasto con il PUMS orientato a favorire la mobilità pubblica – continua Pelonzi -. Resta quindi da realizzare un’altra le opera pubblica fondamentale anch’essa finanziata con fondi pubblici ovvero: il ponte dei Congressi pari a circa 80 milioni di euro”.

“Lo sbilanciamento dei costi a carico del pubblico per la realizzazione dello stadio è evidente, come è evidente la marginalità delle opere a carico del privato finalizzate alla mobilità di accesso allo stadio. La sindaca Raggi implicitamente afferma di confidare che queste opere saranno realizzate da Stato- regione e comune in tempi brevi – prosegue Pelonzi -. L’annuncio dell’imminenza della posa della prima pietra dello stadio è stata oggi reiterata senza alcuna certezza sulla realizzazione delle infrastrutture relative all’accessibilità della struttura già al momento della prima utilizzazione pubblica. La relazione misteriosa tenuta riservata per giorni si rileva quindi un documento inutile che non aggiunge alcunché ad un brutto progetto che lascia in sospeso molti interrogativi: uno su tutti quello relativo al reale interesse pubblico, su chi dovrà realizzare e con quali tempi le opere pubbliche necessarie all’accesso al nuovo stadio”, conclude.

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