Roma. Ama, municipalizzata per l’ambiente: la sindaca Raggi azzera il cda (nominato da lei stessa) dopo aver bocciato il bilancio. Forti preoccupazioni dei sindacati per il destino dei lavoratori

Roma. Ama, municipalizzata per l’ambiente: la sindaca Raggi azzera il cda (nominato da lei stessa) dopo aver bocciato il bilancio. Forti preoccupazioni dei sindacati per il destino dei lavoratori

E’ finita l’era di Lorenzo Bagnacani all’Ama. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha licenziato il presidente della municipalizzata che si occupa di smaltimento e raccolta dei rifiuti, e ha azzerato l’intero consiglio di amministrazione. Il provvedimento è stato adottato a seguito di una memoria approvata dalla giunta capitolina che prende atto dei disservizi e del mancato raggiungimento, da parte della governance, degli obiettivi prefissati. Bagnacani, arrivato da Torino per risolvere l’emergenza rifiuti nella capitale, lascia dopo meno di due anni dalla nomina, effettuata dalla stessa sindaca Raggi che oggi lo ha licenziato. La decisione è arrivata al termine del lungo braccio di ferro che si è consumato sul bilancio dell’azienda e che ha portato alle dimissioni dell’assessore all’Ambiente, Pinuccia Montanari. Un bilancio firmato dall’ormai ex presidente, respinto dal Campidoglio pochi giorni fa.

“Con l’ennesimo licenziamento del cda Ama la sindaca Raggi raggiunge l’imbarazzante record di 5 vertici cambiati in meno di 3 anni: Fortini, Solidoro, Giglio, Bina, Bagnacani”, è stato il commento al veleno del deputato del Partito democratico Michele Anzaldi a cui ha fatto eco il collega dem Stefano Pedica: “Non basta far saltare qualche testa per far dimenticare ai romani che la responsabile dello scempio di Roma è la sindaca”, ha attaccato. L’ordinanza, firmata da Raggi, assegna al Collegio Sindacale di Ama spa la gestione delle attività aziendali per il periodo di tempo strettamente necessario alla ricostituzione del cda. La sindaca ha assicurato alle organizzazioni sindacali, convocate in Campidoglio, che le nomine arriveranno in tempi brevi e che Ama resterà pubblica. Raggi ha poi escluso rischi per il pagamento degli stipendi ai dipendenti e ha confermato l’impegno a farsi garante della tenuta economica dell’azienda. ”Nel corso dell’incontro convocato di urgenza per oggi al Campidoglio, la sindaca Virginia Raggi ha confermato la revoca del cda di Ama, garantendo l’impegno dell’amministrazione a fare in modo che gli equilibri finanziari della municipalizzata permettano l’erogazione degli stipendi ai lavoratori. Prendiamo atto delle decisioni. Per quanto ci riguarda, ben vengano le rassicurazioni, ma servono fatti, e in tempi rapidissimi. Aspettiamo la successiva convocazione non appena saranno nominati i nuovi vertici”, dichiarano in una nota i segretari generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio, Natale Di Cola, Marino Masucci e Massimo Cicco, al termine dell’incontro su Ama in Campidoglio. ”Lo stato di agitazione rimane: i lavoratori sono stanchi di vivere nella preoccupazione e di far fronte a una situazione critica, che vede quasi la metà dei mezzi a disposizione fermi, e meritano di essere coinvolti”. ”Come già detto – proseguono Di Cola, Masucci e Cicco – non bastano le buone intenzioni: il Campidoglio deve agire rapidamente per superare questa fase. Senza un bilancio, che sarà il nuovo Cda ad approvare, e senza un piano industriale che guardi alle reali esigenze della città, non si possono fare investimenti né assunzioni. È un’impasse che si trascina da troppo tempo, in modo inaccettabile. Finora è stato perso troppo tempo prezioso – concludono – e a farne le spese sono gli 8mila lavoratori dell’Azienda e tutti i cittadini della Capitale: Ama ha bisogno di poter operare con solidità e con una visione chiara del proprio futuro, che è e deve restare pubblico”.

In una nota il segretario regionale della Uil del Lazio, Giuliano Sciotti e il commissario della Uil Trasporti Lazio Alessandro Bonfigli esprimono forte preoccupazione per lo stato in cui è venuta a trovarsi la municipalizzata dei rifiuti a Roma. “Non sono stati sufficienti due assessori della giunta Raggi a modificare in positivo il ciclo dei rifiuti a Roma – proseguono i sindacalisti – anzi l’emergenza è notevolmente aumentata in questa città ancora priva d’impianti, basti pensare alla situazione del Tmb Salario, e di un’adeguata iniziativa industriale. Portiamo i nostri rifiuti fuori Regione, rischiamo multe europee per la gestione del percolato della discarica di Malagrotta e non siamo in linea con gli standard dei livelli di raccolta differenziata. In tutto ciò, ancora non abbiamo capito la vera questione del bilancio non approvato, che ha privato Roma di un vertice aziendale e per l’ennesima volta di un assessore. Sappiamo solo che adesso Ama è davvero a rischio, nonostante le rassicurazioni della prima cittadina. Noi continueremo a informare i lavoratori e nelle prossime ore sarà convocata un’assemblea”.

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