Pomigliano (Na). Di Maio torna nel suo liceo, blindato, e fa becera propaganda. Studenti dell’Uds, operai e disoccupati lo contestano

Pomigliano (Na). Di Maio torna nel suo liceo, blindato, e fa becera propaganda. Studenti dell’Uds, operai e disoccupati lo contestano

“Sono uno studente dell’Imbriani, iscritto al quinto anno, e devo fare attenzione a protestare. Sono stato minacciato, mi è stato detto che il voto in condotta è variabile” afferma Luca Iuliano, ha 18 anni, coordinatore dell’Unione degli studenti di Pomigliano d’Arco (Napoli), la sigla che lunedì ha contestato il vicepremier Luigi Di Maio, all’esterno del liceo classico-scientifico Vittorio Imbriani, la scuola dove il ministro ha conseguito il diploma. Di Maio è arrivato all’istituto poco dopo le 9 e ad attenderlo c’erano gli studenti insieme a gruppi di lavoratori e disoccupati, che chiedevano un incontro al vicepremier. “Siamo stati ricevuti dall’entourage del ministro – spiega Iuliano – anche se li conoscevamo già tutti. Sono politici di Pomigliano d’Arco e prima per loro eravamo gli studenti buoni, perché protestavamo insieme contro il Jobs Act, la Buona scuola e il referendum costituzionale. Ora, invece, sono scappati via mentre parlavamo. Ci hanno liquidati perché non sanno cosa dirci. E poi ci usano, ci strumentalizzano e dicono che siamo del Pd”.

Gli studenti dell’Uds di Pomigliano: “Di Maio non ha visto in che condizioni è ridotto il suo liceo?”

Gli studenti volevano rassicurazioni dal ministro rispetto ai fondi destinati alla scuola e all’edilizia scolastica, in particolare. “I 5 Stelle sono uguali a tutti gli altri – attacca il coordinatore dell’Uds -. Di Maio ha detto di essere venuto qui in qualità di ex studente. Non è vero, è un ministro. E’ venuto a parlare di reddito di cittadinanza e a firmare un accordo per l’alternanza scuola-lavoro quando in campagna elettorale dicevano di essere contrari all’alternanza… Di Maio non ha visto in che condizioni è ridotto il suo liceo? Questa scuola è la più nuova di Pomigliano ed è in condizioni pessime”. Tra gli studenti che protestavano contro Di Maio c’era anche Maurizia Di Buono, studentessa di 16 anni e rappresentante d’istituto, che nei giorni scorsi aveva denunciato per prima di aver ricevuto ‘pressioni’ dal preside in caso di contestazioni al vicepremier. “Sono stata tartassata dai media in questi giorni”, ha spiegato, incassando anche la solidarietà di Di Maio. “Maurizia ha tutta la mia solidarietà per gli attacchi e le pressioni dei media. Funziona così…”, ha detto il ministro, prima di abbandonare il liceo scegliendo un’uscita secondaria. Mentre fuori andava in scena la protesta, con gli studenti che urlavano ‘Noi Di Maio non lo vogliamo’ esponendo uno striscione con la scritta ‘Basta passerelle, esci e parla con noi’, mentre nell’auditorium del liceo, decine di docenti e studenti chiedevano un selfie al ministro. “Chiamatemi Luigi, non onorevole”, ha detto Di Maio a un gruppo di ragazzi che gli chiedevano una foto. Il ‘ragazzo’ si è scattato un selfie anche con la sua ex insegnante di matematica, con la quale si è intrattenuto a parlare qualche minuto, prima di concedere un’intervista alla redazione dell’Imbriani, durante la quale ha detto che “a 10 anni, da grande, avrei voluto fare il poliziotto”. Paradossalmente, a metter fine a questa giornata sono state le parole dello stesso dirigente scolastico, Toscano, che, nell’imbarazzo di molti, ha concluso la cerimonia dicendo: “Grazie al bravissimo ministro Di Maio che risolve tutti i problemi e che certamente risolverà anche i problemi della scuola”. Poteva risparmiarsela, anche perché purtroppo orribilmente diseducativa.

Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale Uds: “nessuna intenzione di migliorare la scuola pubblica”

“E’ gravissimo quanto successo stamattina a Pomigliano: dopo settimane di minacce da parte del preside che ha proibito agli studenti di esporre a Di Maio i problemi della scuola pena l’abbassamento dei voti di comportamento, il governo ha risposto con violenza e repressione accerchiando gli studenti riuniti in presidio per chiedere un confronto aperto”, scrive Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti, in una nota. “Mentre il ministro finge di volere un confronto in realtà ci sfrutta solo per la sua propaganda – continua Biazzo – dentro e fuori la scuola è impedito ogni tipo di dissenso e libertà di espressione agli studenti che parlano di tagli, scuole fatiscenti e mancanza di diritto allo studio, si risponde con scudi, manganelli e sanzioni”. “Il governo vuole nascondere una grande verità: non c’è nessuna intenzione di migliorare la scuola pubblica”, conclude l’Unione degli Studenti.

Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana: “Una passerella elettorale del vicepremier Di Maio da evitare”

“Le immagini di oggi dal Liceo Imbriani di Pomigliano, non sono un bel vedere”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Una passerella elettorale del vicepremier Di Maio – prosegue il leader di SI – in una scuola pubblica cosi come è avvenuto oggi poteva essere evitata”. “Considerare come pericolosa una normale contestazione da parte degli studenti, così come aver cercato di impedire loro di intervenire e di prendere parola sui tagli all’istruzione, sulle scuole fatiscenti e sulla mancanza di fondi per il diritto allo studio è il segno di debolezza e di arroganza di un esecutivo – conclude Fratoianni – che nulla sta facendo per salvare la scuola pubblica del nostro Paese. Ed è di fatto una sberla in faccia al futuro di questi ragazzi”.

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