Piazza san Giovanni. Una straordinaria manifestazione di unità e di maturità politica del popolo di Cgil, Cisl e Uil. Un bisogno di “cambiamento verso sinistra”

Piazza san Giovanni. Una straordinaria manifestazione di unità e di maturità politica del popolo di Cgil, Cisl e Uil. Un bisogno di “cambiamento verso sinistra”

Centinaia di migliaia di persone a piazza san Giovanni lasciano il segno, sabato 9 febbraio del 2019. Una scenografia straordinaria, di bandiere, palloni e palloncini, gilet rossi (come la Cgil), azzurri (come la Uil) e biancoverdi (come la Cisl), e tanti giovani, insieme ai padri e alle madri, e tante famiglie, perfino con bimbi. Attraversando il corteo, si aveva la sensazione, forte, di una contaminazione finalmente raggiunta tra i popoli delle tre confederazioni, Cgil, Cisl e Uil, e vedevi materializzarsi quello spirito unitario che aleggiava già da qualche tempo. Il recupero dell’unità sindacale di Cgil, Cisl e Uil sembrava una condizione comune, per le centinaia di migliaia di persone, tanto nel corteo quanto nella piazza. Anzi, la condivisione di una certezza: che l’unità è un bene comune, sul quale certo tocca ancora lavorare, ma che si è sulla strada giusta. Ed anche sul palco, nel succedersi degli interventi che hanno preceduto i tre leader, si è avuta la stessa plastica manifestazione di unità.

Così, la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil a piazza san Giovanni “è da annoverare tra le più grandi e partecipate manifestazioni svoltesi negli ultimi decenni a Roma”, come scrivono i tre sindacati, che, “in riferimento ad alcune cifre diffuse in queste ore, ribadiscono di non voler quantificare il dato relativo alla partecipazione”. Infatti, “ogni stima – sottolineano Cgil, Cisl e Uil – rischierebbe di essere sottodimensionata: piazza San Giovanni era stracolma e la stragrande maggioranza dei partecipanti al corteo non è riuscita ad accedere alla piazza e ha riempito così anche le strade contigue”. L’ex leader della Cgil, Susanna Camusso, che insieme a Furlan, Cisl, e a Barbagallo, Uil, fin dal mese di novembre aveva lanciato la proposta di una manifestazione nazionale unitaria per sostenere la piattaforma economica e sociale messa a punto dai sindacati confederali, commenta sul palco: “sono soddisfatta di questa piazza. Negli ultimi anni hanno cercato di spaccarci? Come si vede, non ci sono riusciti”. No, proprio non sono riusciti, gli attuali inquilini di Palazzio Chigi, del Mise e del Viminale, a dare concretezza al piano di disintermediazione e di delegittimazione del sindacato, che in verità viene da lontano, e attraversa anche parte del governo di centrosinistra, con Matteo Renzi, che proprio oggi pare aver dimenticato di twittare sulla bellissima manifestazione di piazza san Giovanni.

In piazza con Cgil, Cisl e Uil tanta sinistra, vecchia e nuova

In piazza con Cgil, Cisl e Uil, non c’era Renzi, ma c’erano anche i leader della sinistra, vecchi e nuovi. A sfilare alla manifestazione del popolo del lavoro a Roma, tra gli altri, assieme ai candidati alla segreteria Pd Nicola Zingaretti e Maurizio Martina, al segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, c’erano pure Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani, ex segretari generali della Cgil, assieme a Massimo D’Alema. “Siamo in piazza contro un governo che sta devastando il paese”, ha detto Martina, aggiungendo poi in un tweet: “Il nostro posto è qui. Con il mondo del lavoro che chiede futuro e non si rassegna. In tantissimi oggi in piazza contro le scelte di Lega e Cinque Stelle”. “Questa è una piazza importante – ha sottolineato Fratoianni – perché pone una questione decisiva per il Paese: c’è bisogno di lavoro, di dare un futuro senza precarietà alle generazioni piu giovani, ridare dignità ai diritti dei lavoratori. L’Italia è in recessione, i problemi sociali continuano ad aumentare – ha proseguito il leader di SI – e il governo cosa fa? Se la prende con i più deboli, con i migranti, non intacca la diseguaglianze crescenti, e Di Maio dice di non capire perché oggi si manifesta in piazza. Non ci siamo proprio. Questa grande piazza esige una risposta. Ora”. In piazza con Cgil, Cisl e Uil anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, deputata di Leu. “Esiste un’alternativa alla politica di questo governo inconcludente e c’è una grande priorità nel nostro Paese: il lavoro!”, ha scritto in un tweet.

“Questa è una manifestazione importante per riaffermare il valore del lavoro. La sinistra si trova in una condizione drammatica anche per aver tagliato il legame profondo con questo mondo. Questa è un’occasione importante per tutto il centrosinistra”, afferma Massimo D’Alema durante il corteo. D’Alema parla poi del nuovo segretario della CGIL: “Non do un consiglio a Landini, lui è persona seria e affidabile, gli auguro buon lavoro”. Per Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, “il mondo del lavoro ha bisogno di investimenti, questa manifestazione è per chiedere di riaffermare il diritto al lavoro come valore fondante della democrazia”. Il presidente della Regione Lazio ha poi aggiunto: “quello che noi denunciamo è una mancanza di prospettiva economica che infatti sta mettendo in mezzo alla strada una parte di questo Paese”. In piazza san Giovanni anche Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali. Fassina afferma: “Il governo ascolti piazza San Giovanni: qui c’è una parte di popolo che soffre, che chiede dignità del lavoro e giustizia sociale. Qui c’è una parte di popolo che non è contro il reddito di cittadinanza e ‘quota 100’, ma è per un un piano di investimenti pubblici, in piccole opere, soprattutto nel Mezzogiorno, per le infrastrutture e lo sviluppo sostenibile”. Fassina aggiunge: “Qui c’è una parte di popolo che vuole fermare l’autonomia differenziata, la ‘secessione dei ricchi’, la fine della scuola pubblica e della sanità, la fine dell’unità nazionale che la Lega Nord impone al Parlamento. Qui, non c’è chi vuole la restaurazione. Chi oggi è qui stava qui anche contro il Jobs Act e contro i voucher. Stava qui anche contro la revisione costituzionale. E’ una piazza che merita rispetto e attenzione politica”. In piazza anche alcune personalità di spicco di Mdp, tra le quali Roberto Speranza e Arturo Scotto, che afferma: “Questa piazza chiede di ripartire dal lavoro. Le tante persone che oggi sfilano lo fanno per chiedere investimenti che creino buona e sana occupazione”.

Le tante voci dalla piazza san Giovanni: “Un cambiamento verso sinistra”. Un piazza dura anche col Pd, e delusa dal M5S

Lo chiede la piazza unanimente. Tra i manifestanti sono in tanti a chiedere una svolta “verso sinistra, con alla base solidarietà, coesione ed equità sociale”, ma lo smarrimento è notevole di fronte alle alternative politiche da contrapporre al governo gialloverde e tra la folla si fatica a trovare qualcuno che supporti il Partito Democratico. “Il Pd? Ma quale Pd?- domanda Paolo, pensionato veneto – io mica ho votato per loro alle ultime elezioni. Ho votato per Articolo 1, Liberi e Uguali, o come si chiama… ma ora come si fa a sostenere un governo che fa quei casini. Scherziamo?”. Francesca, insegnante campana, auspica “un cambiamento vero, verso sinistra, non come quello promesso dal governo di adesso”. Ma alla domanda se il Pd possa essere una alternativa credibile arriccia il naso, “memore di quello che fece per la scuola. Ma con questo governo siamo finiti dalla padella alla brace”. Appoggiato ad una balaustra c’è Yuri, piercing al sopracciglio e lavoratore precario. Non indossa felpe sindacali e non sventola alcun vessillo. Applaude a lungo l’intervento del segretario Cgil Landini. “Parole di sinistra, finalmente – esclama con accento romanesco – il Pd… lassamolo perde. Alle ultime elezioni non ho votato, ma se l’avessi fatto non avrei certo votato Renzi”. Delusione tra alcuni ex elettori o simpatizzanti M5S. I primi sette mesi di governo “hanno mostrato incoerenze”, sostengono alcuni. Altri sottolineano la figura di Di Maio, “ormai nelle mani di Salvini”. “Stanno facendo maggioranza e opposizione all’interno dello stesso governo”, aggiunge un altro. “Non li ho mai votati- spiega Osvaldo, studente universitario di Lucca- ma almeno mi ispiravano fiducia per quanto riguarda il rispetto delle regole e della democrazia. Ma poi cerchi consenso, facendo amicizia coi gilet gialli in Francia”. Stefania, dalla provincia di Roma, è una ex elettrice pentita. “Li ho votati, ma ora sono delusa. Si sono dimostrati incoerenti su troppe cose. Il reddito di cittadinanza è una misura che mi piace come idea, ma non per come è strutturata”.

La protesta dei poliziotti in piazza san Giovanni 

Protestano contro il governo anche i poliziotti. “Siamo in piazza – spiega una nota della segreteria nazionale Silp Cgil, presente al corteo con uno striscione e con un centinaio di operatori liberi dal servizio – perché crediamo fermamente che per ridare lavoro, sviluppo e futuro a questo paese siano assolutamente inadeguate le misure previste dalla legge di bilancio. Così come sono inadeguate le risorse per le forze dell’ordine, inferiori rispetto anche al recente passato per quel che riguarda il contratto e il riordino delle carriere”. “Un governo – prosegue il Silp Cgil – che fino ad oggi ha vissuto di annunci e promesse, che sulla sicurezza non ha immesso le necessarie risorse per gli operatori e che ha incrementato la paura, pone ai poliziotti democratici la necessità di far sentire con forza la propria voce. E di farlo assieme agli altri lavoratori. Perché solo tutti insieme – conclude il sindacato di polizia -, senza egoismi e corporativismi che richiamano le stagioni peggiori della nostra storia, possiamo davvero sperare in un’Italia diversa. In un’Italia migliore”. Un’Italia diversa e migliore è la speranza che le centinaia di migliaia di persone a piazza san Giovanni, Roma, il 9 febbraio lanciano a tutta la nazione.

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