Maurizio Landini, segretario generale Cgil, a Ottoemezzo su La7. “Il governo non riconosce le parti sociali”, e a Di Maio chiede di verificare il suo reddito, trasparente

Maurizio Landini, segretario generale Cgil, a Ottoemezzo su La7. “Il governo non riconosce le parti sociali”, e a Di Maio chiede di verificare il suo reddito, trasparente

“Il governo ha scelto ad oggi di non avere un’interlocuzione con i sindacati, di fatto sta scegliendo di non riconoscere le parti sociali e i sindacati che le rappresentano, e fa un errore molto grave secondo me, perché da solo non lo cambia questo Paese. Anche altri a un certo punto hanno pensato di poter fare senza il sindacato, ma faccio notare che oltre a non aver cambiato il Paese, hanno avuto anche grandi problemi di consenso”, ha affermato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ospite mercoledì sera a “Otto e mezzo” su La7.

“Mai stati in disaccordo a combattere la povertà – ha aggiunto rispondendo a una domanda sul reddito di cittadinanza -, ma ormai siamo in un paese in cui si è poveri anche lavorando. I salari sono molto bassi e le condizioni pesantissime. Noi siamo convinti che fosse meglio il Rei, perché per combattere la povertà non basta più il lavoro. E il lavoro non lo creano i centri per l’impiego ma gli investimenti, e questo governo li ha bloccati. Ci sono 36 grandi opere bloccate, anche se si parla solo di Tav”, insiste il leader della Cgil. “Con Cisl e Uil – prosegue – stiamo redigendo una proposta fiscale che preveda anche una discussione di una patrimoniale. Perché penso che non solo valga la progressività per cui chi prende di più, dà di più. Ma anche chi ha di più, può contribuire maggiormente”.

Landini torna anche a sottolineare che “il mio stipendio non è pagato da soldi pubblici, come quello di chi sta in parlamento o al governo, ma dagli iscritti al sindacato che ogni mese decidono di versare l’1% del proprio stipendio. I nostri bilanci sono pubblici, così come la mia retribuzione: io dovrei prendere circa 3.700 euro netti al mese, che in quanto segretario generale è il massimo retribuito nella Cgil. E se Di Maio vuole controllare anche la mia situazione pensionistica è tutto facilmente controllabile e trasparente”, conclude.

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