La Tav della discordia. Se Salvini dice che si farà, Di Maio conferma che è inutile. E Di Battista fa la rima: “la Lega torni da Berlusconi e non rompa i co…”

La Tav della discordia. Se Salvini dice che si farà, Di Maio conferma che è inutile. E Di Battista fa la rima: “la Lega torni da Berlusconi e non rompa i co…”

Alla fine di una giornata scandita da botta e risposta a distanza tra esponenti delle due anime del governo, è Matteo Salvini a gettare acqua sul fuoco della polemica. Da Giulianova, dove ha arringato sulla necessità di dare più sicurezza agli abruzzesi votando Lega alle Regionali, il ministro dell’Interno ha voluto chiudere la polemica: “Cercano in tutti i modi di farci litigare con il Movimento 5 Stelle, ma non ci riescono”, ha premesso: “Sono otto mesi di governo, abbiamo fatto un accordo tra due soggetti diversi, storie diverse, ma abbiamo fatto un patto: se io do la parola, la mia parola vale più di tutti i sondaggi messi insieme”, ha aggiunto. “Certo, ogni tanto qualcuno dice che l’Italia non ha bisogno di Tav e nuove infrastrutture. Invece c’è bisogno di viaggiare meglio. In questi otto mesi quando ci siamo confrontati una soluzione l’abbiamo trovata e la troveremo anche su questo”. La linea, confermata anche stasera da Salvini, rimane quella di non andare allo scontro con gli alleati di governo.

Di Battista replica a Salvini: se vuole la Tav “tornasse da Berlusconi e non rompesse i co…”

Nel M5s, tuttavia, la tensione è altissima, all’indomani della visita del ministro dell’Interno a Chiomonte, su quello che resta del cantiere, e durante la quale i toni del ministro erano stati più perentori: “Se tornare indietro costa come andare avanti, io sono per andare avanti”. Toni ai quali l’altro vicepremier risponde in mattinata con altrettanta veemenza: “Le peggiori lobby di questo Paese vogliono che si inizi a fare la Tav, che è a zero. Noi stiamo dalla parte delle opere utili, quando i grandi potentati cominciano a tifare per la Torino-Lione noi stiamo dall’altra parte”. Poi lancia l’avvertimento: “Finché ci sarà il Movimento 5 Stelle al governo, per quanto mi riguarda la Tav non ha storia”. E Alessandro Di Battista, libero da incarichi istituzionali, può rincarare la dose attingendo a un lessico molto più immediato, con tanto di rima: “Se la Lega intende andare avanti su un buco inutile che costa 20 miliardi e non serve ai cittadini tornasse da Berlusconi e non rompesse i co…”. Uno scontro tanto duro da riuscire a mettere in ombra anche il caso Diciotti e la richiesta di rinvio a giudizio a carico di Salvini arrivata dal tribunale dei ministri di Catania. E il ministro, da Giulianova, ostenta sicurezza: “A chi ammazza un ragazzo, il povero Marco Vannini, danno cinque anni di prigione e io ne rischio 15. Se sono preoccupato? Neanche un po’, vado in giro a testa alta”. E mentre il dibattito si accende, con gli altri partiti che tastano il polso cercando di valutare o stato di salute del governo, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, annuncia che la tanto attesa analisi costi-benefici sarà pronta a giorni.

Ciò che emerge chiaramente a leggere le reazioni dei partiti, tuttavia, è l’isolamento del M5s in Parlamento sulla partita Tav. Perché, seppure con tutte le critiche riservate all’attendismo dimostrato dal governo, con la posizione del Salvini di Chiomonte si schierano anche le opposizioni. Maurizio Martina, candidato segertario del Pd, ad esempio condivide l’urgenza manifestata ieri da Salvini: “C’è solo da fare una cosa: fare i bandi e aprire i cantieri che rischiano di restare bloccati a causa dell’ambiguità di questo governo”. Di “blocco assolutamente incomprensibile e sbagliato” parla anche Giorgia Meloni. Per l’esponente di Forza Italia, Renato Brunetta, “Salvini si dimostra responsabile” mentre “il Paese è ostagio del Movimento 5 Stelle”. Il tutto mentre il Paese è nella morsa del gelo, come fa notare il senatore M5s Alberto Airola: “Tav, Tav e ancora Tav mentre l’Italia è sotto un’ondata terribile di maltempo che ci ricorda soltanto le mancanze sul fronte della sicurezza del territorio”.

L’intervento del premier Conte, che rinvia al contratto di governo

“Sulla Tav ho preso un impegno a nome del Governo: di procedere alla decisione finale non sulla base di sensibilità personali o di una singola forza politica. Il contratto di governo prevede una revisione del progetto. Abbiamo interpretato questa clausola quale necessità di procedere all’analisi costi-benefici e di riservarci la decisione all’esito di questa valutazione finale che contemplerà tutte le implicazioni tecniche, economiche, sociali”, si legge in una nota del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Il Governo saprà assumersi la responsabilità politica di questa decisione nel rispetto e nell’interesse di tutti i cittadini. Renderemo trasparenti i risultati in modo che tutti gli italiani possano conoscere le motivazioni della nostra decisione”, conclude. Non finisce qui…

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