Italia-Francia. Di Maio, gaffe su Le Monde: “tradizione democratica millenaria” del popolo francese. Le astuzie di Salvini. Le preoccupazioni di Cgil e Regione Toscana. I dossier aperti

Italia-Francia. Di Maio, gaffe su Le Monde: “tradizione democratica millenaria” del popolo francese. Le astuzie di Salvini. Le preoccupazioni di Cgil e Regione Toscana. I dossier aperti

Dopo che la Francia ha richiamato il proprio ambasciatore dall’Italia, il vicepremier Luigi Di Maio, ministro allo Sviluppo economico, scrive una lettera al quotidiano Le Monde. E compie un’altra orribile e clamorosa gaffe. Roba che meriterebbe la bocciatura in quinta elementare. Ormai in Europa non si fa che osservare con terrore i ministri al governo, le loro gaffe, la loro improvvisazione. Per un francese leggere la lettera di Di Maio, con quell’errore clamosoro, significa un colpo al cuore. Vediamo cosa scrive Di Maio ai francesi attraverso Le Monde, e segnaliamo con la penna rossa l’errore pacchiano. “La prima cosa che vorrei ribadire con forza”, scrive Di Maio, “è che l’Italia e il governo italiano considerano la Francia un paese amico e il suo popolo, con la sua millenaria tradizione democratica, come un punto di riferimento, a livello mondiale, nelle conquiste dei diritti civili e sociali”. Millenaria tradizione democratica quella della Francia? Ma su quali di libri di Storia ha studiato il ministro? Siamo certi che coloro che persero la vita ad esempio durante la Comune di Parigi (per il ministro Di Maio: era il 1870), o durantele fasi della prima e della seconda Repubblica, si stanno rivoltando nelle tombe. Quindi, continua la successione di errori madornali e gravissimi sul piano delle relazioni diplomatiche con la Francia, iniziate con la bufala del franco coloniale col quale i transalpini si pagherebbero addirittura il debito pubblico. E tutto ciò per cosa? Per fare l’occhiolino ai gilet gialli che neppure sono felici di imparentarsi col capo politico dei 5Stelle?  Infatti, Di Maio giustifica così l’approccio ai gilet gialli: “non sono sorpreso che il popolo francese mostri importanti segnali di disagio per lo smantellamento di alcuni di questi diritti, e questo non riguarda solo l’attuale governo”, ha aggiunto il leader del Movimento 5 Stelle, citando le “ricette ultraliberali” adottate dalla destra come dalla sinistra. “Per questa ragione ho voluto incontrare i rappresentanti dei gilet gialli e della lista RIC, perché non credo che il futuro della politica europea sia nei partiti di destra o di sinistra”, ha spiegato. Voleva giungere a questo punto: dopo aver diffuso la stolta ideologia della fine delle ideologie, ora il nostro ministro dello Sviluppo punta perfino a convincere i francesi che i gilet gialli hanno in comune coi 5Stelle oltre al colore del “gagliardetto” anche la neutralità politica tra destra e sinistra. Sappiamo tutti, compresi i francesi, che invece il movimento dei gilet gialli ha forti connotazioni di destra, come ce le ha il M5S,

Il ‘pasticcio’ con la Francia è tutto da attribuire dunque a Luigi Di Maio, che ha scelto non solo di stare al fianco dei violenti ma è andato a sostenere una protesta interna ad un altro Paese, per giunta amico, senza valutarne i rischi. Una ingenuità, forse, condita però anche da poco senso delle istituzioni e soprattutto dalla ‘non conoscenza’ di ciò che si può e non si deve fare quando si è alla guida di un esecutivo. Ed in questo quadro, mentre è ancora alta la tensione con Parigi, la Lega vuole dimostrare che è un’altra cosa. Le diplomazie di entrambi i Paesi si sono attivate ‘immediatamente’, come richiesto dal Colle. Tra la presidenza della Repubblica e quella del Consiglio i contatti sono costanti, con il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, affidatario del compito più difficile: aprire un canale di riappacificazione tra Parigi e Roma, supervisionato direttamente dal premier. L’ordine di scuderia di Mattarella e Conte è quello di abbassare i toni e aiutare il titolare della Farnesina a porre in essere le condizioni per evitare una rottura con il Paese d’oltralpe. La situazione resta complicata, da Parigi non arrivano segnali confortanti e Di Maio non aiuta quando rimarca il “non mi pento di aver incontrato i gilet gialli” proprio all’indomani della quasi rottura. I dossier più importanti divisi con la nazione guidata da Emannuel Macron (dalla ridistribuzione dei migranti della Sea Watch al salvataggio dell’Alitalia, a cui dovrebbe partecipare anche Air France) si bloccano. Un punto quasi di non ritorno, su cui il Viminale avvia la strategia del ‘cogli l’attimo’, con Salvini pronto al salto di qualità. Basta leggere la lettera inviata all’omologo francese, Christophe Castaner.  Il leader leghista non ha intenzione di rinunciare alla sua verve polemica, certo, ma il cambio d’abito è evidente, come del resto l’avviso ai navigati 5Stelle: la Lega è pronta a governare.

Francesca Re David, leader Fiom, esprime le preoccupazioni dei lavoratori

“Noi pensiamo che la diplomazia e quindi il confronto, siano la chiave per affrontare le questioni, quindi siamo molto preoccupati”, ha affermato Francesca Re David, segretaria generale della Fiom-Cgil, rispondendo ai cronisti a proposito della crisi diplomatica fra Italia e Francia, e in particolar modo dei riflessi sulla partita del salvataggio di Alitalia, da cui Air France secondo indiscrezioni di stampa potrebbe sfilarsi. “Noi abbiamo anche tutta la vicenda dei cantieri navali di Fincantieri in partnership con i francesi – ha ricordato, a margine della presentazione del libro ‘Tempo (retro)moderni’ oggi a Firenze – e ovviamente anche questo denota una totale assenza di politica sia nazionale che internazionale: sicuramente di questo governo, ma insieme dell’Europa e degli altri governi”.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, scrive all’ambasciatore e alla console di Francia

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha scritto una lettera all’ambasciatore francese in Italia, Christian Masset, e una alla console francese a Firenze, Manon Hansemman, per esprimere la propria “inquietudine e forte preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare in queste ore nelle relazioni tra i due governi”. Nella lettera all’ambasciatore Rossi sottolinea “oltre alla lunga storia comune” anche il fatto che la Francia rappresenta “il principale partner commerciale della nostra regione, con un scambio, tra importazioni ed esportazioni, che sfiora i 5 miliardi”. Rossi scrive a Masset augurandosi “che il rapporto tra i nostri due Paesi possa tornare quanto prima alla normalità, ristabilendo quel clima di fiducia che da decenni contraddistingue la nostra amicizia”. Il presidente della Regione Toscana si ritiene convinto che “solo un rinnovato impulso al processo di unificazione europea possa dare un contributo fondamentale al superamento di questa difficile fase che attraversa tutta l’Unione”. E mette in evidenza “la solidità delle relazioni tra Francia e Toscana e che ad unirle non è solo una lunga storia comune. Oggi la Francia è il principale partner commerciale della nostra Regione, con un scambio, tra importazioni ed esportazioni, che sfiora i 5 miliardi di euro”. La Toscana, continua Rossi, “intrattiene importanti relazioni con diverse Regioni francesi, con cui condividiamo progetti europei e di cooperazione internazionale, primo fra tutti l’Interreg Italia- Francia marittimo”. Infine, oltre a ricordare il comune impegno nelle celebrazioni leonardiane, conclude la lettera a Masset dichiarandosi “certo di interpretare il pensiero di molti toscani nel dirle che ritengo prioritario difendere e preservare l’amicizia tra i nostri Paesi”.

Scotto (Art.1-Mdp), “Basta piazzate, intervengano Conte e Moavero Milanesi per chiudere pagina incresciosa”

“Al Governo diciamo basta con le piazzate. La crisi diplomatica con la Francia rischia di avere effetti pericolosi sull’intera economia del nostro paese”, afferma Arturo Scotto del coordinamento nazionale di Articolo Uno–Mdp. “Le marachelle di Di Maio e le minacce di Salvini – prosegue Scotto – stanno portando l’Italia a sbattere. Sono in campagna elettorale permanente e non si fanno scrupoli a rompere rapporti politici con il paese per storia e per cultura più vicino, alimentando un sentimento antifrancese attraverso i mezzi di comunicazione di massa e le reti televisive ormai occupate militarmente dai gialloverdi. Fabbricano nemici immaginari per tenere il potere concentrato nelle loro mani e indicare al popolo di volta in volta il capro espiatorio. Così isolano l’Italia. Occorre un’iniziativa immediata di Conte e Moavero Milanesi per chiudere questa pagina incresciosa e ripristinare relazioni normali con la Francia e per evitare le ritorsioni sbagliate e inaccettabili che sembrano emergere su Alitalia. La politica estera è una cosa seria, non Game of Thrones”, conclude Scotto.

I dossier industriali ed economici aperti tra Italia e Francia

Dall’accordo su Stx a Fincantieri al dossier Alitalia, passando per gli scambi commerciali del commercio estero. Il duro scontro diplomatico tra Italia eFrancia potrebbe innescare un effetto domino su diversi tasselli economici tra i due paesi. L’accordo raggiunto tra Italia e Francia sull’acquisizione di Stx da parte di Fincantieri si basa sul fatto che il governo transalpino ha concesso in prestito al gruppo italiano un 1% di quota per arrivare ad avere la maggioranza dei Cantieri navali di Saint Nazaire. In base all’accordo raggiunto dopo che il presidente francese Emmanuel Macron appena giunto all’Eliseo aveva rimesso tutto in discussione, Parigi potrebbe revocare l’1% di quota data in prestito a Fincantieri solo nel caso di inadempienza degli impegni contrattuali da parte del gruppo italiano. L’intesa ha una durata di 12 anni e in caso di revoca del prestito, Fincantieri avrebbe la facoltà di cedere l’intero pacchetto azionario di Stx in suo possesso, ovvero il 50%, allo stato francese. Sul tavolo poi incombe anche una procedura avviata dall’Antitrust europeo su segnalazione di un’azienda francese, Alstom e di una tedesca, la Siemens. Ancora più in bilico appare poi la jont venture che dovrebbe nascere nel settore navale della Difesa tra Fincantieri e Naval Group. L’intenzione di procedere all’alleanza tra i due gruppi era stata ribadita nell’ottobre scorso, essendo però sia Naval Group che Fincantieri a controllo statale dei rispettivi paesi, l’ipotesi che possa nascere questa alleanza oggi appare un po’ più difficoltosa. Altro dossier caldo quello dell’Alitalia. Secondo le indiscrezioni di stampa uscite in questi giorni, le Fs starebbero lavorando a un Piano industriale che prevederebbe il coinvolgimento di partner stranieri. In particolare, è emersa l’ipotesi che un 40% della compagnia possa andare a Delta Airlines e Air France-Klm in maniera paritetica. Sempre secondo indiscrezioni di stampa, però, Air France sarebbe pronta a chiamarsi fuori dal progetto, rendendo più ardua l’elaborazione di un piano industriale che, nelle previsioni doveva essere pronto a fine gennaio ma che già è previsto possa slittare a marzo. Infine c’è il capitolo riguardante gli scambi commerciali tra i due paesi: secondo gli ultimi dati Istat diffusi a novembre, la Francia è il sesto paese per contributo di crescita del nostro export, mentre è il decimo paese per quanto riguarda il contributo all’import. Questo significa che il capitolo delle esportazioni pesa di più rispetto alle importazioni per il nostro paese, tenendo anche presente che, dopo la Germania, la Francia è il nostro maggior partner commerciale.

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