Il Viminale toglie la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista minacciato dalla camorra. Raffiche di critiche e indignazione generale. Il nostro abbraccio a Sandro

Il Viminale toglie la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista minacciato dalla camorra. Raffiche di critiche e indignazione generale. Il nostro abbraccio a Sandro

“Io solo così so fare il giornalista. Stare sui territori, raccontare, intervistare, cercare la verità. Vorrei continuare a poterlo fare” ha scritto sulla sua pagina Facebook Sandro Ruotolo, il giornalista minacciato dalla camorra, dopo la notizia che il ministero dell’Interno ha deciso di togliergli la scorta. Tanti i messaggi di sostegno e solidarietà che sono comparsi sulla sua bacheca. Ieri il giornalista aveva scritto un altro lungo post che recitava: “Avevo deciso di non dire nulla per il rispetto che ho delle istituzioni. E non dirò nulla per le decisioni che riguardano la mia protezione. Ma una cosa voglio dirvi: vorrei ringraziarvi uno a uno per la marea d’affetto, di solidarietà, di stima che mi state dimostrando. E i messaggi che più mi colpiscono sono i vostri, quelli delle persone che incontro nel paese reale, che ho conosciuto nella mia lunga vita di cronista e della comunità con cui sto in contatto sui social media”. “Difenderò sempre la mia indipendenza che non vuol dire non avere un punto di vista, la mia autonomia, l’amore per il mio paese – si leggeva ancora -. In queste ore, in tanti rappresentanti della società civile si sono esposti pubblicamente per me e li ringrazio. La mafia è una montagna di merda”.

Immediata la raffica di critiche contro il Viminale

La notizia, diffusa dall’ex Guardasigilli Andrea Orlando, ha avuto come replica una raffica di critiche, a cominciare da esponenti di M5s, partner di governo di Salvini, guidati dal presidente della Commissione antimafia Morra. “Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie”, ha detto Orlando (Pd), che ha subito sollevato un dubbio: Ruotolo è “anche il giornalista che si è occupato della ‘Bestia’, il dispositivo propagandistico del ministro dell’interno. Casualità?”. Di qui l’interrogazione parlamentare che Orlando ha anticipato di voler presentare, analogamente a quanto preannunciato da Pietro Grasso. L’ex presidente del Senato ha sottolineato come le minacce del clan dei casalesi a Ruotolo “non hanno scadenza” e quindi il giornalista è in pericolo: concetto evidenziato anche da Roberto Saviano, da Giuseppe Antoci, sfuggito ad un agguato nel 2016, e dal testimone di Giustizia Luigi Coppola. La Fnsi, il sindacato dei giornalisti, si è rivolto al premier Giuseppe Conte, chiedendo di rivedere la decisione: “Levargli la scorta sarebbe una scelta incomprensibile, pericolosa e lo metterebbe in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni”. Amaro il commento di un’altra giornalista minacciata dalla mafia di Ostia, Federica Angeli: “Che lo Stato, questo Stato in particolare, possa scaricare chi lotta contro la mafia davvero non mi stupisce. Oggi tocca a Ruotolo, domani a un altro di noi cronisti”. Anche altri partiti di opposizione hanno protestato per la decisione del Ministero dell’Interno: Erasmo Palazzotto (Leu), Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, e Beatrice Brignone (Possibile) hanno chiesto al Viminale di tornare indietro. “Incomprensibile la scelta di togliere la scorta a @sruotolo1. Un giornalista in prima linea minacciato dalla Camorra. Caro Sandro, non mollare! Salvini dia spiegazioni immediate”, afferma via Twitter Arturo Scotto del coordinamento nazionale Articolo Uno-Mdp.

Roberto Saviano: “la Rai trasmetta l’inchiesta di Ruotolo sulla Bestia, come la pollitica usa i social media per orientare il consenso”

La Rai trasmetta “in prima serata #LaBestia, il reportage di Ruotolo su come la politica utilizza i social media per orientare il consenso”. A chiederlo è Roberto Saviano, che in un post su Facebook interviene sulla vicenda della revoca della scorta al giornalista, minacciato dalla camorra per le sue inchieste. “Lo sapevate – scrive Saviano – che buona parte del traffico connesso alle bestialità del Ministro della Mala Vita sui social media è veicolato da: 1) account fasulli che rilanciano gli hashtag prodotti da Salvini&Co; 2) account statunitensi connessi alla NRA (National Rifle Association) ovvero la potentissima lobby delle armi, capace di condizionare la politica americana ai più alti livelli: non a caso Salvini preme per la riforma della legittima difesa. E sapete tutto questo chi lo ha spiegato nel dettaglio? Sandro Ruotolo per Fanpage.it”. “Sarebbe bellissimo, per dare maggiore diffusione a questa importante inchiesta, che la #Rai, e in particolare la Rai2 di Carlo Freccero (che conosce bene il valore di Sandro Ruotolo e la sua professionalità), trasmettesse in prima serata #LaBestia, il reportage di Ruotolo su come la politica utilizza i social media per orientare il consenso. Tra le altre cose – conclude lo scrittore – a spese di noi contribuenti”.

A Sandro Ruotolo l’abbraccio e la solidarietà della direzione e della redazione di Jobsnews.it. Anche noi siamo con te.

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