Conte esulta. Siamo un paese stabile. Fitch ci colloca appena sopra il livello spazzatura. Il buco di Bilancio, una voragine. Rischiamo di precipitare nella melma. Silenzio del premier sulla “visita speciale” di Salvini ad un carcerato

Conte esulta. Siamo un paese stabile. Fitch ci colloca appena sopra il livello spazzatura. Il buco di Bilancio, una voragine. Rischiamo di precipitare nella melma. Silenzio del premier sulla “visita speciale” di Salvini ad un carcerato

Inguaribile ottimista questo presidente del Consiglio. Sotto i suoi occhi ne succedono di tutti i colori, perfino il fatto che il ministro dell’Interno, il Salvini, vada a trovare, in carcere, un imprenditore di Piacenza, Angelo Peveri, condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere con sentenza definitiva per aver sparato al petto ad uno dei ladri che gli rubavano il gasolio cui stava dando la caccia. La sentenza definitiva esclude la legittima difesa. Il fatto accadde infatti in aperta campagna. Ne parleremo nei prossimi giorni quando la legge sulla legittima difesa tornerà in Aula alla Camera e il vicepremier Salvini intima “la legge sulla legittima difesa deve essere approvata subito”. L’Associazione nazionale magistrati si fa sentire e attacca Salvini, “delegittima il sistema giudiziario”, dicono.

Conte tace, un suo ministro viene chiamato in causa, ma lui parla d’altro. Inguaribile ottimista, dicevamo, intervistato dal Corriere della Sera, non ripete quella frase che lo ha reso ridicolo in tutta Europa: “Il 2019 per l’Italia sarà un anno bellissimo, meraviglioso”. Ma ci va vicino. Ancora una volta non si capisce se bluffa, se imbroglia gli italiani o se davvero crede a quello che dice. “Il governo – afferma – terrà: anche dopo le Europee. Ho visto che Fitch ci classifica come Paese stabile con prospettive negative legate soprattutto all’instabilità politica; addirittura ipotizza elezioni anticipate in questo 2019. Sinceramente, questa instabilità non riesco proprio a vederla. Per questo rimango convinto che andremo avanti. La spinta per il cambiamento e le riforme non si è ancora esaurita”. Ancora, davvero strabiliante quello che dice. “So quanto costa e quanto sia insidioso ignorare gli effetti di uno spread alto: per i nostri conti, per gli investimenti, e per la stessa credibilità internazionale dell’Italia. Ma – prosegue – non può essere un totem che condiziona ogni scelta di politica economica. È da escludersi – aggiunge – l’imposizione di una patrimoniale. E escludo una manovra correttiva, anche perché è stato inserito il meccanismo cautelativo”. Ma di quale “meccanismo cautelativo” parla? Forse dei due miliardi messi in cassaforte come ha chiesto la Commissione Ue nei casi di sforamento? Quei due miliardi, il tesoretto antideficit, sono poca cosa se pensiamo che con la recessione ormai accertata e la crescita più bassa in Europa guardiamo al 2020 e ai nostri occhi si presenta una gigantesca voragine, come ha scritto Massimo Giannini in un editoriale su Repubblica. Ma Conte chiama in causa l’agenzia americana di rating, una di quelle che fanno previsioni e classificano i paesi.

Il premier: “La spinta al cambiamento non si è esaurita”. In realtà non c’è mai stata

Dice il presidente del Consiglio che “per questo rimango convinto che andremo avanti. La spinta per il cambiamento e le riforme non si è ancora esaurita”.  Questa interpretazione, che è comparsa anche sui media, in particolare sugli schermi della televisione pubblica, che darebbe un giudizio positivo sulla situazione economica del nostro paese è una truffa, una fake news, come suol dirsi. Il nostro paese è stato classificato con tre B, il che significa investimenti poco sicuri e non è un belvedere anche alla luce del nostro debito pubblico. Ma ancora più grave è che per il futuro il giudizio, l’outlook (la previsione) è negativo. Non solo, le tre B sono appena due gradini sopra la soglia dei “titoli spazzatura”. Ciò significa che il nostro paese può cadere da un momento all’altro dalla spazzatura per finire nella melma. Conte chieda al  povero Tria, il ministro dell’Economia il quale non sa più a che santo rivolgersi, cosa significhi la parola “spazzatura” per un paese che è pieno di debiti e quanto può essere devastante lo spread. Altro che “spinta per il cambiamento e riforme non ancora esaurita”. In realtà questa “spinta“ non ha mai preso il via.

In vista un primo rapporto molto critico da parte della Commissione Ue

Forse Conte dimentica che già mercoledì la Commissione europea renderà pubblico il “country report”, il rapporto in cui, come già annunciato da indiscrezioni, voci sussurrate da Bruxelles e, si dice, degne della massima fede,  verrà presa in esame la manovra del governo, dopo l’accordo sul Bilancio con la Commissione Ue. SI annuncia un giudizio sferzante. Quota cento e reddito di cittadinanza addirittura rallenterebbero la crescita. Si tratterrebbe non di una spinta in avanti come dice Conte ma del suo contrario. Proseguiamo nell’iter che attende il nostro paese, sotto le lenti della Ue. Intanto il 25 marzo sarà ancora una agenzia di rating, questa volta Moody’s a pronunciarsi, seguita il 26 aprile da  Standard & Poor’s. A fine mese la stima del Pil da parte dell’Istat. In mezzo arriva il Def, il documento di economia e finanza. Da Bruxelles arriva un’altra ben più grave notizia: la richiesta da parte della Ue di una manovra bis. Cosa che  Conte smentisce, forse non è bene informato. Chieda a Tria cosa significa anche riguardo alle clausole di salvaguardia per l’Iva previste per il 2020. Dice il premier che queste clausole che pesano come un macigno sul Bilancio sono destinata e scomparire. Nel 2018 – afferma –  in pochi mesi abbiamo contrastato l’aumento dell’Iva per 12,5 miliardi”. In realtà si è trattato di un rinvio delle clausole all’anno seguente. Ovviamente l’importo raddoppia. Difficile a questo punto fare i conti e mostrarli a Conte che davvero non li conosce o fa finta, tanto per passare, come dicono a Napoli, “a nuttata”, stile Di Maio, visto che Salvini è impegnato in altre faccende. La manovra bis che Bruxelles potrebbe chiederci potrebbe essere di circa sei miliardi, un atto di clemenza dicono nella sede della Ue. Fatti tutti i conti, con il beneficio di inventario si arriverebbe per il 2020 ad un buco di 32 miliardi. Con buona pace del presidente del Consiglio il quale dice che non c’è problema, basta ricorrere al “meccanismo cautelativo”. Ma ci faccia il piacere. Il Bilancio assomiglia sempre più a una forma di groviera. Pieno di buchi.

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