Cgil, Cisl, Uil. Riempiremo piazza San Giovanni. Popolo e bandiere dei sindacati uniti. Un esempio di civiltà democratica. Landini (Cgil): il governo il cambiamento lo deve fare confrontandosi con noi. Altrimenti non va da nessuna parte

Cgil, Cisl, Uil. Riempiremo piazza San Giovanni. Popolo e bandiere dei sindacati uniti. Un esempio di civiltà democratica. Landini (Cgil): il governo il cambiamento lo deve fare confrontandosi con noi. Altrimenti non va da nessuna parte

Sarà una grande giornata di lotta che percorrerà tutta l’Italia. Centinaia di migliaia di lavoratori e pensionati si danno appuntamento a Roma, piazza San Giovanni. Arriveranno con 12 treni straordinari, 1300 pullman fino ad oggi prenotati ma sono destinati a crescere, due navi, aerei anche appartenenti a compagnie aeree low cost, tanti con mezzi propri in particolare dal Lazio. Tutti a piazza San Giovanni, luogo storico delle grandi manifestazioni, una piazza “difficile”, riempirla è un impegno che, in questi ultimi anni, si è preferito evitare. Cgil, Cisl, Uil avevano deciso di tenere la manifestazione a conclusione del corteo a Piazza del Popolo. Ma, come hanno affermato i segretari confederali, responsabili organizzativi, delle tre Confederazioni, Nino Baseotto ( Cgil), Giorgio Graziani (Cisl), Pierpaolo Bombardieri (Uil), dai dati delle adesioni che arrivavano alle centrali sindacali, siamo stati “costretti” a spostare la sede, dice Bombardieri, una costrizione che fa piacere, questa volta si tratta di un grande successo, di una “giornata di esaltazione della democrazia”, come è stato detto da Graziani in conferenza stampa. Una “partecipazione importante” sottolinea Baseotto. Riempiremo la piazza, questa la valutazione unanime dei dirigenti sindacali. Che sottolineano non solo il valore della grande partecipazione e, insieme, richiamano la grande adesione alla piattaforma Cgil, Cisl, Uil, da parte di lavoratori e pensionati che non ha trovato alcuna risposta da parte del governo.

Sarà una manifestazione tranquilla, pacifica, ordinata, colorata, gioiosa, combattiva

Nel corso della conferenza stampa, i dirigenti sindacali hanno usato diversi aggettivi. La manifestazione sarà “tranquilla, pacifica, ordinata, colorata, gioiosa, ma anche combattiva”, con “una bella coreografia che la renderà vivace”. Rappresenterà “un esempio di civiltà democratica per tutto il Paese. Questa sì, di democrazia diretta”.  Hanno usato queste parole di cui si riempiono la bocca i gialloverdi, i pentastellati in particolare con in testa Di Maio, riportandole al loro reale significato. Democrazia diretta nel solco della Costituzione, della sua difesa, come ha affermato il Coordinamento per la democrazia costituzionale che ha aderito alla manifestazione. Dice Maurizio Landini, segretario generale della Cgil intervenendo ad una assemblea dei lavoratori della Vodafone di Roma: “Sabato sarà una grande manifestazione. Piazza San Giovanni sarà molto piena. Credo che sabato tutti vedranno che il sindacato unitario è vivo e vegeto, e rappresenta la domanda di cambiamento. Il governo il cambiamento lo deve fare con i lavoratori. Noi abbiamo fatto proposte su tutto e chiediamo tavoli di confronto per trovare soluzioni ai problemi. Se il governo non si confronta non va da nessuna parte. Noi non manifestiamo contro ma per! Servono investimenti per far ripartire il Paese e il Lavoro. E servono risposte per il mondo del lavoro”.

Azzola (Cgil Roma e Lazio): un lavoro capillare nella città e nella Regione

I partecipanti si riuniranno a Piazza della Repubblica alle ore 9,30. Partiranno in corteo per raggiungere Piazza San Giovanni. Si troveranno con i lavoratori e i pensionati di Roma, del Lazio che saranno in tanti, dice il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Michele Azzola, inviando un saluto di benvenuto a chi arriverà a Roma. “La manifestazione è stata preparata con un lavoro capillare, riunioni, assemblee, nella capitale e in tutta la regione. Lavoratori, pensionati, giovani hanno partecipato, hanno preso parte ai dibattiti facendo di questa giornata, di questo appuntamento, un momento essenziale  per far conoscere a  tanti cittadini le proposte e le iniziative dei sindacati”. Iniziative che si sono svolte in tutte le regioni, in tante città. Dalla Campania, tanto per dare il senso della partecipazione che si annuncia grande, è previsto l’arrivo di 10mila persone a bordo di pullman, così dalla Toscana, dal Veneto, dalla Calabria tanto per citare alcune regioni.

Così dal palco di Piazza San Giovanni a conclusione della manifestazione

A Piazza San Giovanni, dal palco parleranno, verso le ore 11, sei delegati: un’infermiera del 118, una pensionata, un rider, un delegato Ilva, una delegata della scuola, un lavoratore edile. Intorno alle 12 è previsto il comizio dei tre segretari generali, in ordine Maurizio Landini (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil). A rallegrare l’atmosfera, l’esibizione del gruppo musicale l’Orchestraccia.

Oltre cento pullman (e se ne stanno cercando altri per rispondere a tutte le richieste che stanno arrivando), chi userà l’auto, chi il treno: sono 10mila i lavoratori, i cittadini e i pensionati che partiranno dalla Toscana, a sostegno della piattaforma unitaria con la quale le tre confederazioni avanzano le loro proposte al governo in materia di lavoro e sviluppo.

Il contributo di categorie e strutture territoriali di Cgil, Cisl, Uil

Nella preparazione della manifestazione categorie, strutture territoriali hanno dato il loro contributo a partire dai pensionati. Dice Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana che “noi siamo una forza di cambiamento vero e per riuscire ad aprire col governo un confronto serio, perché questo Paese non si cambia senza il contributo di lavoratori e pensionati. L’economia rallenta e va invertito il trend degli ultimi anni: servono investimenti, infrastrutture materiali e sociali, interventi concreti per lavoratori e pensionati, per i giovani, la crescita ed i diritti sociali”. Dalida Angelini prosegue: “Il limite maggiore di questa manovra è che non contiene niente per la crescita e lo sviluppo e questo penalizza”. “La legge di stabilità – dice Ferrari, segretario regionale Cgil Veneto – ha compiuto una scelta totalmente sbagliata, rinunciando all’unica leva che servirebbe: gli investimenti pubblici. Senza di essi e senza politiche industriali che rilancino gli investimenti privati non si contrasta la recessione”. In tale contesto suona come una “presa in giro” la prospettiva delle tre proposte di lavoro offerte ai beneficiari del reddito di cittadinanza. “Il lavoro – prosegue Ferrari – si crea con una politica che punti all’innovazione, alla ricerca, all’istruzione, alla manutenzione ed all’infrastrutturazione del territorio. Invece di tutto ciò non c’è traccia”.

Re David (Fiom), domani manifestiamo per chiedere al Governo di rimettere il lavoro al centro delle politiche economiche e sociali

“L’ultima manovra economica del governo non contribuisce a invertire la rotta. Il Def non tocca i privilegiati e non ridistribuisce la ricchezza, non investe sul futuro e a pagare i costi della manovra sono sempre i soliti: lavoratori, pensionati, giovani e donne. Non è una politica economica di svolta, è in sostanziale continuità con quelle dei governi precedenti. Non va a cercare risorse dove ci sono, combattendo l’enorme evasione fiscale che è tra le principali cause dell’ingiustizia sociale nel nostro paese per cui i ricchi pagano meno dei poveri. E’ recessiva, non fa investimenti pubblici né sollecita quelli privati, per cui non pone le condizioni per creare nuovo lavoro e nuova occupazione stabile. Non mantiene le promesse sulle pensioni perché non abolisce la Fornero e quota 100 è solo per pochi mentre penalizza le donne, i giovani, il sud e tutti quelli che sono stati colpiti dalle crisi industriali. E’ deludente sul sostegno al reddito perché il cosiddetto ‘reddito di cittadinanza’ è insufficiente, è un ‘povero sostegno alla povertà’ riservato nemmeno a tutti. Non destina nuove risorse – semmai opera tagli – all’istruzione, alla formazione e alla sanità. E’ pericolosa dal punto di vista democratico perché il governo ha deciso di procedere in solitudine senza confrontarsi con i sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno presentato da tempo una piattaforma che il governo ha ignorato. Chiediamo una svolta economica e democratica per lo sviluppo del paese che non offrono né il Def né altre misure come il decreto sicurezza. Una svolta particolarmente urgente mentre si profila il rischio di una nuova recessione economica, tanto più pericolosa per l’Italia dove è stata molto flebile la ripresa dalla grande crisi iniziata nel 2008. In particolare chiediamo investimenti pubblici fino al 6% del Pil, una riforma fiscale che combatta l’evasione e riduca il peso sui redditi da lavoro e pensione, un piano per il Mezzogiorno (a partire dalle infrastrutture e dalla manutenzione del territorio), l’allargamento delle tutele degli ammortizzatori sociali per gli stati di crisi, l’abrogazione della legge Fornero con l’abbassamento dell’età pensionabile a 62 anni e per i ‘precoci’ con 41 anni di contributi, maggiori tutele per i più poveri con l’allargamento del Reddito d’inclusione (Rei), più risorse per la pubblica amministrazione, per la scuola e la sanità, in particolare per nuove assunzioni in servizi strategici per il benessere delle popolazione il futuro del paese. Con questi obiettivi, per cambiare le scelte della manovra economica e rimettere il lavoro al centro delle politiche economiche e sociali, domani, sabato 9 febbraio, Cgil, Cisl e Uil hanno indetto una grande manifestazione nazionale a Roma. Per noi è la prima tappa di un percorso di mobilitazione e lotta che vuole rimettere in campo il protagonismo, l’intelligenza e la forza dei lavoratori. Per il cambiamento”.

Pedretti (Spi Cgil). Alla politica chiediamo risposte vere non semplici slogan

Sulle ragioni della manifestazione è intervenuto il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti, con un video pubblicato sul suo profilo Facebook con il quale ha invitato tutti e tutte a partecipare. “Chiediamo alla politica delle risposte vere, non dei semplici slogan – ha detto – perché la manovra economica presentata dal governo non risolve i problemi”. Pedretti ha proseguito: “Ci hanno spiegato che volevano abolire la legge Fornero ma non l’hanno fatto. Quota 100 darà sì una risposta ai lavoratori, ma finirà per discriminarli. Restano fuori quelli del Sud, non c’è nulla per le donne e non c’è assolutamente niente per i giovani. Ai pensionati invece hanno tagliato la rivalutazione delle pensioni prendendo 3,5 miliardi di euro dalle loro tasche”.

Pellecchia (Cisl Trasporti). Sbloccare i cantieri e le opere già finanziate

Salvatore Pellecchia, segretario generale della Federazione italiana Trasporti-CISL  sottolinea che si tratta di una “iniziativa di carattere squisitamente sindacale. Non è politica e non è contro il governo. Ma è finalizzata a far sentire al governo stesso una voce diversa, la voce di chi rappresenta dodici milioni di persone tra lavoratori attivi e pensionati. La manifestazione di sabato prossimo serve a far presente che una serie di questioni relative alla finanziaria non soddisfano le aspettative di dodici milioni di persone che vivono, lavorano e votano in questo Paese”. Prosegue sottolineando che “il reddito di cittadinanza va bene come misura di contrasto alla povertà, ma sicuramente non crea posti di lavoro. Su questo fronte la proposta del sindacato è di sbloccare i cantieri le cui opere sono già finanziate. Nel mio settore, i trasporti, vorrei ricordare che l’anno scorso un documento allegato al Def, intitolato ‘Connettere l’Italia’, conteneva 108 opere pubbliche per rendere più efficace e più efficienti i trasporti del Paese. Nella finanziaria di questo governo all’inizio tali opere erano presenti, poi con la Nota di aggiornamento al Def non le abbiamo più viste. E a proposito delle politiche di questo governo aggiungo che anche quota 100 va bene. Perché chi avrebbe dovuto aspettare 67 anni e mezzo per andare in pensione oggi ha la possibilità di andarci a 62 anni. Anche qui però non è detto che a fronte di un lavoratore che va in pensione ci sia un rimpiazzo con un giovane perché i progressi della tecnologia talvolta sostituiscono il lavoro umano”. Per quanto riguarda come proseguire dopo la manifestazione di sabato risponde: “il mestiere del sindacato è quello di fare accordi non di organizzare proteste o manifestazioni. Le quali sono sempre l’ultima spiaggia quando l‘interlocutore non ti ascolta. Le confederazioni hanno il timone dell’iniziativa. Dopo la manifestazione valuteranno le risposte del governo e ci adegueremo di conseguenza”.

Nicola Turco (Uilpa Uil): investimenti pubblici, rilancio del Welfare State

Per quanto riguarda il settore del pubblico impiego, la cui presenza alla  manifestazione sarà molto consistente, Nicola Turco, segretario generale  Uilpa Uil (Uil pubblica amministrazione) sottolinea che la manifestazione è stata indetta dalle tre “Confederazioni sindacali che contestano la legge di bilancio del governo in quanto non prevede interventi significativi per l’occupazione, per gli investimenti pubblici e per il rilancio del Welfare State. Detto questo, per quanto concerne lo specifico della mia categoria, i tagli degli ultimi governi hanno comportato una caduta della qualità dei servizi pubblici con un effetto peraltro paradossale: i costi sono aumentati. Ciò vale per la scuola, la sanità e in generale per tutti i servizi pubblici. Ribadiamo che per un Paese moderno – prosegue – sia indispensabile una pubblica amministrazione all’altezza dei tempi. Serve pertanto uno sblocco immediato del turn over anche perché l’età media degli statali si avvicina ai 55 anni. Invece nella manovra del governo le nuove assunzioni sono rinviate a fine anno. Inoltre, non ci sono finanziamenti per i rinnovi contrattuali, non c’è un finanziamento vero in ordine alla formazione e all’aggiornamento professionale. Di converso, non si interviene drasticamente sulle consulenze. Le quali vengono affidate a soggetti privati in maniera non sempre trasparente. Questo significa che se non si fanno tagli dove si devono fare il governo è costretto a farli dove non andrebbero fatti. Confidiamo – prosegue – che il  governo si mostri sensibile alle richieste dei lavoratori li ascolti e apra un tavolo di confronto. D’altra parte le tre confederazioni rappresentano circa il 75% degli iscritti al sindacato. Dunque il governo dovrebbe riflettere sulla sua politica e nell’interesse del Paese avviare un dialogo vero, dialogo che  fino a oggi non c’è stato”.

Speranza, “Domani importante essere in piazza con i lavoratori”

“La manifestazione di domani promossa da Cgil, Cisl e Uil #Futuroallavoro sarà un momento molto importante per il Paese”. Lo scrive su Facebook il coordinatore nazionale di Articolo Uno – Mdp, deputato di Leu, Roberto Speranza. “La voce del mondo del lavoro – prosegue Speranza nel post – si leverà forte per chiedere un cambio radicale rispetto a politiche economiche che non stanno facendo ripartire l’Italia. Le parole d’ordine di questa mobilitazione, dalla necessità di nuovi investimenti per le infrastrutture e il territorio, fino alla tutela di welfare, scuola e sanità pubblica sono anche le nostre. È per queste ragioni che domani sarà importante essere in piazza con lavoratrici, lavoratori, pensionati, giovani e donne che intendono lottare per un futuro migliore per i nostri figli e per il nostro Paese”, conclude Speranza.

 

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