Bruxelles. Brexit, Corbyn vede il capo negoziatore Barnier e sprizza pessimismo: “Il no deal è serio e presente” per colpa di Theresa May

Bruxelles. Brexit, Corbyn vede il capo negoziatore Barnier e sprizza pessimismo: “Il no deal è serio e presente” per colpa di Theresa May

È “molto serio e presente” il rischio di un no deal sulla Brexit, ha denunciato il leader dell’opposizione laburista britannica, Jeremy Corbyn, che l’ha attribuito alla posizione negoziale inflessibile del primo ministro Theresa May. Corbyn ha visto il capo negoziatore Ue sulla Brexit, Michel Barnier, a Bruxelles un giorno dopo l’incontro tra May e i vertici della Commissione Europea, mentre a Londra si rincorrono le voci su una possibile svolta nei prossimi giorni. L’accordo sulla Brexit raggiunto dall’inquilina di Downing Street e gli altri ventisette leader Ue a novembre è stato respinto dai parlamentari britannici a gennaio e da allora May ha notevolmente faticato per arrivare a un compromesso sul cosiddetto “backstop irlandese”. Corbyn ha spiegato di aver avuto colloqui “utili, informativi e molto schietti” con Barnier e altri responsabili Ue, sottolineando la proposta del Partito Laburista che la Gran Bretagna entri in un’unione doganale con il blocco quando uscirà: un’idea inaccettabile per molti sostenitori della Brexit, che temono che Londra possa restare con le mani legate sugli accordi commerciali.

“Il pericolo di un’uscita senza accordo dall’Ue per la Gran Bretagna è molto serio e presente”, ha detto in seguito Corbyn ai giornalisti, sollecitando May ad ammorbidire la sua posizione negoziale, a suo giudizio indirizzata dagli euroscettici di Erg (European Research Group, un gruppo di esperti britannico composto da parlamentari pro-Brexit del partito conservatore al governo). “Si sta lasciando tenere in ostaggio da un piccolo gruppo del suo partito chiamato Erg e questo è uno dei problemi. Deve cambiare i modi, altrimenti il pericolo di un’uscita senza accordo, con tutto il caos che provocherebbe, è una possibilità molto reale”, ha avvertito. Mentre Corbyn era diretto a Bruxelles, il ministro delle Finanze britannico Philip Hammond ha alimentato le speranze di una svolta nei prossimi giorni, dichiarando alla Bbc che ci sono stati “alcuni movimenti” da parte dell’Unione Europea. Ha aggiunto che i progressi nei negoziati in corso potrebbero determinare un nuovo voto la prossima settimana sull’accordo di divorzio della May. La questione nodale è il backstop irlandese, che prevede che la Gran Bretagna resti nell’unione doganale dell’Ue fino a quando non si troverà una via – come un futuro accordo di libero scambio – per garantire che il confine dell’Irlanda con l’Irlanda del Nord rimanga aperto. I “brexiteers” nel Partito conservatore hanno avvertito che la Gran Bretagna potrebbe restare intrappolata indefinitamente nel blocco e hanno chiesto un limite temporale o una clausola di uscita.

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