Articolo1-Mdp. “Forum di Ricostruzione”. Scotto: “Siamo Socialisti europei. Laburisti europei. Ecologisti europei. Femministi europei!”. Più di 500 i partecipanti

Articolo1-Mdp. “Forum di Ricostruzione”. Scotto: “Siamo Socialisti europei. Laburisti europei. Ecologisti europei. Femministi europei!”. Più di 500 i partecipanti

Il Centro congressi Frentani, a Roma, si riempie piano piano. Arrivano da ogni parte d’Italia, uomini e donne, giovani e anziani per partecipare al “Forum di Ricostruzione” una due giorni promossa da Articolo 1 Mdp. All’ingresso si formano capannelli, amici che si scambiano saluti, opinioni, esperienze. Anzi compagni perché questa parola ha ancora un significato in chi non molla, crede che senza una sinistra forte e unita, a tutt’oggi ancora una speranza, l’Italia vada a fondo, in balia di una combriccola che vede al governo pentastellati e leghisti, una alleanza innaturale tenuta in piedi con i cerotti, spartizione di posti di potere, autoritarismo che mette a rischio la democrazia, colpendo la Costituzione. Si incrociano due domande: come ci si muove nel territorio, che rapporti ci sono con le altre forze che operano a sinistra. Si confrontano esperienze, poi si scendono le scale che portano al grande salone del Centro Congressi. La prima tappa è la registrazione. Importante, non una formalità Alla conta risultano più di cinquecento persone. Arturo Scotto, del Coordinamento nazionale di Articolo 1 che poco dopo terrà la relazione introduttiva dei lavori, in uno scambio di parole al volo è molto soddisfatto per questa presenza molto consistente, “ un buon segno”, ci dice.

Il ricordo di Ossicini, senatore nelle liste del Pci, un cristiano di sinistra indipendente

La platea si riempie, posti in piedi, si fa silenzio quando prende la parola Chiara Geloni per ricordare Adriano Ossicini, partigiano, antifascista, senatore nelle liste del Partito comunista, ministro, medico. grande psichiatra, professore universitario. Geloni racconta di un colloquio avuto con il professore. Gli aveva chiesto “Lei ha conosciuto tutte le personalità più importanti della politica italiana, è vero che ha conosciuto anche De Gasperi?”. Aveva risposto “È pubblicato un famoso colloquio che ebbi con De Gasperi durante il periodo in cui lui era in Vaticano, bibliotecario. Mio padre era stato uno dei fondatori del Partito popolare, e conosceva molto bene De Gasperi. Lui era stato responsabile del Partito popolare a Roma, perciò io conoscevo molto bene De Gasperi e tutti i popolari. Quando io mi misi a far politica ci fu un colloquio con De Gasperi con il quale si sancì che non ci saremmo mai incontrati perché io non volevo andare nella Democrazia cristiana ed ero contrario all’unità dei cattolici”. Geloni riporta ancora una domanda: “Lei è cattolico di sinistra. Non è mai stato né comunista né democristiano? Come ha fatto?”. La risposta: “Sono stato fondatore di un partito che si chiamava la Sinistra cristiana, nel 1939 fine del ‘40, che è durato, con vari nomi, fino al ‘45, quando si è sciolto. Da allora non sono più stato iscritto a nessun partito, nonostante poi che per 30 anni sono stato parlamentare, sono stato sempre indipendente. Un cristiano di sinistra indipendente”. Ancora una domanda. “Lei non sarà mica uno di quei catto-comunisti che fanno arrabbiare Berlusconi?”. La risposta: “No. Fra l’altro il catto-comunismo non esiste. È una bufala”. Chiara Geloni termina il ricordo di una grande personalità come Ossicini, tutta la platea in piedi, un momento di commozione.

Cominciano i lavori che saranno conclusi domenica a fine mattina con l’intervento di Roberto Speranza coordinatore nazionale di Articolo 1. Arturo Scotto tiene la relazione di apertura. Senza fronzoli, compatta, guarda all’essenziale. Ne cogliamo tre “stralci” che a noi sembrano determinanti. Prende spunto da uno slogan, ormai unto e bisunto dei gialloverdi, montato da Salvini Matteo. Dice Scotto: “Prima gli Italiani sì, ma quando si tratta di soldi, sempre prima gli italiani del Nord. Serve una opposizione in Parlamento e fuori. Non esistono diritti di serie A e di serie B. Serve un’opposizione senza sconti, in Parlamento e fuori, fino al ricorso alla Consulta perché sul territorio nazionale non  possono esistere diritti di serie A e serie B”.  Passiamo alla parola “ricostruzione”. “Siamo europei non significa nulla senza specificare quali europei siamo, che tipo di europei vogliamo essere. E noi – diceScotto – siamo Socialisti europei. Laburisti europei. Ecologisti europei. Femministi europei!. Le formazioni politiche in campo oggi sono inadeguate alla durezza della fase. Serve una cosa nuova, che tiri una riga e rimetta la sinistra in campo. Il 4 marzo è stato oggettivamente  uno spartiacque, ma non se ne esce con una Scelta civica un po’ più  grande, con l’establishment che si riorganizza”. Infine le priorità su cui costruire una forte battaglia politica. “Mettiamoci d’accordo sulle priorità: qual è il nostro obiettivo principale di breve periodo? Sbarrare le porte di Palazzo Chigi a  Salvini. Significa lavorare a dividere un blocco, non a saldarlo. Significa scongelare un terzo dei voti del paese – sottolinea Scotto – ed aprirli a una prospettiva di alleanze diverse attorno ad alcuni punti essenziali: lavoro stabile, investimenti pubblici,  riforma della politica”. Da qui, come si diceva una volta, “al lavoro e alla lotta” dando un appuntamento per il 6-7 aprile quando verrà messo a punto il documento programmatico.

Ignazi: la crisi della sinistra. Negri: vogliamo fare ancora i camerieri agli americani?

Dopo Scotto due saluti, o meglio, due interventi, un contributo al dibattito, venuto dal professor Piero Ignazi e dal giornalista Alberto Negri. Il primo risale alle cause delle difficoltà, della crisi della sinistra che in Italia ha particolari caratteristiche. A suo dire la vecchia sinistra, il Pci, per essere chiari e non giocare sugli equivoci, non avrebbe avuto gli strumenti per capire la realtà, i mutamenti politici, impegnato della difesa dei diritti del lavoro non avrebbe capito, colto la necessità di dare battaglia sui diritti sociali. Una “incomprensione” dice, bisognava passare “dal collettivo all’individuo”. Ci  permettiamo di dissentire. Basta ricordare che il Pci dette un grande contributo alla lotta, vincente per il divorzio, l’aborto, gli interventi di Berlinguer sul ruolo e i diritti delle donne. Negri ha esposto una sorta di grande reportage che viene dalla sua esperienza giornalistica sullo stato del mondo, la pace e le guerre, il ruolo in particolare degli Usa. Chiudendo l’intervento ha esclamato: “Vogliamo continuare a fare i camerieri agli americani? Ecco che una domanda che il nostro governo non si fa. Questi sono sovranisti da strapazzo, signori”. Parole accolte con un forte applauso. L’assemblea in plenaria ha terminato i lavori. Si passa ai Forum, sei per la precisione. L’Europa nel mondo nuovo. Cittadinanza universale, welfare e sanità. Politiche pubbliche, lavoro, economia circolare, ecosocialismo. Istruzione, cultura, ricerca, uguaglianza. Mezzogiorno, autonomie locali, unità della Repubblica. La Rivoluzione delle donne. Una riunione degli addetti ai lavori affronta i problemi della informazione di Articolo 1 Mdp. Domenica, a partire dalle ore 10, la plenaria, con relazione dei Forum tematici e dibattito. Alle 13.00 interverrà il coordinatore nazionale di Articolo Uno Roberto Speranza per la chiusura dei lavori.

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