Sea Watch. Sbarcati a Catania solo alle 10.10 di giovedì i 47 migranti, per un’avaria, dopo 13 giorni in mare

Sea Watch. Sbarcati a Catania solo alle 10.10 di giovedì i 47 migranti, per un’avaria, dopo 13 giorni in mare

Scortata dalle motovedette della Gdf solo alle 10.10 del mattino del 31 gennaio la Sea Watch 3 con a bordo i 47 migranti recuperati lo scorso 19 gennaio nel Mediterraneo, è entrata nel porto di Catania ed ha attraccato nel molo di Levante. Nonostante il via libera allo sbarco a Catania dalla serata del 30 gennaio, la nave è riuscita a salpare da Siracusa, da dove era ferma, a largo, da giorni, solo in mattinata a causa di un guasto al verricello dell’àncora. Abbracci tra i migranti e l’equipaggio della nave della ong tedesca battente bandiera olandese. I migranti dopo lo sbarco saranno identificati e poi trasferiti nelle strutture di accoglienza. I 15 minori non accompagnati resteranno nella provincia etnea, gli altri saranno portati all’hotspot di Messina. “Siamo contenti che il calvario sia finito per i nostri ospiti. Auguriamo loro il meglio”, scrive su Twitter la ong tedesca. “Speriamo che l’Europa possa accoglierli e permettergli di vivere come meritano”.

Secondo il Viminale la scelta di Catania è determinata dalla presenza di centri ministeriali per l’accoglienza di minori. I maggiorenni saranno immediatamente trasferiti nell’hotspot di Messina. Per l’ong tedesca si tratta invece di una “mossa politica”. La presenza a Catania del procuratore Carmelo Zuccaro, fa temere una nuova indagine a carico dell’organizzazione e il sequestro della nave. Di gioco di forza parla Mediterranea: “Finalmente le persone trattenute in ostaggio per 12 giorni su una nave stanno per sbarcare. Il modo in cui si è arrivato a questo è però inaccettabile – sottolinea l’organizzazione in una nota -. Ancora una volta ha prevalso la pratica illegittima del gioco di forza tra i governi europei e delle loro propaganda sulla pelle di esseri umani, che sta costruendo una frontiera liquida le cui regole dipendono dalla violazione istituzionale dei diritti e del diritto ormai eretta a sistema”. Le 47 persone soccorse dalla nave Sea-Watch 3 dovevano essere sbarcate nel porto sicuro più vicino e nel minore tempo possibile. “Sono state invece soggette a 12 giorni di detenzione, rese ostaggi e vittime di ulteriore violenza dopo aver dovuto sopravvivere a quella dei paesi di origine e di transito e della infernale Libia – aggiunge -. In questa storia sono state dette molte disumane menzogne: ‘dovevano riportarli in Libia, dovevano portarli in Tunisia, dovevano portarli in Olanda’. La responsabilità era invece tutta italiana, come dimostra anche la decisione della Corte europea, che pure si è in qualche modo sottratta al suo compito affidando di fatto alla peggiore politica la risoluzione di una situazione di violazione dei diritti”. L’organizzazione chiede, infine, “Mai più ostaggi”.

“Le buone notizie sono due: la prima è che i minorenni sono finalmente scesi a terra dopo 13 giorni in mare e che a ciascuno di loro è già stato assegnato un tutore legale cosa per cui Save The Children si batte da tempo”, ha detto Giovanna Di Benedetto, portavoce dell’associazione umanitaria Save The Children che a Catania ha assistito alle operazioni di sbarco e di accoglienza dei 15 minorenni non accompagnati dalla Sea Watch 3. “I minorenni – ha aggiunto – saranno trasferiti in un centro di prima accoglienza e la figura del tutore volontario è importante per il futuro di questi ragazzi e per accompagnali in un percorso immediato di integrazione”.

“Oggi ci sono tre notizie: una buona notizia, una cattiva e una comica. Quella buona è che i 47 migranti naufraghi della Sea Watch sono potuti finalmente sbarcare, nonostante si potesse evitare questa umiliante attesa di giorni e giorni. La notizia cattiva è che l’Italia è di nuovo in recessione. La notizia comica è che il governo Lega-M5S invece di combattere la disoccupazione e di rilanciare l’economia del nostro Paese, combatte chi fa solidarietà e salva le vite delle persone. Ma per la verità, più che comica è tragica”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlando con i cronisti a Montecitorio.

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