Il papa: solidarietà con le persone al limite della resistenza sulle navi Sea Watch e Sea Eye. Fermate Salvini. Non può decidere lui sulla vita degli altri. L’osceno balletto con Di Maio. L’appello di Libera

Il papa: solidarietà con le persone al limite della resistenza sulle navi Sea Watch e Sea Eye. Fermate Salvini. Non può decidere lui sulla vita degli altri. L’osceno balletto con Di Maio. L’appello di Libera

Mentre papa Francesco rivolgeva un accorato appello ai leader europei perché trovassero uno sbarco sicuro per le 49 persone che si trovano da più di venti giorni a bordo di due imbarcazioni,  Sea Watch e Sea Eye, all’àncora nelle acque territoriali di Malta, proseguiva l’osceno balletto messo in atto dai due vicepremier, Salvini e Di Maio, nel silenzio del presidente del Consiglio, il quale ha perfino dimenticato di aver preso l’impegno di convocare la presidenza dell’Anci, l’associazione dei Comuni, il cui presidente aveva avuto l’ardire di esprimere solidarietà a quei sindaci che hanno messo in discussione la legge sulla sicurezza targata Salvini. Da qui prendeva spunto un movimento di solidarietà con i migranti che ha coinvolto oltre ai sindaci anche alcune importanti Regioni, fra cui la Toscana con l’annuncio del presidente Rossi di ricorrere alla Consulta perché dichiari la incostituzionalità della legge che porta l’impronta leghista.

Pesante intervento della presidente del Senato contro i sindaci solidali con  i migranti

Da segnalare un pesante intervento della presidente del Senato che, inopinatamente, accusa i sindaci di “anarchia”. La seconda carica dello Stato fa finta di non accorgesi della ondata di solidarietà che ha preso spunto dalla odissea dei profughi che si trovano a bordo delle due imbarcazioni, del movimento che si è sviluppato e neppure della  presa di posizione della Chiesa, con interventi dei vescovi e che ha avuto il timbro di papa Francesco che all’Angelus recitato in occasione dell’Epifania ha ricordato che “da parecchi giorni 49 persone salvate nel Mediterraneo sono a bordo di due navi in cerca di un porto sicuro dove sbarcare.

L’accorato appello di papa Francesco ai leader europei

Rivolgo un accorato appello ai leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone nella speranza di dare accoglienza ai profughi soccorsi dalla Sea Watch e dalla Sea Eye e ancora bloccati a bordo delle due navi”. La presidente del Senato, seconda carica dello Stato, non potrà certo accusare papa Francesco di essere un pericoloso anarchico. Così come non possono farlo Salvini che porta con sé, in ogni occasione, il rosario, il presidente Conte, devoto di Padre Pio. Tenta di smarcarsi il Di Maio dal vincolo posto da Salvini, il quale ribadisce che “sono io e solo io che decido. Nei porti italiani non metteranno piede migranti”. Il capo dei pentastellati, che quando parla crea solo nuovi guai, non ha il coraggio di affermare la “collegialità del governo”, ripiega su una proposta scioccante, fatta propria anche dal presidente Conte: accogliamo donne e bambini separandoli dal padre e dal marito, soluzione che potrebbe essere messa in atto  nello sbarco a Malta di tredici fra donne e bambini per poi indirizzarli in altri paesi europei. Dice Piero Fassino (Pd), vicepresidente della commissione Esteri della Camera: “Vuole spiegare Di Maio il fondamento di un tale approccio che contrasta non solo con qualsiasi principio di umanità, ma anche solo con il buon senso?”. E Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, ringrazia papa Francesco. “Da non credente – afferma – non posso che dire grazie a Papa Francesco che oggi ha speso la sua voce, in modo forte e autorevole, perché finisca il martirio dei 49 migranti costretti in mare da troppo tempo. L’Europa, se esiste, risolva la questione indicando un porto sicuro di sbarco a Sea Watch e a Sea Eye”.

Pressanti allarmi arrivano dalla nave Sea Watch. Si temono atti autolesionistici

Non c’è tempo da perdere. Nuovi, pressanti allarmi arrivano dalla nave Sea Watch. “Siamo molto preoccupati – dicono -, resistiamo pochi giorni”. In particolare si sta aggravando la situazione dal punto di vista psicologico a bordo della Sea Watch, la nave che ha tratto in salvo 32 migranti e che da 16 giorni è in attesa di sapere dove può attraccare. La portavoce di Sea Watch Italia Giorgia Linardi, in costante contatto con la nave, ferma al largo di Malta, parla di una situazione che potrebbe “degenerare all’improvviso”. “Siamo molto preoccupati – spiega – perché temiamo che da un momento all’altro possa succedere qualcosa. E non possiamo continuare così se non per pochi altri giorni”. I migranti, tra cui 3 bambini, “stanno mostrando resistenza e pazienza – continua -. Ma ci sono segnali che potrebbero far temere atti autolesionisti. Vediamo il loro umore cambiare durante la giornata. Ho parlato stamattina con il dottore a bordo ed è molto preoccupato. La situazione è di calma apparente ma potrebbe succedere qualcosa da un momento all’altro”. Allo stress provocato dal non sapere che fine si farà, si aggiunge un ulteriore problema: “Nei prossimi due giorni le condizioni meteo peggioreranno. E quindi si avrà  una condizione di ulteriore debilitazione fisica di chi soffre il mal di mare”. “Sentiamo fortissima la responsabilità di queste persone – conclude la portavoce di Sea Watch Italia – e riteniamo sia ingiusto che gli stati europei non si rendano conto che non sia possibile tenere le persone in ostaggio per 16 giorni in questo modo. Ci rendiamo conto di essere in difficoltà, stare in attesa senza fare nulla ci fa sentire quasi complici di un braccio di ferro di cui non vogliamo essere parte. Le trattative stanno bloccando quella che dovrebbe essere una azione disgiunta che è quella dello sbarco”, conclude.

L’appello del sindaco di Pozzallo. Aiutateci ad aiutare chi soffre

Fra gli appelli, gli interventi di sindaci, associazioni, segnaliamo quello del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna. “Accogliamo Sea Watch e Sea Eye. Aiutateci ad aiutare chi soffre magari mettendo temporaneamente da parte la razionalità e privilegiando il cuore”. Le due navi “ non possono continuare a rimanere in mezzo al mare con il freddo ed il maltempo di questi giorni, non possiamo rimanere con le mani in mano in attesa di una decisione che tarda ad arrivare. La città di Pozzallo, come sempre, è pronta ad ospitare chi soffre, chi fugge da guerre e violenze o anche semplicemente dalla fame”. Il sindaco Roberto Ammatuna chiede di agire in fretta: “Troviamo insieme il modo di farli arrivare nella nostra città e poi penseremo noi a dare loro ospitalità ed accoglienza, come abbiamo fatto in passato e come continueremo a fare anche in futuro. Fermo restando che l’ultima parola spetta al Ministro Salvini, se il problema è evitare di far entrare nel porto navi delle Ong o battenti bandiera di altre nazioni, basterebbe sfruttare il mezzo di collegamento marittimo già esistente per trasportare i migranti da Malta a Pozzallo. È giusto pensare ad avviare accordi con i paesi di provenienza o ogni altro tipo di iniziativa, ma dopo. Adesso – conclude Ammatuna – bisogna salvare chi soffre, in modo particolare chi è più debole”.

Don Ciotti. Le persone si accolgono, dopo vengono accordi

Interviene Libera in modo molto concreto. “Le persone si accolgono, dopo vengono accordi. La situazione in cui versano le 49 persone da settimane a bordo delle navi Sea Watch e della Sea Eye a cui viene impedito di mettere piede a terra, ci retrocede come tante altre vicende recenti e meno recenti nel grado di civiltà e di umanità. Davanti a questi fatti drammatici – afferma la nota della associazione presieduta da Don Ciotti – dobbiamo provare tanta nostalgia di umanità, stiamo parlando di persone. Resistere oggi significa esistere. Non limitarsi ad assecondare il corso della storia ma assumersi la responsabilità di deviarla quando vediamo che sta prendendo una direzione contraria alla libertà e alla dignità delle persone e alla loro speranza di giustizia”.

Le forze di governo giocano la loro battaglia sulla pelle delle persone

“Ci fa soffrire vedere le forze di governo giocare una loro battaglia politica sulla pelle, sulla fragilità e sulla sofferenza delle persone. L’operato dell’Europa – prosegue Libera – è gravemente insufficiente ed è giusto che l’Europa si faccia carico nel suo insieme di una tragedia che ha contribuito non poco a provocare, ma le inadempienze della politica non possono ricadere sulle spalle degli ultimi e degli indifesi, usati oggi come strumenti di ricatto per bassi giochi di potere. Quindi ben venga la ricerca di accordi vincolanti a livello continentale, ma – conclude Libera – intanto le persone si soccorrono e si accolgono. È questo il dovere della politica, ma è anche il compito di un popolo che ha dimostrato tante volte la sua vocazione all’ospitalità e alla solidarietà”. La risposta di Salvini a prese di posizione, interventi, appelli: “Per chi non rispetta le leggi i porti italiani sono e rimarranno chiusi”, scrive sul suo profilo. Ogni commento è superfluo.

Stumpo, “Cimitero migranti iniziativa lodevole”

“Il cimitero internazionale dei migranti che sorgerà a Tarsia, in provincia di Cosenza, è un atto di amore nel dolore e nel rispetto per il prossimo. Questa lodevole iniziativa portata avanti da Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili e candidato di LeU alle ultime politiche, confermali sentire comune e la vicinanza culturale tra noi”. Lo afferma il deputato di Leu Nico Stumpo, rimarcando l’importanza di questo luogo che vedrà la luce in terra cosentina. “I lavori partiti qualche settimana fa sono un segnale forte. Un modo concreto di rispondere a un fenomeno complesso come quello dei migranti e per restare umani”, aggiunge Stumpo.

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