Il governo gialloverde tratta i migranti come bestie. Pietà l’è morta? No, da Castelnuovo di Porto e Siracusa solidarietà dei cittadini. Famiglie ospitano i rifugiati. Lenzuola ai balconi: “Lasciateli scendere”

Il governo gialloverde tratta i migranti come bestie. Pietà l’è morta? No, da Castelnuovo di Porto e Siracusa solidarietà dei cittadini. Famiglie ospitano i rifugiati. Lenzuola ai balconi: “Lasciateli scendere”

Crudeltà. C’è solo questa parola per definire il governo dei gialloverdi a fronte del dramma che stanno vivendo centinaia di migranti, bambini, donne, uomini, colpevoli solo di avere la pelle nera, un colore diverso dal nostro, ma sempre pelle è, trattati come bestie. Nel corso delle inaugurazioni dell’anno giudiziario il giudizio delle Procure è netto. Afferma il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo: “Il contrasto all’immigrazione clandestina è dovuto e sacrosanto”, ma la politica è “al tempo stesso totalmente disinteressata al profilo umanitario: potrei dire che la pietà, declinata nel suo senso laico, è morta”. Parole che trovano piena conferma da quanto sta avvenendo al Cara di  Castelnuovo di Porto dove è in corso la deportazione di centinaia di migranti, senza neppure comunicare loro quale sarà, se ci sarà, la nuova destinazione e a Siracusa dove 69 persone, di cui 47 migranti, il resto è costituito dall’equipaggio della  Sea Watch, sono costrette a vivere in una piccola imbarcazione ormeggiata nelle nostre acque territoriali ma impedita per ordine del vicepremier Salvini e del ministro delle infrastrutture, tal Toninelli, non solo di attraccare nel porto ma anche di far scendere a terra, dando loro l’immediata assistenza, soprattutto ai minori che sono tredici. A niente valgono richieste in tal senso avanzate anche dal Tribunale dei minori, dalla Procura.

Allora, davvero pietà l’è morta? Quello che sta accadendo in questi giorni, proprio nei punti caldi, da Castelnuovo di Porto a Siracusa ci dice che a fronte della crudeltà del governo gialloverde sta nascendo una crescente solidarietà da parte dei cittadini, nei confronti di  centinaia di migranti. Sotto accusa, appunto “pietà l’è morta”, non solo nei tribunali, ma là proprio in quei territori, in quei mari dove la politica del governo provoca sofferenze, morte. La solidarietà che si sta sviluppando in questi giorni, in queste ore, nei confronti di donne, uomini, bambini, taluni usciti dai campi di concentramento libici che portano ancora il segno delle torture subite, è una condanna, morale in primo luogo, per uomini di governo a partire da Salvini, vicepremier e capofila della cordata della crudeltà, fervente cattolico,  con in tasca sempre un  rosario, a Conte devoto di padre Pio, al Di Maio, sempre con il sorriso sulle labbra, ma forse non è un sorriso ma una smorfia che si porta dietro anche quando dorme. Sono loro  i responsabili di una tragedia che  ha per vittime donne, bambini, uomini colpevoli di una sola cosa: quella di fuggire da paesi in perpetua guerra, dalla fame, la mancanza di medicinali, di qualsiasi assistenza. Con loro Beppe Grillo in preda a farneticazioni di cui parliamo in altra parte del giornale.

Le famiglie di  Castelnuovo di Porto accolgono i migranti

La solidarietà ai migranti viene sia dai cittadini di Castelnuovo di Porto che da quelli di Siracusa. Nel paesino alle porte di Roma  dove da giorni è in corso la deportazione dei migranti che devono lasciare il Cara, la cui chiusura è prevista entro il 30 gennaio per ordine del Salvini, i cittadini sono diventati protagonisti di una vera e propria gara di solidarietà. Le  famiglie con bambini costrette a lasciare il Cara verranno accolte, annuncia il sindaco, Riccardo Travaglini, dagli abitanti del paese. “Si è appena concluso un tavolo con la prefettura – dice – in cui abbiamo raggiunto un accordo per cui le famiglie con bimbi che erano al Cara rimarranno nella zona di Castelnuovo di Porto, attraverso ‘l’accoglienza diffusa’ per consentire ai bambini di continuare a frequentare la scuola. È la prima volta che succede in Italia. Siamo molto soddisfatti”. Si tratta di 4 famiglie a cui si aggiungono 4 o 5 richiedenti asilo. “Andiamo avanti anche con le protezioni umanitarie” afferma il  sindaco, “si tratta di 16 persone, per le quali si sta concludendo lo screening della task force e, attraverso la collaborazioni di sindaci di città da cui sono arrivate offerte di ospitalità, verranno accolti anche in altre regioni”. Ospitalità è stata offerta anche da alberghi della zona mentre i cittadini continuano a portare ai migranti viveri, coperte, abiti invernali di cui sono sprovvisti per coloro che verranno trasferiti in zone dove c’è freddo.

La solidarietà dei siracusani, manifestazione nella città

La solidarietà viene da Siracusa. Ai balconi del corso principale compaiono lenzuoli bianchi con la scritta “Fateli sbarcare”. Sugli scogli si radunano gruppi di cittadini, un saluto da lontano a chi su quella nave sta soffrendo. Una manifestazione che ha coinvolto associazioni, movimenti, sindacati, “facciamoli scendere”, si è svolta al porto con la presenza di una delegazione di Mdp Sicilia. Il segretario della Cei ha dato la disponibilità ad accogliere i minori che sono a bordo, attraverso la Caritas: “Pur condividendo che la risposta a un fenomeno così globale come quello migratorio chiama in causa tutti i Paesi europei, il dramma che si consuma davanti alle nostre coste non può lasciarci in silenzio”, ha detto Stefano Russo. Anche la Comunità Papa Giovanni XXIII è pronta a ospitare i minori. Lo conferma all’Agi il presidente della Comunità Paolo Ramonda: “Abbiamo comunicato alle autorità la nostra disponibilità – spiega – e aspettiamo una risposta”.

L’appello delle agenzie dell’Onu a garantire ai migranti lo sbarco

L’appello a garantire un porto sicuro ai 47 migranti arriva anche dalle Agenzie Onu che definiscono “urgente” garantire lo sbarco. Lo affermano in un comunicato congiunto l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e l’Unicef. “Le persone sono tutte ammassate e al freddo. Sono in 69 su una nave che può trasportarne 22. Molte di loro si svegliano di notte per via degli incubi perché questa condizione ricorda loro quella di prigionia vissuta in Libia. Noi chiediamo lo sbarco di tutte le persone a bordo di Sea Watch”, è l’appello di Giorgia Linardi, portavoce per l’Italia della Ong Sea Watch. “Lo sbarco di una parte di esse costituisce un’azione traumatica – continua Linardi – ieri è stato rifiutato l’ingresso di Sea Watch al porto. Il diniego immotivato rappresenta un potenziale reato. Specialmente se si tratta di una nave con difficoltà oggettive. Ma soprattutto si tratta di persone vulnerabili che stiamo tenendo in ostaggio a un miglio dalla costa”. Per quanto riguarda i minori interviene anche il Garante per l’infanzia di Palermo, Pasquale D’Andrea: “Lasciare i ragazzini in mare è un’aberrazione, una punizione disumana. In ogni caso se i minori si trovano in acque territoriali italiane vanno fatti scendere. Non ci sono alternative. Lo prevede la legge e ogni disposizione contraria è una violazione delle norme. La legge 176 del 1991, che è la ratifica della Convenzione sui diritti del fanciullo, parla chiaro: i ragazzi vanno protetti e il ministro non può dire ‘hanno 17 anni e sei mesi’ perché in base a quanto previsto dalla Convenzione i bambini sono tali da 0 a 18 anni”, ha detto all’AdnKronos.

“Preparatevi a portarmi le arance”. L’arroganza del vicepremier, capo della Lega

La risposta del governo, di Salvini Matteo, per il quale il tribunale dei ministri ha chiesto l’apertura di un procedimento penale è stata questa: la nave batte bandiera olandese se la vedano  loro ed ha inviato un fax al ministro di quel paese. Il Di Maio, che ce l’ha morte con i francesi, ha suggerito che la nave vada a Marsiglia. Con il mare mosso, onde gigantesche, non arriverebbe mai a destinazione. Non solo. Salvini conferma che sta valutando di  “denunciare Sea Watch per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Non basta. Con i suoi sostenitori fa il gradasso, gonfia la faccia, mani sui fianchi, di fronte ad un gazebo afferma: “Preparatevi a portarmi le arance”. Uno sberleffo nei confronti  del tribunale dei ministri di Catania che ha chiesto di processare il capo del Viminale per sequestro di persona aggravato per aver abusato dei suoi poteri privando della libertà personale 177 migranti della nave Diciotti nei giorni di fine agosto.

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