Genova. Prince Jerry, nigeriano di 25 anni, laurea in Chimica, il sogno di restare in Italia, suicida perché gli è stato negato il permesso di soggiorno

Genova. Prince Jerry, nigeriano di 25 anni, laurea in Chimica, il sogno di restare in Italia, suicida perché gli è stato negato il permesso di soggiorno

Un ragazzo di 25 anni si è suicidato gettandosi sotto un treno a Tortona (Alessandria) dopo essersi visto negare il permesso di soggiorno chiesto per motivi umanitari. La vittima è Prince Jerry, nigeriano. E’ successo lunedì 28 e la vicenda è riportata dai quotidiani locali, dopo che il responsabile della Migrantes di Genova, monsignor Giacomo Martino, ha inviato un messaggio alla chat dei parrocchiani, poi girato sui social. I funerali si terranno alle 11.30 di domani nella chiesa dell’Annunziata a Genova. “Cari tutti, ieri sono stato tutto il giorno a Tortona- scriveva ieri sera don Giacomo- uno dei nostri ragazzi di Multedo, Prince Jerry, dopo essere stato diniegato prima di Natale e scoprendo che non avrebbe potuto contare neppure sul permesso umanitario che è stato annullato dal recente decreto, si è tolto la vita buttandosi sotto un treno”. Prince Jerry era stato ospite del centro di accoglienza di Multedo, la cui apertura aveva scatenato veementi polemiche a fine 2017. “Ho dovuto provare a fare il riconoscimento di quanto era rimasto di lui – scriveva ancora il sacerdote – è stato un momento difficile, ma importante perché ho ritenuto di doverlo accompagnare in questa sua ultima desolazione. Vi scrivo perché abbiamo deciso di portarcelo su a Coronata e seppellirlo nel cimitero lassù”. Fin qui il messaggio di ieri sera, che è poi balzato nelle cronache locali e nazionali, soprattutto perché la decisione del giovane è uno degli effetti tragici indotti dal cosiddetto Decreto sicurezza e immigrati voluto da Salvini e dalla Lega, e approvato con la complicità dei 5Stelle. Il giorno dopo, il sacerdote si raccomanda di non strumentalizzare la vicenda di Prince Jerry, ma è molto molto difficile, anche sul piano dell’informazione, staccare la sua decisione dalle condizioni attuali di vita dei migranti che hanno fatto domanda per una protezione umanitaria che sostanzialmente con esiste più.

Il nuovo post di don Giacomo Martino: “lo saluteremo affidando il suo sogno al Dio che sogna con noi”

Queste le nuove parole di don Giacomo Martino: “Non desidero in nessun modo che questo ragazzo e la sua triste storia vengano strumentalizzate per discorsi diversi da quelli di compassione per una vita stroncata e di un lungo sogno interrotto” scrive sul proprio profilo Facebook il responsabile dell’ufficio Migrantes della Caritas di Genova e parroco di San Tommaso, che ieri aveva annunciato la morte di Prince Jerry. “Avevo scelto di non parlare di Prince Jerry per rispettare il dolore della sua morte e desolazione – spiega il sacerdote – vi sono indagini giudiziarie che stanno stabilendo esattamente i fatti ed eventuali responsabilità”. Ma, ieri sera, “è impropriamente girato un mio post privato scritto ai membri più stretti della mia comunità parrocchiale. Erano parole di dolore e di sofferenza personale confidate a degli amici”. Diventata la notizia di dominio pubblico, don Giacomo conferma che domani “venerdì 1 febbraio ci sarà il funerale nella chiesa dell’Annunziata dove, come cristiano, lo saluteremo affidando il suo sogno al Dio che sogna con noi, al Dio che rende reali i nostri sogni così come farà con quelli di Prince… per sempre”. Il giovane era stato ospite del centro di accoglienza di Multedo e aveva frequentato il campus di Coronata, dove domani verrà seppellito.

La Camera del Lavoro di Genova: “Rispetto e tristezza per Jerry, ma la sua morte ha un responsabile morale”

“Apprendiamo con sgomento la notizia della tragica morte di Prince Jerry, giovane migrante nigeriano che lottava per trovare un futuro migliore. Rispetto e tristezza sono le emozioni che ci travolgono, ma un pensiero alla responsabilità morale di questa morte è inevitabile. Si tratta della puntuale conseguenza di un decreto sicurezza inumano che ha annullato la possibilità di richiedere e ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari”, scrive in una nota la segreteria della Camera del Lavoro di Genova, appresa la notizia del suicidio del giovane migrante nigeriano che si è visto negare il permesso di soggiorno. Il sindacato sottolinea che “non smetterà mai di contrastare” il decreto Salvini: “Questo giovane ragazzo era perfettamente integrato, nel suo paese era laureato in chimica e stava studiando per farsi riconoscere anche qui il titolo di studio. Profondamente addolorati per questa tragedia, domani, in occasione dell’ultimo saluto, saremo anche noi presenti alle esequie”.

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