Genova. Ponte Morandi. Nuove perquisizioni e nuovi indagati (dieci) in un filone diverso dell’inchiesta

Genova. Ponte Morandi. Nuove perquisizioni e nuovi indagati (dieci) in un filone diverso dell’inchiesta

Prende spunto dall’inchiesta sul crollo del ponte Morandi, ma segue un filone diverso, l’indagine che ha portato oggi a una decina di nuovi indagati tra le fila di Aspi e Spea. L’indagine, secondo quanto confermato da fonti investigative, riguarda altri cinque viadotti che presenterebbero criticità. L’accusa ipotizzata è di falso in procedimento connesso ai controlli sulle 5 strutture. Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero modificato, “edulcorandole”, le relazioni sullo stato dei viadotti controllati. Gli attraversamenti stradali al vaglio degli inquirenti, oltre al Pecetti e al Sei Luci di Genova, sono il viadotto Gargassa a Rossiglione, il Paolillo sulla Napoli-Canosa e il Moro vicino Pescara.

Secondo l’accusa, le certificazioni rilasciate sullo stato dei viadotti non sarebbero corrispondenti alle loro effettive condizioni. La circostanza era emersa negli interrogatori dei testimoni durante le indagini della Procura di Genova sul crollo di Ponte Morandi. Questa mattina le nuove perquisizioni della Guardia di Finanza di Genova, per acquisire documenti, ufficiali, informali e informatici, relativi ai cinque ponti e viadotti. Le perquisizioni hanno coinvolto anche uffici Aspi e Utsa, l’Ufficio tecnico sicurezza autostrade. Una settimana fa la Guardia di Finanza aveva perquisito le sedi a Genova, Milano e Firenze. Gli inquirenti cercano di far luce su alcune criticità emerse dai resoconti dei testimoni sentiti dal 14 agosto scorso ad oggi dai due pm titolari dell’indagine, Massimo Terrile e Walter Cotugno. Le sedi di Spea erano già state perquisite in passato, ma per cercare documenti sul ponteMorandi. Resta intanto fissata all’8 febbraio la data decisa dal sindaco di Genova Marco Bucci per la demolizione del moncone Ovest del Morandi.

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