Emergenza freddo, Roma: appello della Comunità di Sant’Egidio e della Caritas

Emergenza freddo, Roma: appello della Comunità di Sant’Egidio e della Caritas

E’ emergenza freddo nella Capitale dove solo negli ultimi giorni sono morti di freddo 11 clochard. Forte è l’appello della Comunità di Sant’Egidio, della Caritas del Comune di Roma, come per molte altre associazioni che si prodigano a trovare un riparo per i senzatetto, fornire pasti caldi assieme a coperte o sacchi a pelo. La centralissima Chiesa di San Callisto ospita circa trenta homeless con letti direttamente nella chiesa. Indumenti, coperte e sacchi a pelo vengono raccolti presso: la Caritas di via Marsala 109, presso l’ostello Don Luigi Di Liegro nei pressi della Stazione Termini o presso la Croce Rossa Italiana in via Ramazzini 31 in zona tra Monteverde-Portuense. Anche diversi centri della Comunità di Sant’Egidio è possibile lasciare e ricevere coperte, sacchi a pelo e indumenti caldi. Fra le persone di buona volontà in prima fila verso i più deboli Don Antonio Pompili, parroco di San Martino I Papa, e l’intevento lo scorso giovedì alla trasmissione di TV2000 Bel tempo si spera dove ha ribadito l’importanza della comunità parrocchiale per aiutare i poveri e le persone più deboli. Il prete in questi giorni apparso nei principali media nazionali e locali, mostrava l’operato del gruppo di volontari della parrocchia del gruppo Caritas che raccoglie, grazie all’aiuto dei fedeli, più di 1200 chili di prodotti alimentari che vengono distribuiti ogni mese ai bisognosi del territorio e si arriva a sfamare e a supportare più di 10 famiglie.

La raccolta è possibile grazie all’accordo del parroco di San Martino I Papa, nella zona San Giovanni di Roma, con il vicino supermarket conosciuto da tutti i parrocchiani. Don Antonio ha ricordato come, anche nella zona centrale di San Giovanni a Roma, ci sia molta sofferenza, povertà e disagio di vario genere. “Il sostegno della parrocchia non è solo di tipo materiale, ma c’è un vero e proprio centro di ascolto aperto alle diverse esigenze delle persone che stanno attraversando momenti di difficoltà” ha precisato lo stesso Don Antonio Pompili. Don Antonio Pompili, parroco della chiesa di San Martino I Papa, nella centrale zona di San Giovanni a Roma, creare una partnership con il vicino supermercato per raccogliere prodotti alimentari e articoli utili per i poveri della chiesa. E’ iniziato tutto con l’insediamento di don Antonio Pompili nella Chiesa di San Martino I Papa a Roma, quando il neo parroco chiede ai parrocchiani di recarsi a far compere nel vicino supermercato Tigre e, fra gli acquisti personali chiede loro di i riservare un po’della spesa per le persone bisognose della parrocchia. Le persone in difficoltà della Parrocchia vengono ricevute e ascoltate dal centro Caritas fondato dallo stesso don Pompili, assieme ad alcuni collaboratori della parrocchia.

Così Don Antonio Pompili biblista, araldista e parroco di San Martino I Papa in Roma: “All’inizio del mio ministero di Parroco di San Martino Primo Papa , nel 2011, ho deciso la nascita di un centro di ascolto Caritas che potesse offrire la sua assistenza ai poveri, rendendo disponibili a questo scopo alcuni locali parrocchiali. Sebbene la zona di San Giovanni sia alquanto centrale e più fortunata di altre, non mancano casi di indigenza, situazioni di “periferia” – per usare un termine caro al nostro Vescovo il Papa Francesco – se non dal punto di vista geografico, dal punto di vista esistenziale. Stiamo parlando di famiglie o singole persone (prevalentemente italiane), che non hanno sufficienti mezzi per acquistare prodotti alimentari, ma anche semplicemente persone che vivono in solitudine o affrontano le più diverse forme di disagio. Persone che desiderano in primo luogo essere ascoltate, comprese, accolte e poi certamente, nella misura del possibile, essere aiutate umanamente e spiritualmente”. “Così, tra le altre iniziative, abbiamo stretto un rapporto di collaborazione con un vicino supermercato, che ci consente con scadenza mensile di effettuare una “spesa solidale” di alimenti e altri beni di prima necessità”.

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